La reazione più immediata e violenta si è vista sul mercato del petrolio. La prospettiva che milioni di barili di greggio iraniano e di altri paesi del Golfo possano tornare a fluire senza intoppi ha fatto crollare le quotazioni:
Come un'autostrada intasata che improvvisamente si libera, la riapertura dello Stretto di Hormuz—un collo di bottiglia attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale—promette di alleviare la più grave crisi di approvvigionamento energetico degli ultimi anni .
L'altra faccia della medaglia è stata un indebolimento generalizzato del dollaro, che ha agito da potente propellente per le valute dei mercati emergenti, in particolare quelle asiatiche. Con il venire meno della paura, gli investitori hanno abbandonato il biglietto verde, considerato un bene rifugio, per cercare rendimenti più elevati altrove.
Il risultato? Molte valute asiatiche hanno toccato massimi da diverse settimane . Ecco alcuni esempi concreti:
Le banche d'affari hanno subito rivisto le loro strategie. JPMorgan Chase & Co. ha alzato il giudizio sulle valute emergenti a "overweight" (sovrappesare in portafoglio), puntando proprio sul disgelo geopolitico per guadagnare nei mercati di frontiera .
Non solo valute: l'euforia ha contagiato anche le piazze azionarie e obbligazionarie. La riduzione del rischio percepito ha reso meno attraenti i titoli di Stato americani, considerati un porto sicuro:
Nonostante l'entusiasmo, analisti e compagnie di navigazione invitano alla cautela. La piena normalizzazione dei flussi energetici globali potrebbe richiedere mesi. Le criticità sono concrete: arretrati logistici, la necessità di nuove assicurazioni contro i rischi di guerra e persistenti timori sulla presenza di mine navali iraniane nelle acque dello Stretto .
Tant'è che già il 16 giugno il prezzo del Brent ha mostrato un leggero rimbalzo a $83,42 al barile, segno che il mercato sta soppesando con attenzione i dettagli ancora fumosi dell'accordo preliminare . Per gli investitori, la rotta è tracciata ma la navigazione, almeno nel breve periodo, potrebbe nascondere ancora qualche insidia.
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