L'opzione più probabile sul campo vedrebbe le unità contromisure mine della Forza Marittima di Autodifesa impegnate nella bonifica di mine navali e nella protezione delle navi commerciali .
Le condizioni poste dal Giappone rivelano un cambiamento attentamente calibrato, che non è un assegno in bianco alla fedeltà atlantica, ma un passo avanti profondamente cauto:
In sintesi: il Giappone è disposto a contribuire militarmente per la prima volta in una grande crisi mediorientale, ma solo in un ruolo post-conflitto, umanitario e di sicurezza marittima, sotto rigide barriere legali e diplomatiche.
Il 28 febbraio 2026, Stati Uniti e Israele hanno lanciato massicci attacchi aerei contro l'Iran (Operazione Epic Fury), uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei e colpendo obiettivi militari . L'Iran ha reagito e, al 19 marzo, gli USA hanno avviato una campagna aerea specifica per riaprire lo Stretto di Hormuz
. Il prezzo del petrolio ha raggiunto un picco di 126 dollari al barile nel marzo 2026
.
L'Iran ha dispiegato mine navali nello stretto, ma ha perso il tracciamento di molte di esse, creando un "incubo per la navigazione" . Nell'aprile 2026, la Marina statunitense ha avviato operazioni di sminamento e stabilito un corridoio di transito controllato dagli USA che aggira le acque sotto il controllo dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC)
. L'eventuale contributo giapponese di dragaggio mine si unirebbe a questi sforzi alleati più ampi, ma solo dopo che un cessate il fuoco abbia fermato le ostilità attive
.
Il G7 è stato profondamente coinvolto. Una riunione online dei leader il 12 marzo 2026 ha affrontato la crisi mediorientale . La riunione dei Ministri degli Esteri G7 del 26-27 marzo ha prodotto una dichiarazione congiunta per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, ma ha reso qualsiasi missione di sicurezza collettiva subordinata alla cessazione delle ostilità
. Le tre condizioni del Giappone rispecchiano questa postura del G7: nessun ruolo militare durante la guerra attiva, solo dopo il cessate il fuoco.
Al giugno 2026, non è avvenuto alcun dispiegamento delle SDF giapponesi. Le tre condizioni restano inattuate: il blocco navale statunitense dell'Iran continua e un cessate il fuoco completo non è stato concluso .
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