A prima vista, una tregua dovrebbe ridurre la domanda di beni rifugio come l'oro. Eppure, il metallo prezioso ha messo a segno un balzo del 2-2,7%, toccando i 4.304-4.334 dollari l'oncia, il livello più alto dal 9 giugno . La spiegazione è meno intuitiva di quanto sembri: un petrolio più economico frena l'inflazione, riduce la necessità di un giro di vite sui tassi da parte della Federal Reserve e comprime i rendimenti reali, creando un contesto ideale per l'oro
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La ritrovata propensione al rischio ha fatto volare anche i mercati azionari: i futures sull'S&P 500 sono saliti dello 0,8% e quelli sul Nasdaq 100 dell'1,2% . Le piazze asiatiche hanno seguito la scia positiva, premiando sia l’azionario che i titoli a reddito fisso, sulla convinzione che la de-escalation possa ridurre i rischi di recessione globale
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Proprio nella giornata di domenica 14 giugno, mentre il Pakistan annunciava l'intesa, l'aviazione israeliana bombardava i sobborghi sud di Beirut, causando almeno tre morti e 15 feriti . L'incursione, scattata come rappresaglia per dei droni lanciati da Hezbollah, evidenzia una crepa profonda nel disegno di pace. L'accordo prevede la "cessazione delle operazioni militari su tutti i fronti, Libano compreso"
, ma Israele – che non è firmatario – ha continuato a colpire un gruppo legato all'Iran, minando la solidità del cessate il fuoco.
È importante sottolineare che quello siglato tra Washington e Teheran è un’intesa preliminare, un memorandum d'intesa (il "Memorandum di Islamabad"), non un trattato di pace definitivo . Entro 60 giorni dalla firma ufficiale, prevista in Svizzera il 19 giugno, le parti dovranno trovare un accordo sul programma nucleare iraniano. Se il negoziato fallisse, l’intera impalcatura dell’accordo crollerebbe, e questo resta il principale rischio per i mercati
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Domani si apre la riunione del FOMC, il comitato di politica monetaria della Fed. Il crollo del petrolio regala alla banca centrale un argomento in più per rallentare il ritmo del rialzo dei tassi . Al momento, i mercati scontano questa prospettiva "accomodante", ma sarà il linguaggio del comunicato ufficiale e le nuove stime sui tassi (il cosiddetto dot plot) a decidere se il rally avrà gambe per proseguire o se si sgonfierà rapidamente.