Grande incertezza sulla distanza del flyby. I dati di Gaia forniscono una distanza di avvicinamento mediana di circa 13.000 UA, ma con una probabilità del 5% che la stella sia arrivata entro ~4.000 UA e una probabilità del 5% che non si sia mai avvicinata a meno di ~24.000 UA . Il modello di Kaib & Raymond si adatta meglio ai dati delle comete per la distanza più ravvicinata (6.000–10.000 UA).
Non un adattamento perfetto. Il modello replica con successo la distribuzione di ω ma non riproduce completamente la distribuzione osservata delle energie orbitali (semiasse maggiore) delle LPC, indicando che anche altri incontri stellari o effetti dinamici giocano un ruolo .
Il flyby di HD 7977 ha probabilmente ripopolato la Nube di Oort Interna con comete che altrimenti non sarebbero state perturbate nel sistema solare interno per milioni di anni . Ciò significa che le attuali osservazioni del flusso di LPC potrebbero sovrastimare la popolazione di base della Nube di Oort a lungo termine — potremmo osservare la coda di una pioggia, non il livello di fondo.
Uno studio separato di Zeebe & Hernandez (2025) ha testato se un flyby estremo di HD 7977 (entro ~3.900 UA, 2,8 milioni di anni fa) avrebbe potuto alterare l'orbita terrestre. Hanno scoperto che non vi è alcun cambiamento apprezzabile nell'evoluzione orbitale della Terra negli ultimi 70 milioni di anni rispetto al modello standard . Quindi, mentre le orbite cometarie sono state fortemente influenzate, le orbite planetarie sembrano robuste a questo incontro.
Le implicazioni per gli impatti dipendono fortemente dalla distanza sconosciuta del flyby:
In conclusione: La nuova prova è la prima impronta orbitale di uno specifico antico flyby stellare ancora visibile nelle orbite cometarie odierne, ma le incertezze sulla distanza del flyby (di un fattore ~5) fanno sì che l'entità della pioggia di comete in corso — e il suo impatto passato sulla Terra — rimanga una questione di ricerca aperta.