Nonostante le indiscrezioni su una quotazione, al momento non esiste un calendario ufficiale per l'IPO a Hong Kong. Le fonti parlano di una possibilità concreta, ma il round di finanziamento è attivo e la società sta attualmente sondando l'interesse degli investitori .
Tra gli investitori contattati, spiccano due vecchie conoscenze: General Atlantic e Silver Lake, già azionisti di Ant Group. Entrambi i fondi sono considerati come investitori guida naturali per questo round "standalone" di Ant International . La loro partecipazione, insieme a nuovi potenziali soci, rappresenterebbe un forte voto di fiducia nel progetto di rilancio.
Ant International opera attraverso quattro unità di business, di cui tre sono centrali per la strategia di crescita :
I numeri del 2025 raccontano una realtà già solida. Ant International ha elaborato oltre 2 miliardi di transazioni digitali transfrontaliere nei suoi principali mercati emergenti, che includono il Sud-est asiatico, l'Asia meridionale, il Medio Oriente e l'America Latina .
La piattaforma supporta più di 300 metodi di pagamento, inclusi oltre 10 schemi QR nazionali e 50 app di digital banking e wallet, con una media di oltre 20 milioni di transazioni giornaliere .
Lo sguardo di Ant International è puntato anche su nuovi mercati. A maggio 2026, Alipay+ ha stretto una partnership con la fintech regionale PVS per attivare i pagamenti mobili transfrontalieri con QR code per i viaggiatori in Cile e Argentina, con piani di ulteriore espansione .
Non solo QR code. Grazie alla partnership con Mastercard, Alipay+ sta creando un ponte tra i mondi del QR e del contactless (NFC). Questa integrazione “tap-to-pay” permetterà agli utenti dei wallet Alipay+ di pagare avvicinando il proprio dispositivo ai terminali NFC abilitati di Mastercard in tutto il mondo .
Un altro tassello cruciale della strategia è l'ingresso nel mondo delle criptovalute regolamentate. Nel giugno 2025, Ant International ha annunciato l'intenzione di richiedere una licenza di emissione di stablecoin a Hong Kong, sulla scia della nuova "Stablecoins Ordinance" della città, entrata in vigore il 1° agosto 2025 .
La società sta valutando l'ottenimento di permessi simili anche a Singapore e ha espresso interesse per il Lussemburgo . È una corsa contro il tempo: l'Autorità Monetaria di Hong Kong (HKMA) ha rilasciato il primo lotto di licenze ad aprile 2026 a colossi come HSBC e Standard Chartered, ma Ant International resta tra i candidati più attivi
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La strada verso la Borsa è lastricata di segnali forti. Già a maggio 2025, la Reuters aveva riportato che Ant Group stava pianificando di quotare la sua unità estera proprio a Hong Kong . L'aggiornamento di giugno 2026, con la ricerca di 1 miliardo di dollari, conferma questa direzione
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La tempistica resta incerta, ma Hong Kong sta facendo di tutto per posizionarsi come un hub amico delle criptovalute. Un'eventuale IPO di Ant International sarebbe un banco di prova fondamentale per capire se il gruppo può davvero tornare sui mercati pubblici dopo il disastro del 2020.
Per capire la portata simbolica di questa operazione, bisogna tornare indietro. Nell'ottobre 2020, Ant Group era pronta a realizzare la più grande IPO della storia, con una raccolta prevista tra i 34,5 e i 37 miliardi di dollari e una valutazione tra i 280 e i 315 miliardi .
Il 3 novembre 2020, tutto crollò. Le autorità di regolamentazione cinesi sospesero bruscamente la doppia quotazione (Shanghai e Hong Kong) a pochi giorni dal debutto, dando il via a una stretta senza precedenti sul settore tech e fintech .
Da quel momento, il valore del gruppo è crollato. A luglio 2023, Ant Group annunciò un piano di riacquisto di azioni proprie fino a 6 miliardi di dollari, basato su una valutazione di circa 78,5 miliardi, uno sconto del 75% rispetto ai fasti pre-crackdown . Un modo per offrire una via d'uscita agli investitori rimasti intrappolati per anni.
Oggi, la ricerca di una valutazione a 10 miliardi per la sola divisione internazionale rappresenta un ambizioso, anche se parziale, "riavvio" delle ambizioni di Borsa. Questa volta la scommessa è sul business globale, meno esposto alle turbolenze regolatorie cinesi .
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