La reazione è stata immediata: i titoli di Micron, SK Hynix, Samsung Electronics e ASML hanno subito forti ribassi. Il mercato, però, sembra già scontare uno scenario futuro molto più avanzato rispetto a quello descritto dai dati disponibili.
CXMT ha raccolto 57,92 miliardi di yuan, circa 8,6 miliardi di dollari, nella sua offerta pubblica iniziale sul mercato STAR di Shanghai. Se l’opzione di sovrallocazione del 15% verrà esercitata interamente, la raccolta potrebbe arrivare a quasi 9,8 miliardi di dollari .
Al debutto del 27 luglio, il titolo è salito del 466%, trasformando CXMT in una delle società quotate di maggior valore in Cina . Fondata nel 2016, l’azienda deteneva il 7,67% del mercato globale delle DRAM nel quarto trimestre del 2025 .
Il denaro raccolto dovrebbe finanziare soprattutto:
Gli obiettivi indicati per la capacità produttiva sono compresi, secondo le stime riportate, tra circa 300.000 e 380.000 wafer al mese . È un piano abbastanza ambizioso da alimentare il timore di una futura pressione sui prezzi e sui margini dei produttori affermati: Samsung, SK Hynix e Micron, il cosiddetto “Big 3” della DRAM.
C’è tuttavia una distinzione importante. Il prospetto di CXMT ripartisce 29,5 miliardi di yuan tra tre progetti: 13 miliardi per l’aggiornamento della tecnologia DRAM, 9 miliardi per la ricerca sulla DRAM di prossima generazione e 7,5 miliardi per l’ammodernamento delle linee di produzione dei wafer .
Nel documento non compare un progetto dedicato né un impegno finanziario esplicito per l’HBM, la memoria ad alta larghezza di banda utilizzata soprattutto nei sistemi di intelligenza artificiale e oggi dominata da SK Hynix e Samsung . Questo ridimensiona l’idea che CXMT possa sfidare immediatamente i rivali proprio nel segmento più redditizio e strategico.
La seconda notizia riguarda la litografia, cioè il processo con cui i circuiti vengono “disegnati” sui wafer di silicio. Secondo un’inchiesta di The Information ripresa da Reuters, un produttore sostenuto dallo Stato a Shanghai avrebbe iniziato a fabbricare macchinari domestici per la litografia DUV a immersione. Il nome dell’azienda non è stato reso pubblico, anche per la sensibilità politica del progetto .
Le prime unità dovrebbero essere consegnate nel corso dell’anno a SMIC, Hua Hong Semiconductor e CXMT . SMIC avrebbe già testato un sistema di litografia a immersione sviluppato da Yuliangsheng a partire da settembre 2025 .
Il dato più importante, però, è la scala della produzione. La Cina punta a circa 5 macchinari nel 2026 e a circa 20 nel 2027 . ASML, il gruppo olandese leader mondiale nella litografia, ne ha invece spediti 131 nel solo 2025 .
Inoltre, i sistemi cinesi sarebbero ancora indietro in termini di prestazioni e affidabilità. Prima di un’adozione su larga scala dovranno essere sottoposti a ulteriori test direttamente nelle fabbriche di semiconduttori .
Per la Cina si tratta comunque di un progresso strategico: dopo le restrizioni all’accesso ai sistemi EUV, i macchinari DUV a immersione rappresentano la tecnologia di litografia più avanzata disponibile ai produttori cinesi . Ma produrre alcune unità non equivale ancora a raggiungere la resa, la precisione e il volume industriale di ASML.
Gli investitori hanno reagito come se l’espansione di CXMT e l’autonomia cinese nelle apparecchiature potessero presto riversare sul mercato una quantità enorme di DRAM. I ribassi sono stati particolarmente pesanti in Asia e nel comparto della memoria:
Anche altri titoli del settore hanno sofferto: SanDisk è scesa dell’11% e Nvidia del 5% . In questo caso, però, il movimento riflette un insieme più ampio di timori sul comparto tecnologico, non soltanto l’avanzata di CXMT e della litografia cinese.
ASML si trova in una posizione delicata, descritta da Reuters come una “morsa tra Stati Uniti e Cina” . La Cina rappresentava circa il 29% delle vendite complessive del gruppo nel 2025, soprattutto grazie ai macchinari DUV e ai servizi collegati .
Questo spiega perché gli investitori guardino con attenzione alla possibilità che Pechino riduca gradualmente la dipendenza dalle apparecchiature occidentali. Anche il progetto di legge statunitense noto come MATCH Act potrebbe impedire ad ASML di vendere o fornire assistenza a società cinesi come SMIC, Hua Hong, Huawei, CXMT e YMTC, con un potenziale impatto stimato tra il 10% e il 15% delle vendite complessive del gruppo .
Nel breve periodo, tuttavia, il vantaggio tecnologico di ASML resta intatto. I suoi sistemi DUV a immersione e, soprattutto, i sistemi EUV offrono ancora livelli di precisione e produttività nettamente superiori. I volumi cinesi previsti sono inoltre minuscoli rispetto a quelli del gruppo olandese .
La risposta dipende dall’orizzonte temporale.
Nel breve periodo, la minaccia appare contenuta. CXMT deve ancora trasformare il capitale raccolto in capacità produttiva stabile e competitiva. I macchinari DUV domestici devono dimostrare di poter funzionare in modo affidabile e con rese adeguate in una fabbrica reale. Inoltre, la Cina continua a dipendere in parte da apparecchiature occidentali accumulate in precedenza e non dispone dell’accesso ai sistemi EUV necessari per colmare il divario di densità e rendimento con i leader più avanzati .
Nel lungo periodo, il quadro è più impegnativo per i concorrenti. Una maggiore produzione locale di DRAM e strumenti di fabbricazione potrebbe ridurre la dipendenza cinese dai fornitori stranieri e aumentare il rischio di sovracapacità nel mercato globale. Alcuni analisti collocano a metà degli anni Trenta l’eventuale disponibilità di sistemi DUV a immersione cinesi capaci di sostenere processi paragonabili ai 7 nanometri, mentre per l’EUV i tempi potrebbero arrivare intorno al 2040 . Si tratta comunque di previsioni, non di risultati già dimostrati su scala commerciale.
Il maxi-IPO di CXMT e il programma cinese per i macchinari DUV sono segnali credibili dell’ambizione di Pechino di costruire una filiera dei semiconduttori più autonoma. Per questo il mercato ha reagito con forza, soprattutto nei titoli la cui valutazione dipende dalla scarsità di memoria e dal predominio tecnologico degli attuali leader.
Ma i dati disponibili non indicano ancora una sostituzione imminente di Micron, SK Hynix, Samsung o ASML. La raccolta di CXMT è enorme, ma il progetto non mostra un focus esplicito sull’HBM; la produzione DUV cinese è appena agli inizi e resta lontanissima dai volumi di ASML.
In altre parole, il crollo dei titoli riflette soprattutto la paura di una capacità cinese crescente e di un eccesso di offerta futuro. La sfida è reale, ma per ora è soprattutto una storia di trasformazione industriale sul lungo periodo, non di perdita immediata delle quote di mercato.