All’APPEC di Singapore il rischio principale non è soltanto la quantità di greggio: i transiti insicuri nello Stretto di Hormuz e il divieto russo sulle esportazioni di diesel stanno aumentando costi e volatilità. Le grandi scorte cinesi di greggio hanno attutito lo shock immediato sulle importazioni, ma non possono...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How is the US-Iran conflict, alongside the Russia-Ukraine war, reshaping global oil markets ahead of the September 7–10 APPEC conference in. Article summary: Ahead of APPEC, the oil market is being reshaped less by a simple supply shortage than by a severe security, logistics, and refining-products shock. Disrupted Hormuz transit and Russia’s loss of diesel export capacity ha. Topic tags: general, news, general web, education, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks
I mercati petroliferi arrivano ad APPEC 2026, in programma a Singapore dal 7 al 10 settembre, stretti fra due crisi: le difficoltà sulle rotte di esportazione mediorientali e l’inasprimento del mercato mondiale del diesel dopo il taglio delle esportazioni russe. 16
Il punto non è più soltanto quanti barili possano essere estratti. Conta altrettanto la disponibilità di petrolio e carburanti che possano essere caricati, assicurati, finanziati e consegnati con tempi prevedibili.
Il 1° settembre il Brent ha chiuso a 94,65 dollari al barile, in rialzo del 4,6% nella giornata, dopo la ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran. Le notizie di petroliere colpite in uscita dallo Stretto di Hormuz hanno accresciuto i timori di ulteriori interruzioni dell’offerta. 2
Ad agosto, l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) ha stimato per il 2026 un calo della fornitura globale di petrolio di 4,3 milioni di barili al giorno, circa il 4%, a causa delle perturbazioni in Medio Oriente. L’AIE ha citato la chiusura di Hormuz, il blocco delle esportazioni iraniane, gli attacchi nell’area di Bab el-Mandeb e le minori esportazioni del greggio kazako CPC Blend. 1
Un Brent a 100 dollari resta quindi uno scenario di rischio plausibile, non una previsione. L’andamento delle quotazioni dipenderà soprattutto dalla possibilità per le navi di attraversare le rotte in sicurezza e con regolarità, non solo dalla capacità teorica dei produttori di pompare greggio.
L’Iran ha ampliato l’elenco delle navi considerate non conformi e ha dichiarato che tali imbarcazioni rischiano multe, confisca o detenzione se tentano di transitare nello Stretto di Hormuz. 6
Anche quando il passaggio resta materialmente possibile, il costo commerciale del trasporto cresce: aumentano premi assicurativi, noli, incertezza sulla programmazione e rischi di ritardo nella consegna. Per una raffineria asiatica, un carico disponibile sulla carta non equivale necessariamente a un carico affidabile in arrivo all’impianto.
Le informazioni disponibili indicano flussi ancora penalizzati rispetto alle condizioni normali, mentre restano incerti sia la durata del problema sia la velocità di un eventuale recupero. È dunque essenziale distinguere fra una chiusura formale dello stretto e un transito selettivo, intermittente o troppo rischioso per essere davvero efficiente.
La tensione maggiore si concentra nei prodotti raffinati. La Russia ha introdotto l’8 luglio un divieto di esportazione del diesel, dopo carenze interne di carburante e problemi alle raffinerie collegati ai ripetuti attacchi con droni ucraini. Le restrizioni sono state prorogate fino al 30 settembre e riguardano diesel, combustibile marino e gasolio esportati dai produttori russi. 37
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Greggio e diesel non sono intercambiabili. Il greggio può essere dirottato, stoccato o compensato attingendo alle scorte; per produrre più diesel servono invece capacità di raffinazione adeguate, il giusto tipo di greggio e tempo. Reuters ha rilevato segnali di stretta nell’offerta di carburanti anche durante fasi di relativa calma del greggio, con un forte allargamento del differenziale fra prezzi dei prodotti e prezzi del petrolio. 35
Il divieto russo amplifica perciò lo shock della navigazione in Medio Oriente: gli importatori devono contendersi forniture sostitutive di distillati medi proprio mentre i flussi regionali diventano più rischiosi.
