Tra i soggetti colpiti figurano:
In base alle norme sulle sanzioni statunitensi, le designazioni generalmente comportano:
I funzionari del Tesoro hanno dichiarato che le figure designate hanno contribuito a preservare l'influenza di Hezbollah all'interno delle istituzioni statali libanesi e hanno lavorato per ostacolare il disarmo del gruppo.
Le sanzioni sono state emesse ai sensi dell'Ordine Esecutivo (E.O.) 13224, uno strumento antiterrorismo introdotto dopo gli attacchi dell'11 settembre per colpire terroristi, finanziatori e sostenitori di organizzazioni terroristiche.
L'uso di questa autorità segnala che gli Stati Uniti considerano le azioni contestate come un sostegno a un'organizzazione terroristica designata. Hezbollah è da tempo designato come gruppo terroristico dagli Stati Uniti, e Washington ha ripetutamente utilizzato l'E.O. 13224 per colpire individui e reti legate alle sue attività politiche, finanziarie e militari.
In questo caso, il Tesoro ha affermato che gli individui sanzionati:
Il Ministero degli Esteri iraniano ha criticato duramente le sanzioni statunitensi.
In dichiarazioni ufficiali riportate da diverse testate, Teheran ha definito le misure «illegali e ingiustificate», accusando Washington di violare il diritto internazionale e il principio di sovranità nazionale.
I funzionari iraniani hanno sostenuto che prendere di mira un inviato diplomatico e figure libanesi equivale a un'interferenza politica e hanno avvertito che tali azioni potrebbero inasprire le tensioni in Libano.
La situazione diplomatica che circonda Sheibani era già tesa prima delle sanzioni statunitensi.
Nel marzo 2026, il Libano ha ritirato la sua approvazione alla nomina di Sheibani e lo ha dichiarato persona non grata, ordinandogli di lasciare il Paese dopo averlo accusato di violare le norme diplomatiche e di interferire nella politica interna libanese.
La mossa è stata insolita e ha evidenziato il crescente attrito sull'influenza iraniana in Libano attraverso Hezbollah. Le autorità libanesi hanno sottolineato che la decisione era mirata al diplomatico a titolo personale e non costituiva una rottura totale delle relazioni con l'Iran.
Le sanzioni si inseriscono anche in una strategia più ampia degli Stati Uniti volta a indebolire l'infrastruttura di Hezbollah.
Negli ultimi anni, il Tesoro USA ha ripetutamente preso di mira:
Queste azioni mirano a interrompere il finanziamento di Hezbollah, ridurre la sua leva all'interno delle istituzioni statali libanesi e fare pressione sulle reti che sostengono il movimento filo-iraniano.
Le sanzioni contro Mohammad Reza Sheibani e i funzionari libanesi mettono in luce la continua lotta geopolitica per il ruolo di Hezbollah in Libano.
Insieme, queste tensioni sottolineano come la politica interna libanese e le rivalità regionali rimangano strettamente intrecciate con il confronto in corso tra Washington, Teheran e Hezbollah.