Ecco come i diversi pezzi del puzzle si incastrano tra loro:
La decisione, comunicata internamente allo staff, è motivata dalla volontà di garantire la "sovranità digitale" e la "protezione dei dati personali" . In pratica, le ricerche fatte dai computer dell'istituzione tramite la barra degli indirizzi dei browser Firefox ed Edge non passeranno più dai server di Google, ma da Qwant, un'alternativa francese che promette di rispettare rigorosamente le normative europee sulla privacy
. Un cambiamento che non avviene nel vuoto, ma si inserisce in un più ampio scollamento tecnologico dagli Stati Uniti.
La Commissione Europea, forte del lavoro della Commissaria Henna Virkkunen, presenterà ufficialmente il suo pacchetto di misure il 3 giugno 2026. I punti salienti, già anticipati da bozze viste da Reuters, sono due :
L'iniziativa EuroStack – sostenuta da un'ampia coalizione di accademici, imprenditori e politici – è il vero piano strategico dietro queste scelte. L'obiettivo è costruire una "pila" (stack, in inglese) digitale europea, completa e indipendente . La Commissione stessa, in una sua pagina ufficiale, cita il rapporto EuroStack come "un argomento convincente" per cui l'Europa deve investire nella propria sovranità digitale, "rimodellando attivamente l'ecosistema digitale europeo per essere più resiliente e meno dipendente dalle Big Tech"
.
Insomma, non più progetti e buoni propositi, ma fatti concreti: il passaggio da Qwant è il primo tassello di un mosaico che mira a rendere l'Europa padrona del proprio destino digitale.
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