La previsione di Jamie Dimon colpisce per la sua dimensione: circa 1.000 miliardi di dollari nel 2027. Ma per capire che cosa indica il numero bisogna partire dal perimetro. L’amministratore delegato di JPMorgan Chase parla della spesa nell’ecosistema degli hyperscaler: i grandi operatori cloud e le attività legate alla realizzazione delle loro infrastrutture AI. Non è un totale verificato degli investimenti delle sole Amazon, Microsoft, Alphabet, Meta e Oracle.
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Le stime di Dimon, anno per anno
Secondo Dimon, la spesa nell’ecosistema è stata di circa 300 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe attestarsi intorno a 700 miliardi nel 2026, per arrivare potenzialmente a 1.000 miliardi nel 2027. Sono stime approssimative, non consuntivi certificati.
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Perché altre previsioni sono più alte
Goldman Sachs, secondo quanto riportato, prevede 1.400 miliardi di dollari di investimenti in conto capitale degli hyperscaler statunitensi nel 2027. Un’altra ricostruzione attribuisce a Morgan Stanley una stima aggregata di 1.400 miliardi per gli investimenti in conto capitale delle società cloud nello stesso anno, contro un consenso di mercato riportato a 1.200 miliardi.
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La differenza con i 1.000 miliardi indicati da Dimon non dimostra, da sola, che una previsione sia più ottimista dell’altra: lui si riferisce alla spesa nell’intero ecosistema, mentre le altre cifre sono presentate come investimenti in conto capitale di hyperscaler o società cloud. Le fonti citate non stabiliscono che includano le stesse aziende e le stesse voci contabili.
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Che cosa dicono davvero i dati Gartner
Le fonti Gartner disponibili non permettono di calcolare una ripartizione affidabile della spesa globale AI nel 2026 tra infrastrutture e modelli. Gartner ha previsto 14,2 miliardi di dollari di spesa mondiale degli utenti finali per modelli di AI generativa nel 2025. In un’altra previsione, ha stimato 644 miliardi di dollari di spesa mondiale per l’AI generativa sempre nel 2025, considerando un insieme più ampio di categorie che comprende, tra l’altro, dispositivi e server.
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Nessuna delle due cifre è un equivalente, riferito al 2026, della stima di Dimon sull’ecosistema degli hyperscaler. Usarle per ricavare una quota «infrastrutture contro modelli» porterebbe quindi a un confronto fuorviante.
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Crescita, inflazione e ritorno degli investimenti
Dimon vede nella costruzione delle infrastrutture un sostegno alla crescita, ma avverte che potrebbe aggiungere un po’ di pressione all’inflazione. Ha anche messo in guardia dalla possibilità che l’inflazione persista o risalga. In dichiarazioni separate, ha collegato la forte domanda di capitali — anche per le infrastrutture AI — al rischio di tassi d’interesse elevati più a lungo. Non si tratta però di una previsione precisa sull’effetto di questi investimenti sul costo del credito.
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Per chi investe resta aperta la domanda decisiva: quando, e in quale misura, una spesa così grande produrrà rendimenti adeguati? Le fonti segnalano l’attenzione ai tempi di recupero degli investimenti, ma non sostengono una previsione specifica di Dimon su una correzione dei mercati né una stima quantificata di un futuro calo dei prezzi grazie all’AI.
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