All'inizio di giugno 2026, Alphabet ha riscritto radicalmente le regole della finanza aziendale. La società madre di Google, tradizionalmente una fortezza nella generazione di cassa, si è rivolta per la prima volta dalla sua IPO del 2004 al mercato azionario con una richiesta che ha lasciato Wall Street a bocca aperta. Quella che era partita come una raccolta di 80 miliardi di dollari il 1° giugno è stata ampliata a 84,75 miliardi di dollari appena 24 ore dopo, creando un nuovo punto di riferimento per ciò che è finanziariamente possibile e strategicamente necessario nell'era dell'intelligenza artificiale ![]()
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L'operazione non era solo una questione di liquidità; era una dichiarazione di intenti. Ancorata a un investimento privato di 10 miliardi di dollari da parte di Berkshire Hathaway, l'offerta ha dimostrato che la corsa alla costruzione dell'infrastruttura AI è così dispendiosa in termini di capitale che nemmeno le aziende più redditizie del pianeta possono più autofinanziarla. Per i lettori italiani, un'operazione di questa scala equivale a poco meno del doppio dell'intera manovra finanziaria annuale del governo italiano.
La struttura dell'operazione: un'offerta in quattro parti senza precedenti
La complessità dell'aumento di capitale rifletteva la sua dimensione colossale. Piuttosto che una semplice vendita di azioni, Alphabet ha svelato un approccio multi-tranche progettato per attirare diverse tipologie di investitori senza diluire eccessivamente gli azionisti esistenti in un'unica soluzione ![]()
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- Annuncio iniziale (1° giugno): La società ha annunciato una raccolta proposta di 80 miliardi di dollari, composta da tre elementi principali: un collocamento privato da 10 miliardi a Berkshire Hathaway, un'offerta pubblica sottoscritta da 30 miliardi e un programma di vendita sul mercato (ATM, "at-the-market") da 40 miliardi, il cui avvio era previsto per il terzo trimestre del 2026
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- Aumento dell'offerta (2 giugno): La domanda degli investitori ha letteralmente sommerso i termini iniziali. L'offerta pubblica, che includeva azioni ordinarie e obbligazioni convertibili, è stata sovrasottoscritta. L'amministratore delegato Sundar Pichai ha confermato che l'operazione è stata ampliata a circa 84,75 miliardi di dollari, con circa 35 miliardi prezzati nella sola tranche sottoscritta
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La portata dell'evento è difficile da sopravvalutare. L'operazione ha superato quella che era la più grande raccolta di capitale azionario precedente—un'offerta da 70 miliardi di dollari del produttore petrolifero brasiliano Petrobras—ed è più grande della capitalizzazione di mercato totale della maggior parte delle società dell'S&P 500 ![]()
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Il ruolo di ancoraggio di Berkshire Hathaway: un voto di fiducia con il 6% di sconto
Con una mossa che riecheggia i famosi investimenti del conglomerato in tempi di crisi, Berkshire Hathaway—ora guidata dall'amministratore delegato Greg Abel, successore di Warren Buffett—ha accettato di acquistare 10 miliardi di dollari di azioni Alphabet in un collocamento privato. I dettagli sono stati meticolosamente strutturati ![]()
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- L'acquisto: 5 miliardi di dollari in azioni di Classe A a circa 351,81 $/azione e 5 miliardi in azioni di Classe C a circa 348,20 $/azione.
