La nuova Siri di Apple userà Google Gemini e i chip Nvidia Blackwell: ecco come funzionerà
La nuova Siri, attesa a settembre 2026 con iOS 27, dovrebbe basarsi su un modello Gemini personalizzato da 1.200 miliardi di parametri, nell’ambito di un accordo pluriennale con Google dal valore stimato di circa 1 mi... Le richieste più semplici dovrebbero essere gestite direttamente su iPhone, iPad e Mac, mentre q...
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La nuova Siri, attesa a settembre 2026 con iOS 27, dovrebbe basarsi su un modello Gemini personalizzato da 1.200 miliardi di parametri, nell’ambito di un accordo pluriennale con Google dal valore stimato di circa 1 mi...
Le richieste più semplici dovrebbero essere gestite direttamente su iPhone, iPad e Mac, mentre quelle più complesse potrebbero essere inviate a Google Cloud e processate su GPU Nvidia Blackwell B200.
Apple punta su un’architettura incentrata sulla privacy, con richieste anonimizzate e cifratura durante l’elaborazione; tuttavia, l’uso di infrastrutture non Apple è stato riportato da fonti non ufficiali.
How is Apple's revamped Siri, set to launch in September alongside iOS 27 and the iPhone 18, being powered by a multi-year partnership betweApple's AI overhaul leans on Google and Nvidia for the first time.
AI Prompt
Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How is Apple's revamped Siri, set to launch in September alongside iOS 27 and the iPhone 18, being powered by a multi-year partnership betwe. Article summary: Apple's revamped Siri — debuting in September 2026 with iOS 27 and the iPhone 18 — is the product of a historic multi-year partnership between Apple and Google announced on January 12, 2026 [8][4]. It is powered by a cus. Topic tags: general, general web. Reference image context from search candidates: Reference image 1: visual subject "The new Siri runs on Gemini 2.5 Pro — a model with 8x the parameters of Apple’s own AI — processed through Apple’s Private Cloud Compute architecture to ensure Google cannot access" source context "Apple Kills Old Siri, Replaces It With Google Gemini 2026 - Kersai" Reference image 2: visual subject "The new Siri runs on Gemini 2
openai.com
La Siri che Apple dovrebbe presentare nel 2026 non sarebbe soltanto un aggiornamento estetico o una risposta più articolata alle domande degli utenti. Il progetto segnerebbe una svolta nella strategia di Cupertino: per rendere il suo assistente più capace, Apple si affiderebbe ai modelli Gemini di Google e, per alcune elaborazioni nel cloud, alle GPU Blackwell di Nvidia.
Il lancio pubblico è atteso a settembre 2026 insieme a iOS 27 e alla nuova gamma iPhone 18, anche se la data non è stata ancora annunciata ufficialmente da Apple. Il quadro che emerge combina elaborazione direttamente sui dispositivi, Google Cloud e sistemi di sicurezza pensati per limitare l’accesso ai dati personali.
Un accordo inedito tra due rivali
Il 12 gennaio 2026 Apple e Google hanno annunciato una collaborazione pluriennale: la prossima generazione degli Apple Foundation Models, cioè i modelli di base che alimentano Apple Intelligence, sarà basata sulla tecnologia Gemini e sull’infrastruttura cloud di Google .
Apple avrebbe scelto un modello Gemini personalizzato da 1.200 miliardi di parametri, circa otto volte più grande rispetto ai precedenti modelli cloud dell’azienda. Il costo della licenza sarebbe di circa 1 miliardo di dollari all’anno, secondo fonti e ricostruzioni non ufficiali .
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La nuova Siri, attesa a settembre 2026 con iOS 27, dovrebbe basarsi su un modello Gemini personalizzato da 1.200 miliardi di parametri, nell’ambito di un accordo pluriennale con Google dal valore stimato di circa 1 mi...
What are the key points to validate first?
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What should I do next in practice?
Apple punta su un’architettura incentrata sulla privacy, con richieste anonimizzate e cifratura durante l’elaborazione; tuttavia, l’uso di infrastrutture non Apple è stato riportato da fonti non ufficiali.
La nuova Siri di Apple userà Google Gemini e i chip Nvidia Blackwell: ecco come funzionerà
La nuova Siri, attesa a settembre 2026 con iOS 27, dovrebbe basarsi su un modello Gemini personalizzato da 1.200 miliardi di parametri, nell’ambito di un accordo pluriennale con Google dal valore stimato di circa 1 mi... Le richieste più semplici dovrebbero essere gestite direttamente su iPhone, iPad e Mac, mentre q...
