Honda punta a risparmiare complessivamente 1.500 miliardi di yen, circa 9,4 miliardi di dollari, entro il 2030 e chiede riduzioni nell’ordine del 30% in tre categorie di componenti. Il piano prevede più componenti standardizzati della filiera di secondo e terzo livello e, dove appropriato, un maggiore ricorso a part...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How is Honda responding to intensifying competition from Chinese EV makers—including its plan to save ¥1.5 trillion by 2030 by demanding 30%. Article summary: Honda’s response is a broad cost-and-scale campaign: cut the vehicle bill of materials, use more standardized sourcing, share expensive SDV technology with Nissan, and lean harder on hybrids while rebuilding a more affor. Topic tags: general, news, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers
Honda non sta rispondendo alla concorrenza cinese sulle auto elettriche con un singolo nuovo modello. Sta ridisegnando la propria struttura dei costi: più componenti standardizzati, forniture potenzialmente meno care, maggiore spazio alle ibride nel breve periodo e condivisione con Nissan delle costose fondamenta elettroniche e software delle vetture future.
L’urgenza è sia competitiva sia finanziaria. Honda ha registrato la prima perdita annuale in quasi 70 anni da società quotata, dopo gli oneri legati alla ristrutturazione del business elettrico, e ha abbandonato il suo obiettivo di lungo periodo sulle vendite di EV. 18 L’obiettivo ora è rendere più sostenibile il costo delle auto elettrificate senza rinunciare alle tecnologie che serviranno per la prossima generazione di veicoli.
Secondo documenti interni citati da Reuters, Honda mira a ridurre i costi cumulati di 1.500 miliardi di yen entro il 2030, pari a circa 9,4 miliardi di dollari. Ai fornitori sono stati indicati obiettivi di riduzione nell’ordine del 30% in tre ambiti:
Sono categorie decisive perché comprendono tanto la meccanica tradizionale quanto l’elettronica e l’architettura digitale che caratterizzano le EV moderne. Honda punta così a ridurre il divario di costo con i costruttori cinesi, favoriti da filiere produttive più economiche e capaci di esercitare forte pressione sui prezzi a livello globale. 1
Il piano non si limita a chiedere sconti ai fornitori diretti, o di primo livello. Honda avrebbe invitato questi ultimi a rivedere il modo in cui acquistano materiali e componenti, aumentando l’uso di parti standardizzate provenienti da fornitori di secondo e terzo livello. 8
La casa giapponese avrebbe inoltre valutato un maggiore utilizzo di componenti cinesi a prezzo più basso, quando praticabile. Non è però un trasferimento generalizzato degli acquisti in Cina: le indicazioni riportate prevedono di considerare con attenzione sicurezza e rischio geopolitico. Per i componenti che incidono molto sulle prestazioni dell’auto o richiedono tecnologie proprietarie, Honda intende continuare lo sviluppo congiunto con fornitori selezionati. 8
La logica è distinguere tra le parti che possono diventare standard e acquistate sul mercato in modo competitivo e quelle per cui controllo ingegneristico, qualità e continuità delle forniture valgono più del prezzo unitario più basso.
La strategia EV di Honda è stata ricalibrata dopo una domanda inferiore alle attese iniziali. Nell’esercizio chiuso a marzo 2026, il gruppo ha riportato una perdita operativa di 414,3 miliardi di yen e perdite legate alle EV per 1.450 miliardi di yen; Reuters ha inoltre riferito dell’abbandono del target di lungo periodo sulle vendite di elettriche. 18
Già a marzo Honda aveva annunciato la cancellazione dello sviluppo e del lancio commerciale di tre modelli elettrici previsti per il Nord America, citando la minore redditività dell’attività automobilistica in un contesto di mercato mutato e l’impatto dei dazi statunitensi. 26
Non è quindi un’uscita totale dall’elettrificazione, ma una riallocazione di risorse. Honda sta destinando più sviluppo e capacità produttiva alle ibride, mentre cerca di abbassare il costo di componenti e software che saranno alla base delle future EV e delle SDV. 22
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Il 31 agosto Honda e Nissan hanno concluso un accordo di sviluppo congiunto per standardizzare diverse centraline elettroniche fondamentali (ECU), il sistema operativo di bordo, parti essenziali del middleware e il software di controllo del veicolo destinati alle SDV di nuova generazione. L’architettura elettrica ed elettronica risultante dovrebbe arrivare sui veicoli di entrambe le aziende dal fiscal year 2029. 30
L’accordo affianca il programma di riduzione dei costi presso i fornitori. Standardizzare l’hardware e il software di base può limitare la duplicazione delle attività di progettazione, usare meglio le risorse di sviluppo e creare specifiche comuni per componenti altrimenti sviluppati separatamente. Honda e Nissan hanno esplicitamente indicato l’ottimizzazione delle risorse e la riduzione dei costi come obiettivi dell’intesa. 30
Non si tratta di un’integrazione societaria: la collaborazione riguarda gli strati tecnologici condivisi sotto la carrozzeria, mentre ciascuna casa potrà sviluppare i propri modelli sulla stessa base.
Il piano arriva mentre Honda deve gestire l’esposizione ai dazi negli Stati Uniti e gli enormi investimenti richiesti da batterie, elettronica, software e sistemi di controllo del veicolo. Quando ha rivisto i piani EV, il gruppo ha citato l’effetto dei dazi tra i fattori che pesano sulla redditività dell’attività auto. 26
Il compromesso è delicato: acquistare a costi più bassi e standardizzare può difendere i margini e liberare risorse per lo sviluppo, ma può anche aumentare la dipendenza da fornitori della filiera inferiore, comprimere i margini dei partner e aggiungere complessità logistiche o geopolitiche. La cautela indicata da Honda su sicurezza e rischio geopolitico è dunque un elemento centrale del piano. 8
Honda prova a chiudere il divario di costo su due fronti:
Le ibride costituiscono il ponte commerciale nel breve periodo dopo la ristrutturazione EV. Componenti meno costosi e sviluppo condiviso delle SDV dovrebbero invece migliorare l’economia delle future elettriche e dei modelli più dipendenti dal software. 18
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Resta l’incognita dell’esecuzione. Un taglio di circa il 30% in grandi categorie di componenti è un obiettivo molto impegnativo e i potenziali risparmi dovranno convivere con qualità, capacità dei fornitori, resilienza della catena di approvvigionamento e rischio geopolitico. Più che un semplice passo indietro sulle EV, la mossa di Honda è un tentativo di ricostruire competitività sui costi. 1
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Honda punta a risparmiare complessivamente 1.500 miliardi di yen, circa 9,4 miliardi di dollari, entro il 2030 e chiede riduzioni nell’ordine del 30% in tre categorie di componenti.
Honda punta a risparmiare complessivamente 1.500 miliardi di yen, circa 9,4 miliardi di dollari, entro il 2030 e chiede riduzioni nell’ordine del 30% in tre categorie di componenti. Il piano prevede più componenti standardizzati della filiera di secondo e terzo livello e, dove appropriato, un maggiore ricorso a parti prodotte in Cina, mantenendo l’attenzione su sicurezza e rischi geopolitici.
Honda e Nissan intendono applicare dal fiscal year 2029 centraline elettroniche e software di base sviluppati insieme per le loro auto software defined di nuova generazione.