Il MoU di 60 giorni imponeva all'Iran di ridurre le scorte di uranio altamente arricchito, mentre gli Stati Uniti revocavano le sanzioni sul petrolio iraniano e il blocco navale nei porti della Repubblica Islamica . Il comando centrale Usa ha dichiarato il 18 giugno la fine del blocco . L'Iran poteva iniziare immediatamente a vendere greggio e carburanti , con l'obiettivo di avviare negoziati sul nucleare nei due mesi successivi .
I titoli dei chip sono i migliori performer del giorno, grazie a un catalizzatore aziendale che si aggiunge all’ottimismo macro:
L’ottimismo iniziale viene rapidamente minato:
Già nei giorni successivi gli analisti del think tank Chatham House avvertono che, anche se l’accordo reggesse, l’Iran conserva la capacità di chiudere nuovamente Hormuz, e che un’eventuale interruzione simultanea dei ribelli Houthi nello Stretto di Bab el-Mandeb sarebbe disastrosa . Il problema di fondo è che il MoU è un fragile armistizio di 60 giorni, privo di un meccanismo di enforcement: i mercati oscillano così tra sollievo e rinnovata paura a ogni titolo contraddittorio proveniente da Teheran.
Il MoU di 60 giorni imponeva all'Iran di ridurre le scorte di uranio altamente arricchito, mentre gli Stati Uniti revocavano le sanzioni sul petrolio iraniano e il blocco navale nei porti della Repubblica Islamica . Il comando centrale Usa ha dichiarato il 18 giugno la fine del blocco . L'Iran poteva iniziare immediatamente a vendere greggio e carburanti , con l'obiettivo di avviare negoziati sul nucleare nei due mesi successivi .
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