Xiaomi sta preparando un ingresso graduale e basato sui concessionari, non un lancio simultaneo in tutto il continente. Il primo passo concreto è la Germania: all’IFA di Berlino 2026, Xiaomi Auto ha firmato memorandum d’intesa con otto gruppi tedeschi del settore automobilistico. Per l’azienda, questi accordi sono l’avvio della futura rete europea di vendita e assistenza in vista dell’ingresso sul mercato nel 2027.
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Per un marchio noto soprattutto per smartphone ed elettronica di consumo, non basterà raccogliere ordini online. In un acquisto come l’auto, la fiducia passa anche da punti vendita locali, manutenzione, riparazioni, ricambi e qualità dell’assistenza dopo la consegna.
La Germania come base di lancio
Gli otto gruppi coinvolti sono Ernst Dello, Autohaus Dinnebier, Emil Frey Germany, Fett & Wirtz, Hahn Automobile, LUEG Mobility, Penske-Jacobs Innovation e SPT Avior. Xiaomi li presenta come i suoi primi partner retail europei e prevede di ampliare i rapporti con altri concessionari locali.
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In precedenza la società aveva già aperto un sito internazionale per Xiaomi Auto e un canale per le richieste di partnership da parte di concessionari e distributori: un segnale che l’infrastruttura commerciale estera veniva costruita prima dell’avvio delle vendite.
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La Germania è la prima destinazione prevista. Francia e Italia dovrebbero seguire, mentre i mercati con guida a destra, incluso il Regno Unito, sarebbero programmati per il 2028. Sono però tempistiche riportate dai media e non un calendario definitivo: Xiaomi non ha ancora pubblicato un piano completo Paese per Paese, né comunicato quali modelli arriveranno per primi o i relativi prezzi.
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La SU7 porta con sé un’esperienza già maturata in Cina
Xiaomi non si presenta in Europa con un prototipo. In Cina ha già sviluppato e commercializzato la famiglia di berline SU7, compresa la SU7 Ultra orientata alle prestazioni, e ha mostrato i modelli Xiaomi Auto all’IFA di Berlino.
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I risultati ottenuti sul mercato interno sono parte della sua credibilità industriale: al 17 agosto 2026, le consegne cumulative della gamma SU7 avevano superato le 500.000 unità; nel secondo trimestre del 2026 Xiaomi ha inoltre dichiarato 104.199 consegne di veicoli elettrici intelligenti.
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C’è poi un dato utile sul piano dell’immagine sportiva. La SU7 Ultra di serie ha completato il Nürburgring Nordschleife in 7 minuti e 4,957 secondi: secondo Xiaomi, è il miglior tempo per una vettura elettrica executive.
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Questi numeri non dimostrano da soli che l’auto avrà successo in Europa, dove regole, gusti degli automobilisti, canali di distribuzione e standard di assistenza sono diversi da quelli cinesi. Offrono però a Xiaomi un percorso produttivo e commerciale concreto da presentare prima delle prime consegne europee.
L’auto come elemento di un ecosistema più ampio
Il principale elemento distintivo di Xiaomi è la strategia “Human × Car × Home”. Attraverso HyperOS, l’azienda intende collegare dispositivi personali, veicoli connessi e prodotti per la smart home, facendo dell’auto un’estensione dello stesso ambiente digitale di smartphone, wearable ed elettrodomestici.
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In questo quadro si inserisce l’espansione europea di Mijia, il marchio Xiaomi dedicato alla casa intelligente. All’IFA 2026, Xiaomi ha avviato su larga scala il posizionamento di Mijia in Europa e ha presentato la propria offerta di prodotti connessi insieme a Xiaomi Auto.
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L’obiettivo strategico è rendere l’auto il punto d’arrivo di un ecosistema con cui i consumatori europei potrebbero entrare in contatto prima attraverso telefoni, dispositivi domestici o elettrodomestici. Resta da vedere se l’integrazione sarà davvero un vantaggio decisivo: dipenderà dalla disponibilità dei prodotti in Europa, dalla compatibilità con altri sistemi e dalla loro utilità quotidiana, non soltanto dalle ambizioni della piattaforma.
Ricerca e sviluppo in Europa per adattare l’offerta
Xiaomi ha aperto a Monaco di Baviera il suo primo centro di ricerca, sviluppo e design per veicoli elettrici al di fuori della Cina. L’azienda ha indicato questa struttura come parte della preparazione all’ingresso europeo del 2027.
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A livello di gruppo, Xiaomi prevede investimenti in ricerca e sviluppo superiori a 24 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030, in ambiti che comprendono intelligenza artificiale, veicoli elettrici, robotica, sistemi operativi e tecnologie fondamentali. Separatamente, ha indicato 7,4 miliardi di euro di investimenti in R&S sull’IA nel periodo 2026-2028.
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Non si tratta di un budget riservato esclusivamente al lancio europeo delle auto elettriche. È comunque un segnale di un impegno tecnologico pluriennale, che include software, sviluppo dei veicoli e rafforzamento dell’ecosistema, anziché di una semplice operazione di esportazione a breve termine.
Cosa deve ancora dimostrare Xiaomi
Gli accordi tedeschi sono memorandum d’intesa, non la prova di una rete di concessionari già operativa. Xiaomi dovrà trasformarli in una copertura fisica credibile, con assistenza affidabile, ricambi disponibili e un’esperienza di possesso all’altezza delle aspettative europee.
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Inoltre, l’azienda non ha ancora confermato pubblicamente i primi modelli europei, i prezzi o tutti i Paesi interessati. Gli indizi descrivono una sequenza prudente — Germania nel 2027, quindi un’espansione nell’Europa continentale e, più tardi, i mercati con guida a destra — ma sarà l’esecuzione concreta a stabilire se il vantaggio tecnologico dell’ecosistema Xiaomi potrà affermarsi in un mercato EV europeo molto competitivo.
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