Un consumo annuo di gas enorme: Se costruite e gestite con gli stessi fattori di capacità medi del 2024, queste centrali brucerebbero circa 28 miliardi di metri cubi (bcm) di gas ogni anno . Una quantità equivalente al 9% delle importazioni totali di gas dell'UE nel 2025 o al consumo annuo di gas di 46,4 milioni di famiglie europee
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Tempismo politico: La pubblicazione del rapporto, il 15 giugno 2026, è avvenuta poco prima del vertice del Consiglio Europeo, proprio per massimizzare la pressione sui leader affinché ripensassero i loro piani di espansione del gas .
Il costo dell'inerzia vs. la transizione: Il rapporto sottolinea che accelerare l'abbandono dei combustibili fossili potrebbe portare a risparmi enormi. Nel solo 2025, l'UE ha speso circa 340 miliardi di euro per importare combustibili fossili , e la volatilità dei prezzi del gas – aggravata dal conflitto in Medio Oriente scoppiato nel marzo 2026 che ha chiuso lo Stretto di Hormuz – ha già aggiunto un extra di 24 miliardi di euro alla bolletta fossile europea
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Crescente dipendenza dal GNL USA: Gli Stati Uniti già forniscono il 55% delle importazioni di GNL dell'UE (dato 2025 della Commissione Europea) . Analisi separate suggeriscono che questa quota potrebbe salire all'80% delle forniture di GNL entro il 2028-2030, intrappolando l'Europa in un costoso gas americano
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Il rapporto presenta la scelta in modo netto: costruire quasi 60 GW di nuove centrali a gas rischia un costoso lock-in fossile per decenni, minando sia gli impegni climatici dell'UE che la sua sovranità energetica . L'alternativa – potenziare le rinnovabili, l'efficienza energetica e gli investimenti nella rete – taglierebbe le bollette delle importazioni, ridurrebbe l'esposizione agli shock dei prezzi e si allineerebbe con gli obiettivi di zero emissioni nette. Il rapporto definisce la traiettoria attuale come un "autosabotaggio della sicurezza energetica"
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