Soh Weiming, CEO di Renault Cina, lancia un allarme sulla strategia UE per i veicoli elettrici, nota come 'Deng Xiaoping al contrario'. Prevede che i costruttori cinesi costruiranno fabbriche in Europa ma manterranno gelosamente la proprietà intellettuale più preziosa in patria, replicando lo schema del passato [3].

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What key concerns does industry veteran Soh Weiming (CEO of Renault China) raise about Europe's push for Chinese EV manufacturers to form jo. Article summary: Soh Weiming, CEO of Renault China, argues that Europe's push for Chinese EV makers to form joint ventures and transfer core technology — a strategy dubbed "Reverse Deng Xiaoping" — is unlikely to deliver the deep technol. Topic tags: general, general web, user generated, government, news. Reference image context from search candidates: Reference image 1: visual subject "# Europe’s bet on Chinese EV joint ventures may be solving yesterday’s problem. Auto veteran Soh Weiming on the EV tech transfer, China’s plateau, and Europe’s chance to catch up." source context "Europe’s bet on Chinese EV joint ventures may be solving yesterday’s problem | South China Morning
La strategia dell'Unione Europea, soprannominata "Deng Xiaoping al contrario", punta a obbligare i costruttori cinesi di veicoli elettrici a formare joint venture e trasferire tecnologie sul suolo europeo. Ma secondo Soh Weiming, amministratore delegato di Renault Cina, i politici del Vecchio Continente stanno facendo male i conti.
L'Europa, spiega Soh, non otterrà i "gioielli di famiglia" della tecnologia. Otterrà invece delle fabbriche. Una distinzione sottile ma cruciale, che affonda le radici in un passato neanche troppo lontano.
«È come è successo con Germania e Francia 30 anni fa», ha dichiarato Soh al South China Morning Post. «La Cina valuterà cosa tenere in Cina e cosa industrializzare altrove» .
Il manager, figura di spicco con un passato ai vertici di Volkswagen e Daimler-Chrysler, mette in guardia: l'Europa sta forse «risolvendo il problema di ieri» . Attrarrà investimenti e posti di lavoro, certo, ma senza portare a casa la capacità di innovare.
Soh Weiming scompone la conoscenza del settore auto in tre categorie distinte :
«Prevedo che i produttori cinesi costruiranno fabbriche in Europa... ma state davvero portando la tecnologia fuori? È una fabbrica, è industrializzazione» , spiega. Le aziende cinesi, è il suo ragionamento, esporteranno solo lo strato intermedio del know-how. Il livello più alto, la proprietà intellettuale, resterà ben protetto in patria, in linea con la determinazione di Pechino a blindare le tecnologie d'avanguardia
.
Il concetto di "Deng Xiaoping al contrario" è un rovesciamento esplicito di quanto accadde negli anni '80 e '90. All'epoca, le case automobilistiche occidentali, per accedere al promettente mercato cinese, furono obbligate a creare joint venture con partner locali statali, condividendo inevitabilmente tecnologie e processi produttivi .
Oggi i ruoli si sono invertiti. L'Europa vorrebbe fare con le aziende cinesi dell'auto elettrica ciò che la Cina fece con lei. Ma Soh avverte che la lezione è stata imparata fin troppo bene dalla controparte: le aziende cinesi sono pronte a rispettare la lettera delle richieste (impiantare fabbriche locali), ma non la sostanza (cedere il vantaggio competitivo).
«La Cina considererà cosa tenere per sé», è il succo del suo messaggio . E la storia recente, con Pechino decisa a trasformarsi in una "fortezza autosufficiente" che rende il mondo più dipendente dalla sua manifattura, sembra dargli ragione
.
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Soh Weiming, CEO di Renault Cina, lancia un allarme sulla strategia UE per i veicoli elettrici, nota come 'Deng Xiaoping al contrario'.
Soh Weiming, CEO di Renault Cina, lancia un allarme sulla strategia UE per i veicoli elettrici, nota come 'Deng Xiaoping al contrario'. Prevede che i costruttori cinesi costruiranno fabbriche in Europa ma manterranno gelosamente la proprietà intellettuale più preziosa in patria, replicando lo schema del passato [3].
Soh divide il know how in tre livelli: proprietà intellettuale, industrializzazione e ecosistema dei fornitori.