Il conflitto iraniano esploso il 28 febbraio ha provocato un balzo del 12% nei prezzi della benzina UE, raggiungendo 1,84 €/litro, innescando un boom di auto elettriche e una corsa di Renault per aumentare la produzio... A marzo 2026, in 15 paesi europei le immatricolazioni di auto elettriche pure (BEV) sono schizza...

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How has the Iran war-driven fuel price surge affected the European EV market, and what has been Renault's specific response — including its. Article summary: The Iran conflict that erupted on February 28 caused a rapid 12% rise in EU petrol prices to €1.84/litre, triggering a historic surge in European EV demand and a major operational response from Renault [12][11].. Topic tags: general, news, general web, user generated. Reference image context from search candidates: Reference image 1: visual subject "Renault EV orders have surged in Europe since Iran war began, says CEO · £1.3bn electric car sales boost as rising fuel costs accelerate switch" source context "Renault EV orders have surged in Europe since Iran war began, says CEO - AOL" Reference image 2: visual subject "A man in a suit and glasses stands on stage
Lo scoppio del conflitto in Iran lo scorso 28 febbraio ha sconvolto gli equilibri energetici globali e, di riflesso, ha scatenato un vero e proprio tsunami nel mercato automobilistico europeo. Con i prezzi della benzina saliti del 12% in poche settimane, raggiungendo una media di 1,84 euro al litro nell’Unione Europea , i conti in tasca agli automobilisti sono cambiati drasticamente. Ne è seguito un boom senza precedenti della domanda di auto elettriche, che ha colto il settore in un momento di transizione già delicato e ha spinto un colosso come Renault a rivedere in corsa strategie e turni di produzione.
I numeri parlano chiaro. A marzo 2026, quando l’effetto psicologico e pratico del caro-petrolio ha iniziato a farsi sentire con forza, le immatricolazioni di auto elettriche a batteria (BEV) nell’Europa continentale hanno registrato un balzo del 51% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Stiamo parlando di 224.000 nuove vetture elettriche immesse sul mercato in 15 paesi, una quota record che ha raggiunto il 22% di tutte le vendite di auto nuove .
Un dato in controtendenza rispetto ai timori di un rallentamento della transizione energetica. Il fenomeno, documentato da dati Reuters, ha toccato livelli record in ben 37 paesi, alimentato non solo dall’impennata del greggio ma anche da un calcolo economico diventato semplice per le famiglie: fare il pieno di elettricità costa fino a cinque volte meno che fare il pieno di benzina, una differenza che la guerra in Iran ha reso ancora più marcata .
E non si tratta solo di auto nuove. La domanda di usato elettrico è letteralmente esplosa: piattaforme come AutoScout24, Aramisauto e Finn.no hanno segnalato un’impennata di ricerche e vendite. In Francia, Aramisauto ha visto la quota di vendite di veicoli elettrici passare dal 6,5% al 12,7% in poche settimane, mentre le vendite di modelli a benzina e diesel calavano in proporzione .
Nel primo quadrimestre del 2026, il bilancio complessivo è altrettanto impressionante: le vendite di auto elettriche in Europa sono cresciute di circa il 29%, con i mercati principali che hanno fatto segnare un +33,5% nel primo trimestre .
In questo scenario infuocato, Renault si è trovata al centro del ciclone. In un’intervista esclusiva rilasciata a Reuters, il nuovo CEO del gruppo, François Provost, non ha usato mezzi termini: il portafoglio ordini di veicoli elettrici in Francia e Germania è cresciuto del 50% da quando è iniziato il conflitto in Iran .
«L’impennata dei prezzi del carburante ha acceso un interesse senza precedenti per i veicoli elettrici», ha spiegato Provost, ammettendo che la domanda sta superando la capacità produttiva attuale . Una situazione che ha costretto l’azienda a correre ai ripari con misure straordinarie.
Il cuore pulsante della risposta industriale Renault è il polo di Douai, nel nord della Francia, parte del progetto ElectriCity. In questo stabilimento, ogni giorno escono dalle linee di montaggio 900 Renault 5 E-Tech, il modello elettrico che sta dominando le classifiche di vendita. In soli 15 mesi, la fabbrica ha già prodotto 100.000 esemplari della city car elettrica .
