Mai come in questa fase i principali istituti meteorologici del pianeta mostrano un consenso così compatto. Ecco una panoramica delle ultime stime, che possono essere lette come un semaforo dal giallo al rosso acceso:
La domanda che tormenta gli scienziati è se questo El Niño possa battere ogni record. Le temperature superficiali medie nella regione Niño3.4 sono già a +0,9°C, ma alcuni modelli stagionali sono particolarmente aggressivi. Proiezioni aggiornate suggeriscono che le anomalie termiche potrebbero superare i +2,0°C nella stessa regione entro la fine del 2026 .
L'ipotesi più estrema, rilanciata da diversi meteorologi, è che in alcune aree del Pacifico orientale le acque possano avvicinarsi o addirittura superare lo sbalzo termico di +3,0°C rispetto alla media . Per dare un'idea della portata, un'anomalia di questa entità non si registra da decenni e trasformerebbe il Pacifico in una enorme caldaia capace di alterare le correnti a getto su scala planetaria. Tuttavia, la NOAA invita alla cautela: questa è la proiezione peggiore e la catena di eventi atmosferici (come la risposta dei venti alisei) è estremamente caotica, il che rende impossibile avere una piena certezza su un'intensità da record
.
Anche se l'epicentro del fenomeno è il Pacifico, gli effetti a cascata di El Niño si faranno sentire ovunque. Ecco come ridisegnerà la mappa del meteo globale:
La gravità della situazione è sottolineata da voci di peso:
La cautela necessaria: Nonostante il consenso quasi unanime sulla presenza e persistenza di El Niño, rimane un margine di incertezza sulla sua forza finale. La NOAA sottolinea che la probabilità che raggiunga il livello di 'Super El Niño' non è scontata: le dinamiche atmosferiche di accoppiamento oceano-atmosfera sono "notoriamente complesse e difficili da prevedere", e potrebbero ancora moderare l'esito finale . Ciò che è certo, però, è che l'umanità si affaccia a un biennio di meteo potenzialmente esplosivo.
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