Nonostante queste turbolenze, la trimestrale di Vale ha mostrato muscoli:
Il colosso minerario brasiliano vede il mercato del minerale ferroso in "sostanziale equilibrio", ma ammette che l'incertezza geopolitica pesa come un macigno sulle proiezioni di costi logistici e carburante per la seconda metà dell'anno .
| Voce | Stima / Previsione |
|---|---|
| Produzione di minerale ferroso | 335–345 Mt (confermata nel Q1 2026) |
| Pellet e bricchetti | 30–34 Mt |
| Produzione di rame | 350–380 kt |
| Produzione di nichel | ~160–175 kt (con obiettivo di pareggio di bilancio a fine 2026) |
| Costi di cassa C1 per il ferro | $20–$21,5/t |
| Investimenti (Capex) | $5,4–$5,7 miliardi, con un tetto a lungo termine sotto i 6 miliardi/anno |
| Flusso di cassa libero del ferro | ~$1,5 miliardi alle attuali quotazioni di mercato, inclusi ~$425 milioni dal settore metalli di base |
| EBITDA pro-forma (proiezione annualizzata) | ~$3,9 miliardi/tri.; margine stimato al 43,5% nel Q1 2026 |
Da quando ha preso il timone nel 2025, Pimenta ha delineato una chiara strategia a tre pilastri: eccellenza operativa, disciplina nell'allocazione del capitale e crescita mirata su rame e ferro .
L'obiettivo è una crescita low-cost del ferro, portandolo dalle 336 Mt effettive del 2025 a circa 360 milioni di tonnellate nel medio termine. Il perno del progetto è S11D +20 nel distretto di Carajás, con l'avvio previsto per la seconda metà del 2026 . Una strategia che minimizza l'esborso di capitale per ogni tonnellata aggiuntiva .
Qui la veduta si allunga: Vale vuole raddoppiare la produzione di rame nell'arco dei prossimi dieci anni . Il piano industriale Novo Carajás, del valore di 12 miliardi di dollari, è il cuore pulsante di questa trasformazione per sfruttare le potenzialità del sottosuolo di Carajás. Vale ha anche dichiarato la sua divisione metalli di base (VBM) "pronta per una IPO", ma al momento non ci sono piani per uno sbarco in borsa a breve: è una struttura già predisposta per cogliere l'opportunità dei minerali critici .
Il nichel resta il figlio problematico di casa Vale. La priorità per il 2026 è raggiungere il punto di pareggio entro fine anno, puntando su affidabilità degli impianti, taglio dei costi e una gestione più snella delle scorte . La produzione record di Voisey's Bay (Canada) e Onça Puma (Brasile) e un balzo del 15% nelle vendite sono segnali incoraggianti, ma l'eccesso di offerta dall'Indonesia continua a tenere sotto pressione il settore .
Pimenta ha messo nero su bianco l'ordine delle priorità: (1) investire nella crescita organica, (2) mantenere un bilancio solido, (3) garantire una remunerazione costante agli azionisti (dividendi e buyback) .
In sintesi: Vale sta portando avanti un piano di crescita basato sull'aumento dei volumi sotto la guida di Pimenta. Il conflitto iraniano, almeno per ora, è una grana gestibile che pesa sui costi di trasporto, più che una minaccia alle fondamenta del business. Le guidance di produzione per il 2026 sono confermate, le strategie per ferro e rame avanzano, e il rischio maggiore a breve termine è un prolungato shock logistico.