Ecco un aggiornamento dettagliato e verificato sulla situazione dello Stretto di Hormuz al 22-23 giugno 2026.
Lo Stretto di Hormuz: dichiarazioni contrastanti, traffico reale e una ripresa fragile
In sintesi: Lo Stretto di Hormuz è operativamente aperto, nonostante l'Iran abbia rinnovato la dichiarazione di chiusura il 20 giugno. Le forze armate statunitensi e il vicepresidente JD Vance affermano che la via d'acqua rimane percorribile, i dati di tracciamento delle navi confermano un netto, seppur ancora al di sotto della norma, rimbalzo dei transiti commerciali, e i prezzi del greggio Brent sono scesi dopo un picco a 82,30$, mentre i canali diplomatici restano attivi. Tuttavia, i rischi legati allo sminamento, ai controlli sui permessi e ai volumi ancora inferiori alla media indicano che la ripresa non è ancora sicura.
1. La nuova dichiarazione di chiusura dell'Iran e la smentita statunitense
- Sabato 20 giugno, il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato di aver nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz, accusando Stati Uniti e Israele di aver violato l'accordo di pace provvisorio del 14 giugno (che prevedeva la riapertura dello stretto entro 30 giorni)
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- Il comando militare statunitense (CENTCOM) ha immediatamente dichiarato che lo stretto rimaneva aperto, segnalando che il 20 giugno erano transitate 55 navi mercantili e che "il passaggio sicuro attraverso la via d'acqua internazionale rimaneva intatto"
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- Il vicepresidente JD Vance ha confermato la posizione degli Stati Uniti in una dichiarazione video il 21 giugno, affermando: "Gli stretti sono attualmente accessibili" e che "le forze armate iraniane sono state messe fuori combattimento", aggiungendo che i colloqui diplomatici con l'Iran stavano progredendo
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- Le dichiarazioni contraddittorie riflettono uno schema: l'Iran annuncia la chiusura come segnale politico per le presunte violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano, ma la capacità di deterrenza effettiva delle forze armate statunitensi fa sì che lo stretto rimanga funzionalmente aperto alla navigazione
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2. Dati di tracciamento: 71 transiti, tra cui metaniere e petroliere
- MarineTraffic ha riferito lunedì 22 giugno di aver registrato 71 transiti confermati attraverso lo Stretto di Hormuz dal 19 al 21 giugno — un netto rimbalzo dopo la riapertura iniziale in seguito all'accordo
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- In quel periodo, il traffico navale includeva metaniere qatariote e petroliere grezze, in linea con il graduale ritorno della navigazione commerciale iniziato intorno al 18 giugno
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- All'inizio della settimana (18 giugno), Bloomberg aveva riportato che cinque petroliere cariche, trasportando un totale di 8 milioni di barili di greggio, erano state avvistate mentre attraversavano lo stretto
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- I dati Kpler mostravano che oltre 20 petroliere avevano navigato nello Stretto da quando Stati Uniti e Iran avevano iniziato a ripristinare le rotte commerciali, con il traffico che aveva raggiunto il livello più alto dal 2 giugno giovedì 18 giugno
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- Argus Media aveva notato il 15 giugno che il traffico iniziale era stato piatto subito dopo l'annuncio dell'accordo, con gli armatori in attesa della firma formale del 19 giugno prima di impegnare le navi; l'impennata del 19-21 giugno ha confermato che l'esitazione era temporanea
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3. Preoccupazioni in corso: sminamento, controlli sui permessi e volumi inferiori alla norma
Nonostante il rimbalzo, la ripresa rimane fragile e al di sotto dei livelli pre-conflitto:
- I rischi legati allo sminamento e la necessità di operazioni di bonifica nello stretto restano una preoccupazione. Il bollettino marittimo settimanale DeepDraft ha descritto l'ambiente operativo come un "movimento controllato", che richiede trasbordi nave-nave al largo di Oman e Fujairah, permessi iraniani e l'incertezza legata alla bonifica delle mine
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- Livelli di traffico inferiori alla norma: CNBC ha riportato che, sebbene il traffico del 18 giugno avesse raggiunto il punto più alto dal 2 giugno, i volumi erano ancora al di sotto dei parametri di riferimento per il collo di bottiglia, e molti armatori rimanevano cauti riguardo all'assicurazione sui rischi di guerra e alla sicurezza dell'equipaggio