La capacità cinese di ridurre gli acquisti e usare le scorte ha limitato una parte della pressione immediata sui prezzi mondiali. Le stime collocano le riserve strategiche e commerciali complessive del Paese tra 1,3 e 1,5 miliardi di barili, anche se Pechino non pubblica un dato totale ufficiale. 21
La Cina ha attinto alle riserve in maggio e giugno, nel pieno delle restrizioni all’offerta, per poi tornare a un modesto surplus stimato di 210.000 barili al giorno in luglio. Nello stesso mese, gli arrivi via mare erano oltre 3 milioni di barili al giorno sotto i livelli precedenti al conflitto. 18
Questa flessibilità rende Pechino un acquirente decisivo: minori acquisti attenuano la concorrenza per i carichi via mare, mentre una nuova campagna di accumulo può irrigidire rapidamente il mercato. Le scorte, però, non risolvono i vincoli fisici: non rendono sicura una rotta pericolosa e non sostituiscono la produzione di diesel persa con il blocco delle esportazioni.
Le interruzioni dell’offerta si sovrappongono a rapporti in evoluzione fra i produttori del Golfo. L’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC e l’aumento della produzione emiratina hanno aggiunto una componente di competizione per le quote di mercato, mentre le decisioni dell’OPEC+ hanno avuto un’influenza più limitata sui prezzi durante le perturbazioni delle esportazioni attraverso Hormuz. 4
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ADNOC, la compagnia petrolifera nazionale di Abu Dhabi, cambierà inoltre il modo in cui i clienti asiatici pagano il greggio dell’emirato. Dal 1° novembre, i prezzi ufficiali mensili di tutte le sue qualità di greggio passeranno dai futures Murban a un riferimento Platts Dubai del mese corrente, più un differenziale fissato da ADNOC. L’azienda afferma che la modifica mira ad allineare più strettamente il prezzo al mese di caricamento. 51
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Per raffinerie e trader, si tratta di un cambiamento concreto per coperture finanziarie e contratti a termine, in una fase in cui la tempistica del carico e il rischio di rotta hanno acquisito un valore eccezionale.
I partecipanti alla conferenza guarderanno soprattutto a quattro questioni collegate:
La contraddizione fondamentale è che la sola capacità produttiva non basta più a misurare la sicurezza energetica. Servono barili e carburanti effettivamente consegnabili.
Una nuova escalation nelle difficoltà di navigazione in Medio Oriente resta il più evidente rischio rialzista per il greggio. Le restrizioni russe sul diesel indicano però che la pressione più acuta potrebbe restare sui distillati medi, anche se la disponibilità di greggio apparisse meno vincolata. 2
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Le scorte cinesi costituiscono un cuscinetto importante e la produzione del Golfo può offrire un parziale sollievo. Nessuno dei due fattori, tuttavia, può sostituire integralmente un passaggio sicuro attraverso Hormuz o ricostruire in tempi rapidi l’offerta di prodotti raffinati.
Per le economie asiatiche dipendenti dalle importazioni, il risultato è fatto di costi energetici effettivi più elevati e incertezza persistente per trasporti, industria e margini di raffinazione. Il messaggio centrale di APPEC sarà quindi meno legato alla quantità di petrolio disponibile nel sottosuolo e più alla capacità di muovere e raffinare i barili giusti con affidabilità sufficiente a soddisfare la domanda.
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All’APPEC di Singapore il rischio principale non è soltanto la quantità di greggio: i transiti insicuri nello Stretto di Hormuz e il divieto russo sulle esportazioni di diesel stanno aumentando costi e volatilità.
All’APPEC di Singapore il rischio principale non è soltanto la quantità di greggio: i transiti insicuri nello Stretto di Hormuz e il divieto russo sulle esportazioni di diesel stanno aumentando costi e volatilità. Le grandi scorte cinesi di greggio hanno attutito lo shock immediato sulle importazioni, ma non possono rendere sicure le rotte marittime né rimpiazzare il diesel che manca sul mercato.
Per gli acquirenti asiatici, affidabilità delle consegne, noli, assicurazioni e disponibilità di prodotti raffinati pesano sempre più accanto ai benchmark del greggio.