Uno studio di MUFG quantifica l'impatto diretto del caro-petrolio sull'inflazione: per ogni aumento di 10 dollari al barile, l'inflazione al consumo (CPI) in Asia sale dallo 0,1 allo 0,8%, con Thailandia (+0,8%), Vietnam (+0,6%) e Filippine (+0,6%) come economie più sensibili alla fiammata dei prezzi energetici .
A peggiorare ulteriormente il quadro ci ha pensato il biglietto verde. Quando il 5 giugno 2026 i dati sul lavoro USA (Non-Farm Payrolls) hanno svelato la creazione di ben 172.000 nuovi posti a maggio, più del doppio degli 80.000 attesi, i mercati hanno dovuto ricredersi su ogni speranza di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel breve termine .
La narrativa è cambiata radicalmente: tassi americani alti più a lungo significano un dollaro più forte. Il Dollar Index (DXY) è schizzato in area 99,5-100,07, rendendo ancora più costoso per le economie asiatiche importare materie prime quotate in dollari . BNP Paribas Wealth Management descrive il mercato FX in un "equilibrio delicato", con le valute asiatiche intrappolate in una morsa tra le oscillazioni del petrolio e la forza del dollaro
.
Con l'inflazione che torna a spaventare, i banchieri centrali asiatici hanno rapidamente riposto nel cassetto ogni ipotesi di politica espansiva. L'orientamento predominante è diventato restrittivo o cautelativamente attendista .
Il messaggio è forte e chiaro: nessuna grande banca centrale asiatica sta tagliando i tassi. Il quadro è radicalmente mutato. Già a marzo 2026, il mercato degli swap sui tassi overnight segnalava un'inversione di rotta netta: i trader avevano smesso di scontare tagli e avevano iniziato a prezzare rialzi in paesi come India e Filippine .
L'incubo, ora, è che una stretta monetaria troppo aggressiva per domare l'inflazione da costi possa finire per soffocare la crescita. Ma con il petrolio che continua a correre e la Casa Bianca impegnata in una pericolosa escalation con Teheran, per i governatori asiatici la priorità assoluta resta difendere le proprie valute e la stabilità dei prezzi, anche a costo di sacrificare la ripresa. Il rischio di nuovi rialzi dei tassi, in tutta la regione, è più vivo che mai.
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