Eppure, non basta. Per far fronte all’ondata di ordini, Provost ha annunciato che Renault sta aggiungendo turni di produzione straordinari negli stabilimenti di Douai, Maubeuge e, potenzialmente, anche nello stabilimento sloveno di Novo Mesto . Una scelta resa necessaria dal fatto che, pur non essendoci al momento problemi di approvvigionamento di batterie, la catena dei fornitori fatica a tenere il passo
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A trainare il successo del gruppo è soprattutto la Renault 5 E-Tech, un modello che ha letteralmente conquistato il mercato francese ed europeo. Con 37.997 ordini nel 2025, la piccola elettrica dal design neo-retrò ha strappato lo scettro di auto a batteria più venduta in Francia alla Tesla Model Y, staccandola di quasi il doppio delle unità .
I numeri francesi del 2025 raccontano un dominio totale: la Renault 5 è stata l’auto elettrica più venduta per 5 degli ultimi 6 mesi dell’anno, toccando volumi mensili da record (oltre 5.200 unità a novembre) e diventando il simbolo del rilancio industriale transalpino . Nel primo semestre 2025, le vendite di auto elettriche del marchio Renault in Europa erano già balzate del 57%, grazie anche ai modelli Megane E-Tech e Scenic
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Dietro le quinte, Provost sta lavorando per rendere questo successo strutturale e sostenibile. La sua richiesta è chiara: spingere sulla produzione di batterie LFP (a base di litio-ferro-fosfato) presso la gigafactory di Envision AESC a Douai, affiancata allo stabilimento Renault. Queste batterie, più economiche ma con minore densità energetica, permetterebbero di abbattere il prezzo finale delle auto elettriche, rendendole accessibili a un pubblico molto più ampio.
Attualmente l’impianto Envision AESC, operativo dalla fine del 2024, ha una capacità di 9 GWh. Provost spinge per accelerare l’espansione a 30 GWh, un progetto da 2 miliardi di euro il cui via libera definitivo è atteso per la seconda metà del 2026 . L’obiettivo è arrivare a produrre batterie per 180.000-200.000 veicoli l’anno, consolidando una filiera che, per la prima volta, rende la Renault 5 una vettura “100% francese”
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L’attenzione di Provost va oltre la fabbrica. Sul fronte regolatorio, il CEO francese è stato uno dei grandi protagonisti del dibattito europeo sulla difesa dell’industria automobilistica. Il suo messaggio è stato duplice. Da un lato, ha espresso pieno sostegno all’introduzione di requisiti di contenuto locale per i veicoli venduti nell’UE, un meccanismo pensato per proteggere la componentistica europea dalla concorrenza asiatica, in particolare cinese. Dall’altro, ha giudicato irrealistica la soglia del 75% di componenti made-in-EU proposta inizialmente dalla Francia, ritenendo più praticabile una media del 60% .
Il suo pressing si è concentrato sull’Industrial Accelerator Act, il pacchetto di misure che la Commissione Europea sta mettendo a punto e che prevede, tra le altre cose, di subordinare gli incentivi all’acquisto di veicoli elettrici al fatto che almeno il 70% dei componenti (escluse le batterie) sia prodotto nell’Unione . Provost ha inoltre invitato l’UE a «incoraggiare i costruttori cinesi ad andare oltre il semplice assemblaggio in Europa, obbligandoli a rifornirsi di componenti localmente»
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Nonostante l’euforia del momento, il manager francese non si fa illusioni. In diverse occasioni ha riconosciuto che la domanda potrebbe raffreddarsi una volta terminato il conflitto, se i prezzi del petrolio dovessero stabilizzarsi . Tuttavia, la sua convinzione di fondo è che la transizione strutturale verso l’elettrico sia ormai irreversibile, e che il caro-benzina abbia solo accelerato un cambiamento già in atto.
I fatti gli danno ragione. Già nel 2025, le vendite di auto completamente elettriche in Europa erano cresciute del 30%, ma il conflitto iraniano ha trasformato quella che era una tendenza in un fenomeno di massa . Per Renault, la sfida ora è tenere il passo.
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Il conflitto iraniano esploso il 28 febbraio ha provocato un balzo del 12% nei prezzi della benzina UE, raggiungendo 1,84 €/litro, innescando un boom di auto elettriche e una corsa di Renault per aumentare la produzio...
Il conflitto iraniano esploso il 28 febbraio ha provocato un balzo del 12% nei prezzi della benzina UE, raggiungendo 1,84 €/litro, innescando un boom di auto elettriche e una corsa di Renault per aumentare la produzio... A marzo 2026, in 15 paesi europei le immatricolazioni di auto elettriche pure (BEV) sono schizzate del 51% su base annua, toccando le 224.000 unità e conquistando una quota di mercato del 22% [4][5][13].
Nel primo quadrimestre 2026, le vendite di EV in Europa sono cresciute di circa il 29%, con un aumento di quasi un terzo nel solo primo trimestre, trainato dalla fuga dai motori a combustione [1][2].