Il salone ospita le anteprime di due nuovi veicoli corazzati, progettati in risposta diretta alle realtà tattiche osservate sul campo di battaglia in Ucraina.
Il Rheinmetall Lynx KF41 Recce ha avuto la sua mondiale il giorno dell’apertura. Questa variante da ricognizione della collaudata famiglia Lynx è pensata per missioni ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition, and Reconnaissance), ma la sua caratteristica distintiva è un kit integrato anti-droni (cUAS, Counter-Unmanned Aerial Systems). Il veicolo monta sensori e apparati progettati per individuare e neutralizzare i droni ostili, unendo in un’unica piattaforma trasparenza del campo di battaglia e difesa aerea di prossimità .
Il FENRIS 6x6, sviluppato dall’azienda francese Arquus (di proprietà del gruppo belga John Cockerill), è un veicolo corazzato da combattimento di 26 tonnellate, armato con un cannone ad alta pressione da 105 mm secondo gli standard NATO. I dirigenti dell’azienda hanno dichiarato che il veicolo è stato sviluppato in poco più di un anno per fornire supporto di fuoco diretto mobile – una capacità che la guerra in Ucraina ha rivelato essere un’esigenza critica sul campo. Il cannone da 105mm è già in servizio con l’esercito ucraino, a sottolineare il ciclo di feedback operativo diretto che ne ha guidato la progettazione .
Droni e mezzi per contrastarli sono il tema tecnologico centrale di Eurosatory 2026 . Praticamente ogni piattaforma importante in mostra è accompagnata da un sistema anti-drone. Come acutamente osservato da Euronews, “a Eurosatory ogni carro armato è scortato dal suo sistema anti-drone; ogni operazione ha il suo robot volante associato”
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La Francia ha usato la fiera per articolare la propria ambizione di diventare una forza militare "drone-centrica". Durante una dimostrazione dal vivo, l’Esercito Francese ha mostrato droni da ricognizione e sistemi d’attacco FPV (First Person View), annunciando un obiettivo di circa 20.000 droni nell’inventario militare, con l’intento di addestrare, in prospettiva, ogni soldato all’uso di questi sistemi . Alla fine del 2025, le forze armate francesi avevano schierato circa 4.000 droni, e si apprestano ora ad acquistarne altri 14.000
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L’impegno finanziario è imponente. Una revisione pluriennale del piano di spesa per la difesa, presentata ad aprile, stanzia 10,5 miliardi di euro aggiuntivi (circa 12,4 miliardi di dollari) per missili e droni, destinando il 23% del budget extra alle scorte di munizioni . Per il 2026, Parigi ha ordinato 10.000 droni FPV, con 5.000 unità la cui consegna è prevista entro fine anno
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L’affluenza record – gli organizzatori si aspettano tra i 48.000 e i 49.000 visitatori professionali per questa edizione – riflette la portata dell’aumento della spesa per la difesa su scala continentale . Circa l’80% degli espositori proviene da stati membri europei della NATO, e la fiera mette in luce la spinta urgente dell’alleanza verso un procurement rapido e la mobilitazione industriale
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La presenza allargata dell’Ucraina non è meramente simbolica. Le 80 aziende rappresentano una trasformazione strutturale di un’industria della difesa da tempo di guerra, che è passata dall’iterazione d’emergenza sul campo a un modello di esportazione visibile . I loro stand sono incentrati su droni, guerra elettronica, missili, sistemi di attacco a lungo raggio e metodi di produzione collaudati in combattimento attivo
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Oltre il focus immediato sui droni, i temi della fiera riflettono la spinta dei militari verso le operazioni multi-dominio. Organizzatori ed espositori stanno enfatizzando cyber, spazio, intelligenza artificiale, guerra elettronica e reti multi-dominio come il tessuto connettivo che lega le piattaforme . Rheinmetall, ad esempio, presenta la sua gamma sotto lo slogan “Across All Domains”, con sistemi che abbracciano terra, aria, mare, spazio e cyber
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Elicotteri e mobilità aerea, tra cui l’H225M Caracal, l’NH90 Caïman e il nuovo H160M Guépard dell’Esercito Francese, sono in primo piano accanto a munizioni circuitanti e veicoli terrestri senza pilota . La zona innovazione Eurosatory LAB, inoltre, ospita quasi 60 startup della difesa provenienti da più di 15 paesi, con tecnologie che vanno dal rilevamento di droni potenziato dall’IA fino a comunicazioni resilienti sul campo di battaglia
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La fiera resterà aperta fino al 19 giugno, ma il messaggio strategico è già chiaro. Eurosatory 2026 è meno una fiera commerciale e più un punto di controllo in una trasformazione militare continentale, dove le lezioni apprese in Ucraina vengono acquisite, corazzate e programmate nella prossima generazione della difesa europea.