Stati Uniti e Iran hanno firmato elettronicamente un memorandum d'intesa di 14 articoli il 17 giugno 2026, ponendo fine a 110 giorni di ostilità e imponendo la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale ![]()
. Ma al 18-19 giugno, la via d'acqua è ben lungi dall'essere pienamente operativa. Ecco cosa separa l'accordo da una rotta marittima funzionante.
I primi transiti sono ancora prevalentemente non commerciali
Nonostante il passo diplomatico, non si registra ancora alcuna ripresa del traffico commerciale. Il presidente Trump ha dichiarato il 15 giugno che alcune navi avevano iniziato a transitare attraverso una "autostrada meridionale" (probabilmente una parte del Traffic Separation Scheme), ma la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha smentito, affermando di non aver rilasciato permessi di transito nelle 96 ore precedenti
.
Le principali organizzazioni armatoriali — BIMCO, ICS, INTERTANKO e INTERCARGO — hanno dichiarato il 18 giugno che il traffico tornerà alla normalità solo quando le mine saranno state bonificate e le rotte tradizionali ripristinate, chiedendo chiarezza sulle regole di transito
. Gli armatori restano estremamente cauti, frenati dai premi assicurativi elevati e dall'assenza di un trattato formale verificabile
. Le navi da guerra americane hanno avviato una nuova fase di bonifica delle mine il 16 giugno , ma le navi commerciali non seguono ancora.
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