Un portatile può mantenere lo stesso prezzo di partenza e offrire meno RAM o uno schermo meno costoso. È uno degli effetti possibili della stretta sulle memorie ribattezzata «RAMageddon»: la domanda dei centri dati per l’intelligenza artificiale compete per capacità produttiva, mentre i fornitori privilegiano i componenti di maggior valore. Per i dispositivi destinati ai consumatori, il risultato può essere un prezzo più alto, specifiche ridotte o entrambe le cose.
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Il caso dei portatili economici in India
Kedar Kondap, dirigente di Qualcomm, spiega che l’aumento dei costi di memoria e archiviazione rende difficile per i produttori stabilire il prezzo giusto dei portatili. Per rientrare in una fascia di prezzo, alcuni clienti rivedono altri componenti: per esempio scelgono un display LCD al posto di uno OLED.
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Il margine di manovra è particolarmente stretto sui modelli economici. Una configurazione con meno RAM o uno schermo più semplice può salvare il prezzo d’ingresso, ma non necessariamente il rapporto tra prezzo e dotazione. Per confrontare due computer, quindi, conviene guardare anche quantità di RAM, capacità di archiviazione e tipo di display, non soltanto il processore. Qualcomm punta anche sulla linea Snapdragon C per raggiungere fasce di prezzo più basse: l’obiettivo di 300 dollari riportato per questi portatili non è però un prezzo garantito per un prodotto finito.
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La pressione riguarda anche gli smartphone. In India sono stati segnalati aumenti per diversi marchi, con entità variabili a seconda del modello.
12 Negli Stati Uniti, iPhone 18 Pro e Pro Max hanno debuttato con prezzi di partenza superiori di 100 dollari rispetto ai predecessori. La memoria pesa sui costi, ma non si può attribuire l’intero aumento al solo prezzo dei chip.
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Perché la domanda di IA arriva fino ai dispositivi di tutti i giorni
Le memorie ad alta larghezza di banda, o HBM, impiegate nei sistemi per l’IA, e altri prodotti di maggior valore assorbono capacità e investimenti che potrebbero altrimenti ampliare l’offerta di memorie convenzionali. Secondo TrendForce, i grandi fornitori danno priorità a prodotti come HBM e NAND 3D avanzata; per il 2027, la società prevede che la domanda di DRAM convenzionale cresca più rapidamente dell’offerta. La DRAM è la memoria di lavoro di computer e telefoni, mentre la NAND è usata per l’archiviazione: il costo di un dispositivo può quindi subire pressioni su più fronti.
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La tensione non si ferma alla RAM. Secondo dati TrendForce riportati dalla stampa, i prezzi dei chip NOR Flash ad alta capacità sono saliti in media del 100–120% nel primo semestre 2026; TrendForce prevede un ulteriore aumento del 90–110% nel secondo. Sono variazioni dei prezzi dei componenti, non previsioni di rincari equivalenti per portatili e telefoni. Inoltre, le tendenze differiscono tra le varie categorie di NOR Flash.
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Non c’è una data condivisa per la fine della stretta. TrendForce prevede un mercato DRAM ancora teso nel 2027; un articolo che cita un dirigente Micron indica che una nuova produzione significativa potrebbe non arrivare prima del 2028. L’amministratore delegato di Acer, invece, contesta l’idea che la carenza debba durare fino al 2030. Sono valutazioni, non un calendario certo della ripresa.
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Il rischio aggiuntivo dei dazi statunitensi
Secondo The Wall Street Journal, l’amministrazione Trump sta preparando dazi sulle memorie importate per incentivare gli investimenti negli Stati Uniti. Ma la capacità produttiva nazionale è oggi limitata: i dazi potrebbero far salire i costi per le aziende che acquistano da fabbriche asiatiche prima che esista un’offerta locale sufficiente. Le condizioni definitive della misura e il suo eventuale effetto sui prezzi al pubblico restano incerti.
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Per chi acquista, la domanda pratica non è soltanto «quanto costa il nuovo modello?», ma anche «quanta memoria, quanto spazio e quale schermo ottengo per quella cifra?». Un processore meno caro o una fabbrica futura, da soli, non eliminano la pressione sui componenti disponibili oggi.
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