KNDS NV, il produttore con sede legale nei Paesi Bassi noto per i carri armati Leopard 2 e gli obici Caesar, è oggi a un passo dalla storia. Il consiglio di amministrazione dovrebbe riunirsi giovedì 18 giugno 2026 per sciogliere le riserve sul progetto di doppia quotazione a Francoforte e Parigi, in quella che potrebbe diventare una delle maggiori IPO europee nel settore della difesa . La decisione arriva dopo mesi di preparativi febbrili, sullo sfondo di intense trattative politiche tra Stati, un mercato della difesa europeo che ha perso slancio e un’indagine interna su contratti passati che ha a lungo bloccato la certificazione del bilancio. Se otterrà il via libera, la quotazione si collocherà in una forchetta più prudente, ridimensionata dai 25 miliardi ipotizzati in origine a un più sobrio intervallo compreso tra 15 e 20 miliardi di euro.
KNDS si prepara formalmente all’IPO almeno dal dicembre 2025, quando il board aveva annunciato l’intenzione di proseguire i preparativi «subordinatamente alle condizioni di mercato» . L’amministratore delegato Jean‑Paul Alary, arrivato da Safran nell’aprile 2025, ha più volte definito «realistica» una quotazione nel 2026 e ha spiegato che il consiglio gli aveva chiesto di «farsi trovare pronto per l’IPO» una volta presa la decisione finale
. La riunione odierna rappresenta il momento culminante di quel lungo percorso.
Fonti vicine al dossier hanno riferito a Bloomberg il 17 giugno che le famiglie proprietarie e il governo tedesco si sono scambiati proposte nei giorni scorsi e stanno convergendo verso un accordo sull’acquisto della quota da parte di Berlino . Se l’intesa verrà formalizzata – forse già in giornata – KNDS potrebbe avviare le procedure di quotazione già da domani, venerdì
. In mancanza di un accordo, le famiglie e il governo francese, che detengono congiuntamente il capitale, potrebbero far slittare l’operazione all’autunno
.
La coalizione di governo guidata dal cancelliere Friedrich Merz ha confermato l’intenzione di rilevare una partecipazione del 40% in KNDS per un importo di svariati miliardi di euro prima del lancio dell’IPO . La mossa è pensata per rispecchiare la quota attualmente detenuta dalla Francia, creando una struttura paritetica franco‑tedesca 40/40 e lasciando circa il 20% del capitale agli investitori di mercato
. Il ministero dell’Economia tedesco ha chiarito che l’obiettivo è mettere al sicuro tecnologie chiave e il know‑how manifatturiero
.
Il nodo del prezzo è stato il principale ostacolo al negoziato. A fine maggio Bloomberg aveva raccontato che i funzionari tedeschi stavano frenando sulle condizioni economiche, determinati a pagare una valutazione allineata al prezzo dell’IPO, mentre le famiglie proprietarie tedesche puntavano a un premio . Proprio questo stallo ha alimentato l’incertezza, con fonti che a inizio giugno segnalavano come il disallineamento sul prezzo e la revisione contabile bloccata fossero i due ostacoli capaci di far saltare la tabella di marcia estiva
.
Anche il quadro politico non è stato semplice. Ancora a inizio maggio, un documento governativo trapelato e citato dall’Handelsblatt suggeriva che le divisioni interne alla coalizione tedesca mettessero a rischio l’intero piano . Entro il 20 maggio, però, la coalizione ha deciso in linea di principio di procedere
, e le due parti sembrano ora convergere alla vigilia della riunione del consiglio.
La capitalizzazione attesa di KNDS si è sgonfiata lungo diversi passaggi pubblici:
Gli analisti riconducono la compressione a tre fattori. Primo, lo sconto secco derivante dal calo delle quotazioni dei peer: a 18 miliardi KNDS tratterebbe con uno sconto di circa il 28% rispetto al rapporto prezzo/vendite 2025 di Rheinmetall . Secondo, una «aspra disputa sulla governance» tra Berlino e Parigi su diritti di veto e influenza statale ha introdotto un premio per il rischio politico che gli investitori stanno scontando nel prezzo
. Terzo, il prolungato ritardo nella revisione contabile – ora apparentemente risolto – ha generato incertezza sulla possibilità stessa di rispettare la tempistica
.
KNDS è nata dalla fusione tra la tedesca Krauss‑Maffei Wegmann e la francese Nexter. La gamma attuale costituisce la spina dorsale della difesa terrestre europea:
KNDS ha pubblicato i risultati consolidati dell’esercizio 2025 il 26 maggio 2026, numeri solidi che sostengono la storia azionaria anche mentre infuria il dibattito sulla valutazione:
| Indicatore | Risultato 2025 | Variazione anno su anno |
|---|---|---|
| Ricavi | 4,4 miliardi € | +15,9% |
| EBIT (utile operativo) | 661 milioni € | Da 500 milioni € |
| Margine EBIT | 15,0% | Dal 13,2% |
| Portafoglio ordini acquisito | 13,5 miliardi € | Massimo storico |
| Carnet ordini | 33,1 miliardi € | Da 23,5 miliardi € |
Le performance per segmento rafforzano il quadro di una domanda diffusa. Land Systems Germany ha realizzato ricavi per 2,5 miliardi (+17,4% anno su anno), mentre Land Systems France è salito a 1,3 miliardi (+9,6%) . La divisione munizioni è cresciuta del 24,7% a 612 milioni, segno della priorità che le forze armate europee attribuiscono al ripristino delle scorte
.
Oltre alla revisione della valutazione, diversi ostacoli hanno delineato il profilo di rischio dell’operazione:
KNDS ha scelto Bank of America, Deutsche Bank, Goldman Sachs e Société Générale come coordinatori globali, con Lazard nel ruolo di advisor finanziario per la doppia quotazione . Se oggi il board prenderà una decisione positiva e l’accordo con la Germania verrà sigillato, la società potrebbe depositare rapidamente il prospetto e puntare a un debutto a giugno o luglio
.
Qualora i negoziati si arenassero, l’IPO slitterebbe probabilmente a settembre o oltre, una finestra che diversi banchieri considerano già più volatile . Con un carnet ordini di 33,1 miliardi, margini operativi al 15% e una spesa per la difesa europea ancora strutturalmente in crescita, la ragione industriale per la quotazione è solida – ma mentre arriva il 18 giugno, la decisione finale resta un giudizio di natura politica e di governance, tanto quanto finanziario.
Studio Global AI
Use this topic as a starting point for a fresh source-backed answer, then compare citations before you share it.
Il cda di KNDS NV si riunisce oggi, 18 giugno 2026, per decidere se lanciare una doppia IPO che valuterebbe il gruppo tra i 15 e i 20 miliardi di euro.
Il cda di KNDS NV si riunisce oggi, 18 giugno 2026, per decidere se lanciare una doppia IPO che valuterebbe il gruppo tra i 15 e i 20 miliardi di euro. Il governo tedesco intende investire diversi miliardi per una quota del 40% e ottenere un’influenza paritaria con la Francia, ma Berlino vuole pagare il prezzo dell’IPO mentre le famiglie proprietarie chiedono un premio.
KNDS era partita con un obiettivo fino a 25 miliardi, ma l’aspra disputa sulla governance tra Francia e Germania, il raffreddamento dei titoli della difesa e un ritardo nella revisione contabile hanno compresso la val...
Loading comments...
Comments
0 comments