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- Il sistema di permessi iraniano: Alcuni operatori hanno riferito che l'Iran richiedeva permessi anticipati o un coordinamento, anche mentre i militari statunitensi garantivano un passaggio sicuro, aggiungendo attriti al processo di normalizzazione
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- Insider Intelligence del Consiglio Internazionale del Commercio ha descritto lo stato dello stretto come "aperto nella pratica, ma non più di routine nelle operazioni"
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4. Greggio Brent: picco a 82,30$, poi ritirata
I mercati petroliferi hanno reagito bruscamente ai segnali contrastanti:
- 20 giugno (sabato) — Nel giorno in cui l'Iran ha annunciato la rinnovata chiusura, il Brent è salito a 82,30$ al barile sui mercati perpetui dei futures e sulle piattaforme spot, poiché i trader hanno prezzato il rischio geopolitico
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- 21 giugno (domenica) — Il Brent è salito leggermente (+0,67%) a circa 81,11$, con un massimo intraday di 82,30$, mentre l'incertezza persisteva sull'esito dei colloqui diplomatici in Svizzera
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- 22 giugno (lunedì) — Il Brent è sceso dell'1,6% a 79,30$ e si è poi attestato intorno a 79,03$, vicino al livello più basso dall'inizio di marzo, poiché il sentiment del mercato si è spostato verso le aspettative che i negoziati avrebbero avuto successo e che lo stretto sarebbe rimasto aperto
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- Il NYT ha riportato che i prezzi del petrolio hanno registrato "un leggero aumento mentre i valori azionari hanno subito un lieve calo domenica, poiché l'incertezza sullo Stretto di Hormuz persisteva, evidenziando le difficoltà nel ripristinare le spedizioni di energia"
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- Bank of America ha emesso una nota il 18 giugno in cui proiettava che una piena riapertura dello Stretto di Hormuz avrebbe potuto abbassare la media del Brent 2026 a 82$/bbl (in calo rispetto alla precedente previsione di 93$), con un intervallo previsto tra 70$ e 80$ per la maggior parte della seconda metà del 2026
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5. Il canale diplomatico: Vance in Svizzera
- JD Vance ha incontrato i funzionari iraniani in Svizzera il 21 giugno per colloqui sul programma nucleare iraniano e per far progredire l'accordo di pace provvisorio, anche mentre la rinnovata dichiarazione di chiusura dell'Iran era ancora fresca
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- L'accordo provvisorio del 14 giugno richiederebbe all'Iran di aprire completamente lo Stretto di Hormuz entro 30 giorni e agli Stati Uniti di revocare il blocco navale dei porti iraniani
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- Vance ha descritto il processo diplomatico come attivo: "Dalle mie conversazioni di questa mattina con Jared e Steve, sembra che si stiano facendo progressi"
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Tabella riepilogativa
| Fattore | Stato attuale | Fonte |
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| Posizione dichiarata dall'Iran | Stretto "chiuso" di nuovo (20 giugno) | ![]() ![]() |
| Posizione degli Stati Uniti | Stretto rimane aperto; 55 navi transitate il 20 giugno | ![]() ![]() |
| Dichiarazione di Vance | Stretto "attualmente accessibile"; colloqui in corso | ![]() |
| Transiti navali (19-21 giugno) | 71 confermati da MarineTraffic, incluse metaniere qatariote e petroliere | ![]() |
| Picco del Brent | 82,30$ intraday (20-21 giugno) | ![]() ![]() |
| Brent al 22 giugno | ~79,03$, in calo dell'1,94% nella giornata | ![]() ![]() |
| Preoccupazioni su mine/permessi | Bonifica mine attiva; permessi iraniani necessari | ![]() |
| Volume di traffico rispetto alla norma | Ancora al di sotto dei livelli pre-conflitto; in ripresa ma fragile | ![]() |
Conclusione: Lo Stretto di Hormuz è funzionalmente aperto al 22-23 giugno, con il traffico commerciale in ripresa a 71 transiti in tre giorni, ma la ripresa non è ancora del tutto normalizzata. Permangono problemi di sminamento, attriti burocratici sui permessi e volumi inferiori alla media. Il greggio Brent ha avuto un picco a 82,30$ dopo l'annuncio della chiusura, per poi scendere al livello di ~79$ con l'avanzare dei colloqui diplomatici. La situazione rimane estremamente sensibile all'esito dei negoziati USA-Iran in Svizzera e a qualsiasi ulteriore escalation militare che coinvolga Israele e Libano.