- Lo sconto: Il prezzo rappresentava uno sconto di circa il 6% rispetto al prezzo di mercato di Alphabet in quel momento, una classica mossa in stile Berkshire che ricompensa l'azienda per aver fornito un'iniezione di capitale massiccia e immediata
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- Il peso: Una volta completata l'operazione, Alphabet è diventata la terza più grande partecipazione di Berkshire nel suo portafoglio azionario, dietro solo a colossi come Apple, rappresentando quasi il 9% del portafoglio da 325 miliardi di dollari della holding
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Al di là dei dollari, la presenza di Berkshire è servita da ancora psicologica. Per altri investitori istituzionali titubanti di fronte a una diluizione così senza precedenti, un assegno da 10 miliardi di dollari da parte dell'investitore "value" più famoso al mondo era un potente segnale che la scommessa di Alphabet sull'AI era una mossa calcolata e di lungo termine, piuttosto che una spesa sconsiderata ![]()
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Il contesto finanziario: quando 174 miliardi di flusso di cassa non bastano
Per capire perché un'azienda redditizia come Alphabet abbia scelto di diluire i propri azionisti, bisogna guardare ai numeri. Nei 12 mesi precedenti, Alphabet aveva generato circa 174 miliardi di dollari di flusso di cassa operativo, una cifra che avrebbe ampiamente coperto le sue spese in conto capitale in qualsiasi anno precedente ![]()
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Ma il 2026 non è un anno qualsiasi. Alphabet ha alzato la sua guidance di spesa in conto capitale per il 2026 a 180-190 miliardi di dollari, quasi il doppio dei 91,4 miliardi spesi nel 2025. Inoltre, la direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha esplicitamente avvertito gli investitori che la spesa sarebbe "aumentata in modo significativo" di nuovo nel 2027 ![]()
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Questo ha creato un divario nel flusso di cassa.
"Anche se Alphabet ha generato circa 174 miliardi di dollari di flusso di cassa operativo negli ultimi 12 mesi, la sua spesa annuale in conto capitale di 180-190 miliardi è ormai troppo grande per essere coperta solo con il flusso di cassa interno", hanno osservato gli analisti finanziari che hanno coperto l'operazione
. La società ha scelto di raccogliere capitale proprio per evitare di appesantire il proprio bilancio con un enorme carico di debiti.
L'accordo ha anche bruscamente interrotto una strategia decennale di restituzione di capitale agli azionisti. Dal 2014, Alphabet aveva restituito 346 miliardi di dollari agli investitori attraverso il riacquisto di azioni proprie (buyback). La raccolta da 84,75 miliardi del giugno 2026 ha invertito quell'intera filosofia con una singola transazione, dando priorità alla quota di mercato nel cloud AI rispetto all'utile per azione a breve termine
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La corsa agli armamenti dell'infrastruttura AI: una battaglia da 725 miliardi
Alphabet non stava raccogliendo fondi nel vuoto. Si stava muovendo per tenere il passo in una guerra di spesa industriale che non ha precedenti moderni.
Nella prima metà del 2026, i "Big Four" hyperscaler—Alphabet, Microsoft, Amazon e Meta—si sono collettivamente impegnati in budget di spesa per investimenti totali compresi tra 700 e 725 miliardi di dollari per l'anno ![]()
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. Questo rappresenta un aumento del 77% rispetto al record di 410 miliardi spesi nel 2025 ![]()
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Per dare una prospettiva, 725 miliardi di dollari equivalgono all'incirca al PIL di un paese come la Svizzera o la Turchia. Scomponendo la cifra per singolo player si nota l'intensa pressione competitiva che ha guidato la decisione di Alphabet ![]()
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- Microsoft Corp.: Ha fornito una guidance di circa 190 miliardi di dollari di capex per l'anno solare 2026, un salto rispetto alle stime degli analisti che erano di circa 147 miliardi, scioccando il mercato durante la conference call sui risultati.
- Amazon.com Inc.: Ha mantenuto un ritmo di spesa previsto di circa 200 miliardi di dollari, gran parte dei quali per i data center di AWS.
- Meta Platforms Inc.: Ha alzato la sua guidance a un range di 125-145 miliardi di dollari, 10 miliardi in più rispetto alle stime precedenti.
- Alphabet Inc.: Si è allineata a Microsoft con 180-190 miliardi di dollari, insistendo sul fatto di essere ancora "limitata dalla capacità di calcolo" nonostante gli enormi esborsi.
