La Presidente della BCE Christine Lagarde e il Vicepresidente Luis de Guindos hanno indicato nelle persistenti tensioni geopolitiche la forza trainante di questo cambiamento . Le radici di questa svolta affondano nel 2022, quando le nazioni occidentali congelarono le riserve in dollari della Russia in seguito all'invasione dell'Ucraina. Una mossa che ha innescato una profonda revisione della vulnerabilità degli asset di riserva, spingendo le banche centrali di tutto il mondo a ripensare le proprie strategie
.
Un sondaggio del World Gold Council condotto su quasi 60 banche centrali, citato dalla BCE, ha identificato i fattori chiave della domanda ufficiale di oro: la diversificazione dalle valute di riserva tradizionali, la copertura dal rischio geopolitico e la ricerca di una riserva di valore a lungo termine in tempi di crisi . Il verbale della riunione di politica monetaria della BCE dell'ottobre 2025 aveva già osservato che il rally dell'oro è stato "inizialmente trainato dalle banche centrali che diversificavano le proprie riserve, specialmente nei mercati emergenti", per poi essere rafforzato da investitori istituzionali e retail
.
Gli effetti di valutazione legati all'impennata del prezzo dell'oro hanno agito da potente amplificatore della sua quota nelle riserve. Sempre il verbale della BCE di ottobre 2025 notava come il rally dell'oro avesse "smentito le correlazioni storiche", con i prezzi saliti nonostante un dollaro forte e rendimenti reali elevati . Ciò significa che, anche se le banche centrali non avessero comprato una singola oncia in più, il valore di mercato — e quindi la quota — delle loro riserve auree esistenti sarebbe aumentato considerevolmente.
La Bundesbank tedesca, ad esempio, ha riportato che la sua posizione in oro ha raggiunto il massimo storico di 395 miliardi di euro, con un incremento di 125 miliardi in un solo anno, dovuto puramente alla rivalutazione . A livello globale, quindi, la crescente quota dell'oro nelle riserve è il riflesso sia di acquisti attivi, sia della rivalutazione passiva delle scorte già possedute
.
Il sorpasso dell'oro si inserisce in una più ampia tendenza alla diversificazione delle riserve. Ma è fondamentale non esagerare interpretando il fenomeno come una semplice fuga dal dollaro. Uno studio della Federal Reserve pubblicato nel giugno 2026 ha concluso che gli acquisti di oro della maggior parte dei Paesi riflettono una "modesta diversificazione delle riserve internazionali", piuttosto che una strategia di de-dollarizzazione in senso stretto . A fine 2025, infatti, gli asset denominati in dollari rappresentavano ancora la quota complessiva maggiore delle riserve globali, attestandosi al 42%, anche se i soli Treasury sono stati superati dall'oro
.
La diversificazione procede su più fronti. Già nel rapporto di giugno 2025, la BCE notava che la quota combinata di valute di riserva non tradizionali, come i dollari australiano e canadese, era salita al 9,6%, con un aumento di 2,4 punti percentuali rispetto ai livelli precedenti l'invasione dell'Ucraina. Inoltre, i dati del sondaggio tra i gestori di riserve indicavano che due terzi di loro prevedevano di aumentare ulteriormente le allocazioni in oro .
Un dato drammatico che riguarda un crollo di 82 miliardi di dollari nelle disponibilità di Treasury detenute presso la Fed di New York entro marzo 2026 sottolinea ulteriormente la volatilità del contesto. Questa svendita è stata in gran parte attribuita a nazioni importatrici di petrolio come Turchia, India e Thailandia, che hanno liquidato riserve in dollari per sostenere le proprie valute e pagare le importazioni energetiche a seguito della guerra in Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz . Sebbene non sia una causa diretta dell'ascesa dell'oro, questo episodio illustra le acute pressioni di liquidità che stanno rendendo più attraenti gli asset di riserva alternativi al dollaro.
Nel 2025, gli acquisti netti di oro da parte delle banche centrali si sono attestati intorno alle 850 tonnellate. Un dato in calo rispetto al record di 1.045 tonnellate del 2024, ma ancora ben al di sopra delle medie storiche . Una parte significativa di questa domanda è giunta dai mercati emergenti. Ecco i principali acquirenti, basandosi sui dati del World Gold Council e altre fonti:
Nonostante la scalata dell'oro ai vertici della classifica degli asset di riserva, la BCE e altri analisti avvertono che non si tratta di un rimpiazzo totale dei sistemi di riserva basati su valute fiat. Le motivazioni chiave per detenere oro – diversificazione e copertura geopolitica – citate dalle stesse banche centrali in un sondaggio del World Gold Council, evidenziano implicitamente il suo ruolo distinto rispetto ai titoli di Stato fruttiferi .
Rispetto alle principali valute di riserva, l'oro presenta limiti strutturali significativi:
L'ascesa dell'oro in cima alla classifica degli asset di riserva è un momento epocale che segnala un profondo disagio verso lo status quo geopolitico. Eppure, i suoi limiti intrinseci fanno sì che il ruolo fondamentale delle principali valute fiat e dei loro mercati obbligazionari nel sistema finanziario globale resti intatto.
Comments
0 comments