L'intera raffineria ha sospeso le operazioni il 24 giugno e ha interrotto tutta la lavorazione del petrolio . Le autorità locali hanno confermato vittime a seguito dell'incidente, anche se le fonti disponibili non forniscono numeri specifici
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L'attacco alla NORSI non è avvenuto in isolamento. Nello stesso periodo, la raffineria di Mosca (chiamata anche Kapotnya) è stata colpita da due distinti attacchi di droni ucraini:
I due attacchi insieme hanno disabilitato entrambe le principali unità di lavorazione dell'impianto, mettendo fuori uso il 100% della sua capacità di raffinazione primaria, secondo Reuters .
Il fermo della NORSI si è aggiunto a un'ondata di precedenti attacchi con droni. A metà giugno 2026, l'Ucraina aveva colpito 8 delle 10 maggiori raffinerie russe in 16 attacchi separati solo a maggio . L'effetto cumulativo è stato descritto da The Moscow Times come un evento che "ha riportato indietro di vent'anni l'industria russa di raffinazione del petrolio" e ha creato "la peggiore crisi del carburante della storia" per la Russia
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Al 25 giugno 2026, misure di razionamento del carburante erano in vigore in almeno 56 regioni russe, secondo The Moscow Times . Le principali catene di stazioni di servizio hanno introdotto limiti severi — ad esempio, fino a 20 litri di benzina AI-92/AI-95 e fino a 40 litri di diesel per cliente a Mosca, San Pietroburgo e Tatarstan
. RFE/RL ha riferito di almeno 17 regioni con restrizioni obbligatorie imposte dal governo, con dozzine di altre colpite da limiti imposti da compagnie private
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Le fonti confermano che la Russia ha silenziosamente permesso ai raffinatori di vendere carburante di qualità inferiore Euro-3, autorizzando benzina con 15 volte il limite UE di zolfo per mantenere le pompe funzionanti . Tuttavia, la notizia specifica che il Cremlino stesse valutando formalmente un divieto all'esportazione di diesel a giugno 2026 non è catturata in queste fonti. The Moscow Times ha notato a metà giugno che "le opzioni del Cremlino si stanno riducendo" — incluse potenziali restrizioni all'esportazione — ma le prove disponibili non contengono un rapporto diretto e confermato che un divieto all'esportazione di diesel fosse in fase di valutazione attiva in quel momento
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