Il dato che più colpisce gli analisti è la capacità di Bending Spoons di rendere profittevoli i brand che acquisisce. Il confronto anno su anno è impietoso ma virtuoso:
In soli dodici mesi, l'azienda ha più che raddoppiato i ricavi ed è tornata stabilmente in utile, segno che la "macchina" di acquisizione e ristrutturazione sta funzionando a pieno ritmo.
Al 31 marzo 2026, la portata del portfolio è impressionante:
Questi dati superano le stime di marzo 2025, che parlavano di oltre 300 milioni di MAU e 10 milioni di paganti, mostrando una traiettoria di crescita iper-accelerata .
Bending Spoons non è una classica startup. Come racconta CEO Luca Ferrari, è una "macchina perpetua" che compra e ristruttura software iconici . Negli ultimi tre anni ha investito quasi 4,5 miliardi di dollari in shopping tecnologico
. Tra i gioielli di famiglia ci sono:
L'operazione AOL è stata finanziata da un imponente pacchetto di debito da 2,8 miliardi di dollari chiuso nell'ottobre 2025 .
Guardando avanti, l'amministratore delegato ha dichiarato di attendersi un EBITDA rettificato di 1,4 miliardi di dollari per l'intero 2026, rispetto ai 700 milioni del 2025, trainato proprio dall'assorbimento dei nuovi asset .
A ottobre 2025, prima della volata verso l'IPO, la società aveva anche raccolto 710 milioni di dollari in equity (a una valutazione appunto di 11,7 miliardi) da investitori del calibro di T. Rowe Price e Baillie Gifford, a conferma che la strada verso Wall Street era già ben lastricata .
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