La reazione diplomatica è stata alimentata soprattutto dalle immagini circolate online. I filmati mostrerebbero gli attivisti costretti a rimanere in ginocchio con le mani legate mentre venivano derisi dal ministro israeliano dopo il sequestro delle imbarcazioni.
Per diversi governi europei, il problema non riguarda solo l’operazione militare ma anche il modo in cui i detenuti sono stati trattati e rappresentati pubblicamente.
La presenza tra gli arrestati di cittadini europei ha aggravato la situazione. Alcuni Paesi hanno convocato diplomatici israeliani per chiedere spiegazioni e protestare formalmente per l’accaduto.
Secondo i critici, la combinazione tra le immagini di umiliazione dei detenuti e la diffusione del video da parte di un membro del governo ha reso l’episodio ancora più controverso.
Il divieto imposto dalla Francia si inserisce in un contesto di tensioni già esistenti tra Ben‑Gvir e vari governi occidentali.
Nel giugno 2025, Regno Unito, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Norvegia avevano annunciato sanzioni e altre misure nei confronti di Ben‑Gvir e di un altro ministro israeliano. I governi coinvolti avevano motivato la decisione citando presunti incitamenti alla violenza contro comunità palestinesi in Cisgiordania.
Le misure comprendevano restrizioni di viaggio e congelamento di beni in alcune giurisdizioni, segnalando una crescente preoccupazione tra diversi alleati occidentali riguardo alla retorica e alle politiche dei due ministri.
La controversia legata alla flottiglia ha anche rilanciato il dibattito all’interno dell’Unione europea.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha chiesto all’Alta rappresentante dell’UE per la politica estera, Kaja Kallas, di inserire la questione nell’agenda di una riunione dei ministri degli Esteri europei.
L’adozione di sanzioni a livello europeo richiederebbe però l’unanimità dei 27 Stati membri, un passaggio che spesso rende il processo complesso e politicamente delicato.
L’episodio ha ulteriormente complicato le relazioni tra Israele e diversi governi europei.
Dopo la diffusione del video, vari Paesi europei hanno criticato il trattamento degli attivisti della flottiglia e in alcuni casi hanno convocato ambasciatori israeliani per ottenere chiarimenti ufficiali.
Il divieto di ingresso deciso dalla Francia rappresenta una delle misure diplomatiche più dure prese da uno Stato europeo contro un ministro israeliano in carica.
Nonostante l’escalation delle tensioni e le richieste di sanzioni più ampie, al momento non si parla di una rottura diplomatica completa. Tuttavia, la vicenda evidenzia un divario crescente tra Israele e parte dei governi europei su questioni legate a Gaza, alla Cisgiordania e alla gestione del conflitto.