Non è chiaro se si tratti di fondi statali emiratini destinati a Teheran o, più probabilmente, di depositi bancari iraniani bloccati da tempo nel sistema finanziario degli EAU. Stando alle stesse fonti, l'Iran avrebbe stretto accordi simili con almeno altri due Paesi arabi del Golfo .
Poche ore dopo la diffusione dell'indiscrezione, il Ministero degli Esteri emiratino ha rilasciato una nota durissima attraverso i canali ufficiali e agenzie come CNBC: "Queste affermazioni sono completamente false e infondate. Nessun fondo iraniano congelato è stato rilasciato, trasferito o agevolato attraverso gli EAU" . Abu Dhabi ha respinto la ricostruzione "categoricamente", invitando i media a verificare le notizie e a basarsi esclusivamente su fonti ufficiali
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Siamo quindi di fronte a un classico braccio di ferro informativo: fonti anonime sostengono l'esistenza di un canale finanziario diretto, mentre il governo nega ogni trasferimento.
Per capire la portata di queste indiscrezioni, è necessario guardare al contesto più ampio.
Tutto avviene mentre Washington e Teheran sono impegnate in colloqui ad altissima tensione, facilitati dall'Oman e in seguito dalla Turchia, per mettere fine alla guerra del 2026 e raggiungere un'intesa sul programma nucleare iraniano . Una parte fondamentale delle trattative riguarda proprio lo sblocco di decine di miliardi di dollari di proventi petroliferi iraniani congelati in banche estere a causa delle sanzioni americane
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Qualunque mossa finanziaria unilaterale da parte degli Emirati rischierebbe di alterare gli equilibri di questi negoziati.
L'atteggiamento emiratino verso l'Iran è cambiato più volte negli ultimi mesi.
Questa apparente contraddizione riflette la difficilissima posizione di un Paese che cerca di bilanciare la storica alleanza strategica con l'Occidente (ospita basi americane e ha normalizzato i rapporti con Israele tramite gli Accordi di Abramo) con la necessità pragmatica di non inimicarsi il potente e vicinissimo vicino iraniano.
Se l'esistenza dell'accordo finanziario venisse confermata, le conseguenze sarebbero profonde:
Quattro fonti anonime hanno raccontato a Reuters di un maxi-trasferimento di denaro dagli EAU all'Iran (3 miliardi già versati su un totale tra 10 e 20), in cambio della fine degli attacchi su Dubai e Abu Dhabi . Il governo emiratino ha smentito tutto con forza, negando qualsiasi movimento di fondi
. In un Medio Oriente sospeso tra guerra e trattative, questa storia — vera o presunta — mostra quanto sia fragile l'equilibrio regionale e quanto i Paesi del Golfo siano disposti a muoversi in autonomia pur di garantirsi la sopravvivenza
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