La maggior parte di questa spesa—circa il 75% secondo le stime aggregate degli analisti—è destinata all'infrastruttura di calcolo per l'AI: GPU di nuova generazione, chip di memoria ad alta larghezza di banda, data center a raffreddamento liquido e apparecchiature di rete ad alta velocità
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La leadership di Alphabet ha inquadrato la raccolta come essenziale per soddisfare "una domanda senza precedenti da parte dei clienti" per i suoi prodotti cloud e AI, sostenendo che il rischio di non costruire abbastanza capacità era di gran lunga maggiore del rischio di costruirne troppa ![]()
. La società ha inoltre stanziato una quota specifica di 4,75 miliardi di dollari per acquisire Intersect, uno sviluppatore di data center ed energia pulita, segnalando che l'accesso all'energia è fondamentale quanto l'accesso ai chip
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Reazione del mercato: i timori di diluizione incontrano la convinzione istituzionale
La reazione del mercato alla notizia è stata immediata, ma la storia si è evoluta rapidamente in due giorni:
- 1° giugno (After Hours): Le azioni Alphabet sono scivolate subito dopo l'annuncio iniziale da 80 miliardi, riflettendo le classiche preoccupazioni sulla diluizione
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- 2-3 giugno (Prezzamento e aumento): Con il diffondersi della notizia della sovrasottoscrizione e dell'ancoraggio di Berkshire, la narrazione è cambiata. Il rapido aumento a 84,75 miliardi è stato interpretato come un segno di profonda convinzione istituzionale. Gli analisti hanno notato che, a differenza di Microsoft o Meta—i cui titoli sono stati penalizzati per le loro enormi previsioni di spesa—Alphabet è stata l'unica tra i Big Four a convincere ampiamente Wall Street che il conto ne valesse la pena
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Il successo del prezzamento delle obbligazioni convertibili privilegiate ha anche contribuito ad attutire l'immediata diluizione dell'utile per azione, offrendo un titolo ibrido che gli investitori hanno visto favorevolmente in un contesto di alta crescita ![]()
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Un'inversione di rotta storica con domande senza risposta
I meccanismi della raccolta sono stati impeccabili, e la narrazione strategica—"dobbiamo essere i leader nell'AI"—è convincente. Ma l'evento lascia una serie di questioni irrisolte che definiranno il panorama finanziario del 2027:
- Ritorno sul Capitale Investito (ROIC): Con i Big Tech che spendono 725 miliardi di dollari in un solo anno, il ritorno finale su questo capitale è una scatola nera. Il fatturato cloud di Alphabet è cresciuto del 63% su base annua, fornendo la migliore giustificazione a breve termine, ma resta da vedere se questi data center genereranno un margine di profitto commisurato all'investimento
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- Il baratro del 2027: Sia Alphabet che Microsoft hanno segnalato che la spesa per il 2027 sarà significativamente più alta di quella del 2026. Se il flusso di cassa interno non può coprire la spesa ora, quando si prevede che la spesa aumenti ulteriormente, il mercato deve prepararsi a ulteriori diluizioni o a una massiccia emissione di debito
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- La strategia di uscita di Berkshire: Sebbene la scommessa da 10 miliardi di Greg Abel sia trattata come un investimento "per sempre" nella tradizione Berkshire, il successo della raccolta mette i nuovi azionisti dall'altra parte di quella scommessa. Se la spesa per l'AI non riuscisse a generare un ritorno, lo sconto del 6% ottenuto da Berkshire offre un cuscinetto molto sottile.
Per ora, l'aumento di capitale del giugno 2026 rappresenta la manifestazione finanziaria della corsa agli armamenti dell'AI. È il momento in cui un'azienda di pubblicità digitale ha deciso di agire come un fondo sovrano, scommettendo il proprio bilancio e la propria base azionaria su un futuro in cui la potenza di calcolo è la materia prima più preziosa sulla Terra.
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