Ancora più spettacolare il balzo del KOSPI sudcoreano, che ha chiuso a 9.063,84 punti (+2,25%), dopo aver toccato un massimo intraday di 9.106,07 punti . Il traguardo degli 9.000 punti arriva appena 16 sedute dopo che l'indice aveva chiuso sopra quota 8.000 per la prima volta
. A trainare il listino sono stati i colossi dei chip: Samsung Electronics e SK Hynix hanno toccato nuovi massimi, con quest'ultima che da inizio anno ha guadagnato circa il 250%
. Jefferies ha sottolineato come il rally di questi due titoli abbia superato del 798% i minimi dei 500 giorni, andando oltre i guadagni registrati durante la bolla della new economy del 2000
.
Non tutti i mercati asiatici hanno però brillato. Cina e Hong Kong sono rimaste più indietro, mentre l'india Sensex si è mossa laterale sopra i 24.000 punti, a testimonianza di un rally concentrato sui listini ad alta vocazione tecnologica .
Oltreoceano, la seduta è stata dominata dal comparto tecnologico. L'indice Nasdaq Composite ha guidato i rialzi con un balzo di 496,28 punti (+1,9%) a 26.517,93 punti . Il Nasdaq 100 ha chiuso in rialzo del 2,48%, mentre l'S&P 500 ha guadagnato l'1,08% a 7.500,58 punti, entrambi su nuovi massimi storici
. Molto più modesta la performance del Dow Jones, che ha segnato un +0,14% a 51.564,70 punti, evidenziando come il rally fosse quasi esclusivamente guidato dai titoli tecnologici
.
Il vero protagonista è stato il settore dei semiconduttori: il Philadelphia SE Semiconductor Index è volato del 4,6% a un nuovo record . A fare da traino è stata Intel, che è schizzata del 10% a 133,99 dollari, toccando un massimo storico dopo l'annuncio di un accordo con Apple per lo sviluppo e la produzione di chip negli Stati Uniti
.
Due fattori chiave hanno alimentato l'euforia. Il primo è stato la firma dell'accordo di pace provvisorio tra Stati Uniti e Iran . Il memorandum d'intesa estende la tregua di 60 giorni e apre la strada a negoziati sul programma nucleare iraniano, riducendo drasticamente il rischio geopolitico. Questo ha fatto calare il prezzo del petrolio, con il greggio che è scivolato ai minimi da inizio marzo, penalizzando i titoli energetici ma rafforzando la fiducia degli investitori
.
Il secondo motore è stato il rinnovato entusiasmo per l'intelligenza artificiale e la domanda di chip, in particolare quelli per la memoria ad alta larghezza di banda (HBM) utilizzati nei server AI . La combinazione di questi due elementi ha creato una tempesta perfetta per i mercati, anche se in modo molto selettivo: il rally si è concentrato sui titoli dei semiconduttori e della tecnologia, lasciando indietro gli altri settori.
La seduta del 18 giugno 2026 è stata caratterizzata da una doppia spinta positiva: la distensione in Medio Oriente e l'accelerazione del boom dei chip legati all'AI. Il Nikkei che supera i 71.000 punti e il KOSPI che sfonda quota 9.000 sono traguardi storici. Wall Street ha seguito a ruota, con i listini tecnologici a nuovi massimi mentre il Dow Jones restava indietro, a testimonianza di un mercato trainato da un ristretto numero di settori. La divergenza principale è stata proprio questa: da un lato, i titoli tech e dei semiconduttori che volano, dall'altro un mercato più ampio che ha faticato a tenere il passo.
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