"Non mi piace": la rivolta di Pochettino (e non solo)
Tra i critici più autorevoli c'è Mauricio Pochettino, commissario tecnico degli Stati Uniti. Il tecnico argentino è stato lapidario: "Non mi piace. La accetto solo in condizioni estreme, ma quando il clima è buono è inutile" . E ha rincarato la dose con un avvertimento che sa di profezia: "Il calcio che conosciamo smetterà di esistere, diventerà un altro sport"
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Pochettino, però, è anche un pragmatico. In un'amichevole pre-torneo contro il Senegal ha trasformato la pausa in un time-out da basket: ha chiamato i giocatori a bordo campo e ha tirato fuori un computer portatile per mostrare schemi tattici, facendo discutere ulteriormente . Non è stato il solo a storcere il naso: anche il ct della Francia Didier Deschamps si è scagliato contro la nuova regola
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Poi è arrivato l'attacco frontale di Carli Lloyd, due volte campionessa del mondo con la nazionale femminile USA. Sui social e in televisione, l'ex fuoriclasse ha accusato la FIFA di aver svenduto l'integrità del calcio per riempire i portafogli dei broadcaster . "Anche in Qatar 2022 non c'erano pause obbligatorie per tutte le partite", ha fatto notare, e i tifosi le hanno dato man forte
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Fox nella bufera, Telemundo no
L'imbarazzo televisivo ha fatto il resto. Fox Sports, che detiene i diritti in lingua inglese per gli Stati Uniti con un accordo da circa 1,5 miliardi di dollari, ha deciso di sfruttare i tre minuti per mandare in onda pubblicità a schermo intero, violando la tradizione del calcio di non interrompere mai i due tempi con gli spot. Nel secondo tempo della partita inaugurale, l'emittente è rimasta in pausa pubblicitaria anche mentre il gioco riprendeva, facendo perdere ai telespettatori diversi secondi di azione .
La scelta opposta di Telemundo, la tv in spagnolo, ha reso il confronto impietoso: lo stesso stop è stato riempito con analisi tecniche in studio e inquadrature dei giocatori in campo . Il messaggio era chiaro: dove uno vedeva una pausa giornalistica, l'altro vedeva uno slot pubblicitario dorato.
Quanto vale questo "buco" in partita?
Sebbene le tariffe pubblicitarie esatte per questi break non siano state verificate indipendentemente, il contesto finanziario è eloquente. Con un investimento miliardario nei diritti, Fox ha aperto una finestra commerciale inedita nel calcio, e gli analisti stimano che ogni "pod" pubblicitario durante queste pause valga tra i 7 e i 9 milioni di dollari, cifre da Super Bowl .
In Messico hanno battezzato la vicenda "Water-gate" . Difficile dar loro torto: se la salute dei calciatori fosse davvero la priorità, come ha ricordato Pochettino, basterebbero le vecchie regole legate al caldo estremo. Con 23 gradi e un pallone che rotola, quella pausa sa più di affari che di borracce.
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