In una prova chiamata “code comprehension”, alcuni candidati possono usare Gemini per lavorare su una base di codice già esistente. La valutazione riguarda anche la capacità di dare istruzioni efficaci all’IA, verificarne le risposte e fare debugging.
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How is Google reshaping software engineering hiring through its phased 2026 AI pilots, according to internal documents reviewed by Business. Article summary: Google is moving toward hiring engineers who can work effectively with AI, adding AI-fluency checks and Gemini-assisted coding assessments while also testing AI support for interviewers. The reported changes have expande. Topic tags: general, general web, user generated, education. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, char
Google sta sperimentando un formato diverso per alcuni colloqui da ingegnere del software: invece di chiedere ai candidati di scrivere tutto il codice da zero, consente loro di usare un assistente di IA durante una prova tecnica. L’obiettivo è valutare non solo la capacità di programmare, ma anche quella di guidare e controllare il lavoro dell’IA. I formati, però, sono ancora in fase pilota. 4
6
13
La novità è una prova chiamata “code comprehension”, cioè comprensione del codice. Secondo quanto riportato a maggio, il test iniziale era rivolto a candidati junior e di livello intermedio in alcuni team negli Stati Uniti. Durante la prova, è possibile usare un assistente approvato, come Gemini, per intervenire su una base di codice già esistente. 9
13
Non basta ottenere una risposta dall’IA: i selezionatori valutano la qualità delle istruzioni date, la capacità di verificare ciò che viene prodotto e le competenze di debugging, cioè di individuazione e correzione degli errori. 9
11
A ottobre, Business Insider ha riferito che i nuovi formati sono arrivati a un numero maggiore di team. Google continua tuttavia a considerarli progetti pilota: non si può quindi presumere che Gemini sia consentito in ogni colloquio o prova di programmazione dell’azienda. 4
6
L’uso dell’IA riguarda anche chi conduce i colloqui: secondo i documenti interni citati, gli intervistatori possono usare Gemini per preparare i feedback sui candidati. 6
La stessa inchiesta riferisce che a molti ingegneri ci si aspetta sia richiesta una certa familiarità con l’IA. Questo indica un possibile cambiamento nelle aspettative, ma non dimostra che la competenza sia obbligatoria per ogni posizione né che la maggior parte dei ruoli oltre il livello iniziale richieda capacità di integrare prodotti di IA. 6
Il contesto aiuta a capire l’interesse di Google: ad aprile la società ha dichiarato che l’IA generava tre quarti del nuovo codice, poi sottoposto alla revisione di ingegneri umani. Il dato riguarda la generazione e la revisione del codice, non un’ingegneria autonoma o decisioni automatizzate sulle assunzioni. 14
Il punto più solido, per chi si prepara a un colloquio, è dunque circoscritto: Google sta testando se i candidati sanno collaborare con l’IA mantenendo capacità di giudizio e controllo. Per ora, non è una nuova regola valida per tutte le selezioni. 4
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Studio Global AI
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In una prova chiamata “code comprehension”, alcuni candidati possono usare Gemini per lavorare su una base di codice già esistente.
In una prova chiamata “code comprehension”, alcuni candidati possono usare Gemini per lavorare su una base di codice già esistente. La valutazione riguarda anche la capacità di dare istruzioni efficaci all’IA, verificarne le risposte e fare debugging.
I test sono stati estesi ad altri team, ma Google li considera ancora sperimentali: non è detto che l’IA sia ammessa in ogni colloquio.
In una prova chiamata “code comprehension”, alcuni candidati possono usare Gemini per lavorare su una base di codice già esistente. La valutazione riguarda anche la capacità di dare istruzioni efficaci all’IA, verificarne le risposte e fare debugging.
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Google sta sperimentando un formato diverso per alcuni colloqui da ingegnere del software: invece di chiedere ai candidati di scrivere tutto il codice da zero, consente loro di usare un assistente di IA durante una prova tecnica. L’obiettivo è valutare non solo la capacità di programmare, ma anche quella di guidare e controllare il lavoro dell’IA. I formati, però, sono ancora in fase pilota. 4
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La novità è una prova chiamata “code comprehension”, cioè comprensione del codice. Secondo quanto riportato a maggio, il test iniziale era rivolto a candidati junior e di livello intermedio in alcuni team negli Stati Uniti. Durante la prova, è possibile usare un assistente approvato, come Gemini, per intervenire su una base di codice già esistente. 9
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Non basta ottenere una risposta dall’IA: i selezionatori valutano la qualità delle istruzioni date, la capacità di verificare ciò che viene prodotto e le competenze di debugging, cioè di individuazione e correzione degli errori. 9
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A ottobre, Business Insider ha riferito che i nuovi formati sono arrivati a un numero maggiore di team. Google continua tuttavia a considerarli progetti pilota: non si può quindi presumere che Gemini sia consentito in ogni colloquio o prova di programmazione dell’azienda. 4
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L’uso dell’IA riguarda anche chi conduce i colloqui: secondo i documenti interni citati, gli intervistatori possono usare Gemini per preparare i feedback sui candidati. 6
La stessa inchiesta riferisce che a molti ingegneri ci si aspetta sia richiesta una certa familiarità con l’IA. Questo indica un possibile cambiamento nelle aspettative, ma non dimostra che la competenza sia obbligatoria per ogni posizione né che la maggior parte dei ruoli oltre il livello iniziale richieda capacità di integrare prodotti di IA. 6
Il contesto aiuta a capire l’interesse di Google: ad aprile la società ha dichiarato che l’IA generava tre quarti del nuovo codice, poi sottoposto alla revisione di ingegneri umani. Il dato riguarda la generazione e la revisione del codice, non un’ingegneria autonoma o decisioni automatizzate sulle assunzioni. 14
Il punto più solido, per chi si prepara a un colloquio, è dunque circoscritto: Google sta testando se i candidati sanno collaborare con l’IA mantenendo capacità di giudizio e controllo. Per ora, non è una nuova regola valida per tutte le selezioni. 4
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In una prova chiamata “code comprehension”, alcuni candidati possono usare Gemini per lavorare su una base di codice già esistente.
In una prova chiamata “code comprehension”, alcuni candidati possono usare Gemini per lavorare su una base di codice già esistente. La valutazione riguarda anche la capacità di dare istruzioni efficaci all’IA, verificarne le risposte e fare debugging.
I test sono stati estesi ad altri team, ma Google li considera ancora sperimentali: non è detto che l’IA sia ammessa in ogni colloquio.