Richemont chiude l’anno fiscale 2026 con vendite a 22,4 miliardi di euro
Richemont ha registrato vendite per 22,4 miliardi di euro nell’esercizio chiuso il 31 marzo 2026, in crescita dell’11% a cambi costanti. I marchi di gioielleria come Cartier e Van Cleef & Arpels si sono confermati il motore principale della crescita del gruppo, sostenuti dalla forte domanda nelle Americhe.
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Richemont ha registrato vendite per 22,4 miliardi di euro nell’esercizio chiuso il 31 marzo 2026, in crescita dell’11% a cambi costanti.
I marchi di gioielleria come Cartier e Van Cleef & Arpels si sono confermati il motore principale della crescita del gruppo, sostenuti dalla forte domanda nelle Americhe.
Grazie al boom della domanda nordamericana, Richemont ha superato Walmart diventando il secondo rivenditore di gioielli e orologi del continente per fatturato, nonostante gestisca un numero di negozi notevolmente infe...
How did Richemont perform in its fiscal year ending March 31, 2026—including total sales growth, the role of Cartier and other Jewellery MaiRichemont’s Jewellery Maisons, including Cartier and Van Cleef & Arpels, remained the group’s primary growth engine in FY2026.
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Richemont—il gruppo svizzero del lusso proprietario di Cartier, Van Cleef & Arpels e Vacheron Constantin—ha presentato risultati solidi per l’esercizio fiscale chiuso il 31 marzo 2026, evidenziando la forza del suo business della gioielleria, nonostante le fluttuazioni valutarie e l’aumento dei costi delle materie prime abbiano messo sotto pressione i margini.
Le vendite consolidate del gruppo hanno raggiunto 22,4 miliardi di euro, segnando un incremento dell'11% a tassi di cambio costanti e del 5% a tassi correnti. L'utile operativo è leggermente salito a circa 4,5 miliardi di euro, con un margine operativo del 20,0%, in calo rispetto al 20,9% dell'anno precedente.
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Grazie al boom della domanda nordamericana, Richemont ha superato Walmart diventando il secondo rivenditore di gioielli e orologi del continente per fatturato, nonostante gestisca un numero di negozi notevolmente infe...
I risultati confermano un andamento chiaro all'interno del settore del lusso: la gioielleria di alta gamma ha mostrato una notevole resilienza, mentre gli orologi e altre categorie hanno affrontato una ripresa più disomogenea.
Performance finanziaria dell'esercizio 2026
Richemont ha mantenuto un forte slancio in termini di fatturato per tutto l'anno, inclusa una crescita continua nell'ultimo trimestre.
Vendite: 22,4 miliardi di euro, in aumento dell'11% a cambi costanti (+5% a tassi correnti)
Utile operativo: circa 4,5 miliardi di euro, in rialzo dell'1% rispetto all'anno precedente
Margine operativo: 20,0%, in calo di 90 punti base rispetto al 20,9% dell'anno fiscale precedente
La crescita è stata diffusa in tutte le aree di business e regioni a cambi costanti, ma il divario tra la crescita a cambi costanti e quella riportata illustra come i movimenti dei cambi esteri abbiano ridotto l'espansione dei ricavi riportati.
Cartier e le Maison di gioielleria hanno trainato l'anno
Le Jewellery Maisons di Richemont—tra cui Cartier, Van Cleef & Arpels, Buccellati e Vhernier—sono rimaste il principale motore di crescita del gruppo.
Questi marchi hanno registrato una crescita sostenuta a doppia cifra delle vendite durante alcune parti dell'anno e hanno generato una forte redditività, contribuendo a compensare le pressioni in altre aree del gruppo.
Le loro performance hanno anche contribuito a mantenere margini elevati: la divisione ha prodotto circa 5 miliardi di euro di utile operativo con un margine operativo superiore al 30%, ben più alto rispetto ad altri segmenti di business.
La forza della divisione gioielleria riflette la domanda globale persistente per pezzi di alta gamma e marchi iconici—in particolare Cartier e Van Cleef & Arpels—che continuano a rappresentare l'ancora dei ricavi e della redditività di Richemont.
La forte domanda nelle Americhe ha ridisegnato il mercato
La performance regionale è stata ampiamente positiva, ma le Americhe si sono distinte come motore di crescita chiave.
La domanda negli Stati Uniti e nel più ampio mercato nordamericano è rimasta forte per tutto l'anno, sostenendo una crescita a doppia cifra nella regione durante alcune parti dell'esercizio fiscale.
Questo slancio si è tradotto in una pietra miliare notevole per il settore. Secondo dati di mercato citati da Business Insider e National Jeweler, Richemont ha superato Walmart diventando il secondo rivenditore di gioielli e orologi in Nord America per fatturato.
L'azienda ha raggiunto questo risultato con un' impronta fisica relativamente piccola—circa 3,62 miliardi di dollari di vendite regionali generate da circa 105 boutique, alimentate principalmente da marchi come Cartier e Van Cleef & Arpels.
Movimenti valutari e aumento dei costi hanno pesato sui margini
Nonostante la forte crescita dei ricavi, la redditività ha dovuto affrontare diverse pressioni esterne.
Richemont ha dichiarato che le valute di scambio più deboli e i maggiori costi delle materie prime hanno ridotto i margini durante l'anno.
La produzione di gioielli di lusso è sensibile ai prezzi delle materie prime—soprattutto l'oro—quindi l'aumento dei costi dei fattori produttivi può influire rapidamente sui margini lordi. Queste pressioni, combinate con i movimenti dei tassi di cambio, hanno contribuito al calo del margine operativo dal 20,9% al 20,0%.
Orologeria specialistica: recupero modesto dopo un periodo debole
La divisione Specialist Watchmakers di Richemont, che include marchi come A. Lange & Söhne, Jaeger-LeCoultre e Vacheron Constantin, ha registrato risultati inferiori rispetto al business della gioielleria.
Vendite: 3,1 miliardi di euro
Performance: in calo del 4% a tassi di cambio correnti, ma leggermente positiva a tassi costanti
Margine operativo: circa 3,4%
Il segmento ha mostrato segni di stabilizzazione nella seconda parte dell'anno, con un miglioramento delle performance nel secondo semestre dopo un prolungato rallentamento del mercato globale degli orologi.
Cosa dicono i risultati sulla strategia di Richemont
I risultati dell'esercizio 2026 evidenziano la crescente dipendenza di Richemont dalla gioielleria come pilastro del suo modello di business. Marchi ad alto margine come Cartier e Van Cleef & Arpels continuano a generare una crescita resiliente, specialmente in Nord America.
Allo stesso tempo, l'anno illustra le sfide che i gruppi del lusso devono affrontare a livello globale: volatilità dei cambi, aumento dei costi delle materie prime e domanda disomogenea tra le diverse categorie di prodotto.
Nonostante questi venti contrari, Richemont è riuscita a registrare una forte crescita dei ricavi e a mantenere una solida base di profitto—sottolineando il fascino duraturo delle sue maison di gioielleria di punta e la loro capacità di trainare la performance del gruppo.