Negli ultimi mesi, l'Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni sulle raffinerie russe, danneggiando quasi il 40% della capacità di raffinazione. A giugno 2026, per la prima volta da anni, la Russia ha iniziato a importare benzina via mare dall'Asia per far fronte alla scarsità.
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Ecco un'analisi completa della crisi.
La Russia, storicamente uno dei più grandi esportatori mondiali di petrolio e carburanti raffinati, si sta preparando a ricevere una nave carica di benzina in un porto occidentale a giugno 2026, evento che non si verificava da anni . Secondo quattro fonti del settore intervistate da Reuters, la mossa è una risposta diretta a una grave carenza interna di benzina, causata da mesi di incessanti attacchi ucraini con droni su raffinerie, oleodotti e depositi di carburante
.
L'Ucraina ha intensificato drammaticamente i suoi attacchi alle infrastrutture petrolifere russe a partire da agosto 2025.
I danni alle raffinerie hanno innescato una crisi del carburante sempre più profonda in Russia.
La campagna di droni ha creato un'anomalia di mercato sorprendente.
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Negli ultimi mesi, l'Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni sulle raffinerie russe, danneggiando quasi il 40% della capacità di raffinazione.
Negli ultimi mesi, l'Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni sulle raffinerie russe, danneggiando quasi il 40% della capacità di raffinazione. A giugno 2026, per la prima volta da anni, la Russia ha iniziato a importare benzina via mare dall'Asia per far fronte alla scarsità.
Il danno alle raffinerie ha creato un paradosso: le esportazioni di petrolio greggio sono ai massimi dal 2022, ma manca la benzina per il mercato interno.