La firma è stata un tassello fondamentale dell'incontro tra Starmer e la premier Takaichi, che ha siglato un rinnovato partenariato economico e tecnologico. L'intesa complessiva, valutata oltre 18 miliardi di sterline (circa 24 miliardi di dollari), copre settori che vanno dall'IA al nucleare, dalla difesa alle rinnovabili .
Appena sei giorni prima, l'8 giugno, il governo Starmer aveva presentato il suo "AI Hardware Plan", sostenuto da oltre 1,1 miliardi di sterline di investimenti pubblici e privati . L'obiettivo? Creare aziende di hardware IA competitive a livello globale e attirare investimenti internazionali
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Il Regno Unito vanta un settore di progettazione di chip molto forte, ma è storicamente privo della capacità di produrre chip all'avanguardia (nessuna fonderia britannica può realizzare chip sotto i 7nm). L'accordo con Rapidus colma proprio questo vuoto, offrendo alle start-up e ai progettisti britannici un percorso diretto per produrre i loro chip a 2nm nello stabilimento di Chitose .
La tempistica è cruciale. Rapidus sta procedendo a tappe forzate verso la produzione di massa:
L'accordo con l'UKSC non è un caso isolato, ma parte di una strategia di acquisizione clienti multi-continentale. Rapidus vanta partnership strategiche con colossi come IBM (che ha fornito la licenza per la tecnologia a 2nm e sta aprendo un ufficio a Chitose per supportare la fonderia) e con l'azienda di design canadese/statunitense Tenstorrent .
A questo si aggiunge una filiale nella Silicon Valley per raggiungere i clienti fabless statunitensi e collaborazioni in Europa (con Cadence per i flussi di progettazione AI e con istituzioni italiane per R&D) . L'MoU con l'UKSC è il tassello che completa il quadro sul fronte britannico, allineandosi perfettamente con la volontà del governo di Londra di massimizzare l'adozione di semiconduttori per l'IA progettati in patria
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