Le raffinerie pubbliche indiane si sono già assicurate abbastanza greggio per i prossimi due mesi e non hanno fretta di riprendere gli acquisti in Medio Oriente . In tutta l'Asia, gli acquirenti si sono impegnati su carichi in arrivo da giugno ad agosto da fornitori extra-Golfo come Stati Uniti, Africa occidentale e America Latina, limitando l'appetito per nuovi acquisti spot
. Questa copertura a termine elimina la disperazione che altrimenti potrebbe forzare un rapido rientro.
Circa 31 superpetroliere, che trasportano una stima di 62 milioni di barili di greggio, sono bloccate all'interno del Golfo Persico e si preparano a uscire non appena la via d'acqua riaprirà . Con un'offerta in procinto di impennarsi, le raffinerie asiatiche si aspettano che i prezzi del greggio mediorientale scendano ulteriormente e stanno aspettando prezzi più bassi prima di impegnarsi
. Segnalano chiaramente che il costo del greggio consegnato conta più della disponibilità teorica
.
Analisti e dirigenti del settore avvertono che, anche con l'accordo, ci vorranno mesi per normalizzare i flussi attraverso Hormuz a causa della bonifica delle mine, delle riparazioni alle infrastrutture e della necessità di ricostruire la fiducia contrattuale . L'amministratore delegato di TotalEnergies, Patrick Pouyanne, ha dichiarato che il pieno ripristino potrebbe richiedere fino a sei mesi
.
La Corea del Sud, che è stata duramente colpita dal blocco e ha attinto alle riserve strategiche , sta cercando attivamente di importare greggio venezuelano per la prima volta in oltre vent'anni, come copertura per la diversificazione
. Nel frattempo, le raffinerie dell'Asia orientale stanno già aumentando le esportazioni di carburante, cercando di anticipare il mercato prima che i flussi dal Golfo tornino pienamente
. Questo suggerisce che l'esitazione non è universale: alcuni operatori vedono la riapertura come un'opportunità per vendere prodotti nella carenza di offerta, mentre altri stanno diversificando le fonti piuttosto che semplicemente aspettare.
Per le raffinerie asiatiche, il calcolo è semplice: aspettare conviene. Con milioni di barili intrappolati nel Golfo, forniture alternative già bloccate e costi assicurativi che cancellano qualsiasi vantaggio di prezzo, la mossa più intelligente è lasciare che il mercato si stabilizzi prima. I produttori del Golfo potrebbero dover offrire sconti, termini flessibili o supporto per il trasporto per riconquistare questi acquirenti cauti .
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