I LLM possono favorire o escludere sistematicamente determinati tipi di studi, lingue o risultati. I ricercatori dovrebbero confrontare le decisioni di screening dell'IA con un set gold standard umano per calibrare lo strumento .
I sistemi di machine learning sono spesso addestrati su conoscenze convenzionali e letteratura pubblicata, che già tende a privilegiare i risultati positivi. Questo può amplificare silenziosamente i bias esistenti nella base delle evidenze .
Non accettare ciecamente studi suggeriti dall'IA, dati estratti o valutazioni del rischio di bias. Controlla a campione un numero sostanziale di risultati in modo manuale .
Non seguire mai i consigli di un modello al di fuori del suo dominio di addestramento e verifica sempre il suo lavoro .
Nel 2025, Cochrane, la Campbell Collaboration, JBI e la Collaboration for Environmental Evidence hanno rilasciato congiuntamente una dichiarazione che richiede la rendicontazione aperta di ogni uso dell'IA nelle sintesi delle evidenze .
Una linea guida in tre pilastri per l'uso responsabile dell'IA nelle revisioni sistematiche richiede l'uso di retrieval-augmented generation (RAG) con attribuzione verificabile delle fonti, posizionando l'IA come "partner calibrato" piuttosto che come sostituto .
Servono maggiore trasparenza, standard di rendicontazione più chiari e una formazione più approfondita per sostenere un'adozione responsabile dell'IA nella sintesi delle evidenze .
L'IA può ridurre il carico di lavoro manuale del 50–75% nello screening della letteratura, nell'estrazione dei dati e nella valutazione del rischio di bias, senza sacrificare l'accuratezza di livello PRISMA, se abbinata alla supervisione del ricercatore . Ma gli stessi studi confermano che l'IA introduce i propri bias (bias di selezione, bias di conferma, bias nei dati di addestramento). L'antidoto è la supervisione umana, la rendicontazione trasparente e la validazione rigorosa. Non delegare mai il pensiero critico allo strumento.