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Le richieste più semplici dovrebbero essere gestite direttamente su iPhone, iPad e Mac, mentre quelle più complesse potrebbero essere inviate a Google Cloud e processate su GPU Nvidia Blackwell B200.
Apple punta su un’architettura incentrata sulla privacy, con richieste anonimizzate e cifratura durante l’elaborazione; tuttavia, l’uso di infrastrutture non Apple è stato riportato da fonti non ufficiali.
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La Siri che Apple dovrebbe presentare nel 2026 non sarebbe soltanto un aggiornamento estetico o una risposta più articolata alle domande degli utenti. Il progetto segnerebbe una svolta nella strategia di Cupertino: per rendere il suo assistente più capace, Apple si affiderebbe ai modelli Gemini di Google e, per alcune elaborazioni nel cloud, alle GPU Blackwell di Nvidia.
Il lancio pubblico è atteso a settembre 2026 insieme a iOS 27 e alla nuova gamma iPhone 18, anche se la data non è stata ancora annunciata ufficialmente da Apple. Il quadro che emerge combina elaborazione direttamente sui dispositivi, Google Cloud e sistemi di sicurezza pensati per limitare l’accesso ai dati personali.
Un accordo inedito tra due rivali
Il 12 gennaio 2026 Apple e Google hanno annunciato una collaborazione pluriennale: la prossima generazione degli Apple Foundation Models, cioè i modelli di base che alimentano Apple Intelligence, sarà basata sulla tecnologia Gemini e sull’infrastruttura cloud di Google .
Apple avrebbe scelto un modello Gemini personalizzato da 1.200 miliardi di parametri, circa otto volte più grande rispetto ai precedenti modelli cloud dell’azienda. Il costo della licenza sarebbe di circa 1 miliardo di dollari all’anno, secondo fonti e ricostruzioni non ufficiali .
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What are the key points to validate first?
La nuova Siri, attesa a settembre 2026 con iOS 27, dovrebbe basarsi su un modello Gemini personalizzato da 1.200 miliardi di parametri, nell’ambito di un accordo pluriennale con Google dal valore stimato di circa 1 mi... Le richieste più semplici dovrebbero essere gestite direttamente su iPhone, iPad e Mac, mentre quelle più complesse potrebbero essere inviate a Google Cloud e processate su GPU Nvidia Blackwell B200.
What should I do next in practice?
Apple punta su un’architettura incentrata sulla privacy, con richieste anonimizzate e cifratura durante l’elaborazione; tuttavia, l’uso di infrastrutture non Apple è stato riportato da fonti non ufficiali.
Nel comunicato congiunto, Apple ha affermato che, dopo un’attenta valutazione, la tecnologia di Google offriva «la base più capace» per i suoi Foundation Models . L’accordo non sarebbe esclusivo, ma Gemini diventerebbe il motore principale dietro le funzioni più avanzate della futura Siri .
Cosa resta sul dispositivo e cosa finisce nel cloud
La nuova architettura non dovrebbe inviare ogni richiesta ai server di Google. Apple starebbe usando una tecnica chiamata distillazione dei modelli: il modello Gemini completo viene utilizzato per addestrare versioni più piccole, progettate per funzionare direttamente su iPhone, iPad e Mac .
Questo modello locale sarebbe adatto alle operazioni rapide e relativamente semplici, come:
impostare un timer;
inviare un messaggio;
effettuare ricerche di base;
eseguire comandi comuni sul dispositivo.
Le richieste che richiedono ragionamento più profondo, conoscenza del contesto personale, comprensione di ciò che appare sullo schermo o azioni in più passaggi tra diverse app avrebbero invece bisogno del cloud . In questi casi, la richiesta verrebbe indirizzata a Google Cloud, dove il modello Gemini completo potrebbe essere eseguito su una flotta di GPU Nvidia Blackwell B200.
Il Blackwell B200 è un acceleratore per data center pensato per l’addestramento e l’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale di grandi dimensioni, inclusi quelli con migliaia di miliardi di parametri .
Il ruolo di Nvidia e della “confidential computing”
Secondo un rapporto pubblicato da The Information nel giugno 2026, Apple avrebbe approvato l’uso della tecnologia confidential computing di Nvidia per le richieste elaborate nel cloud . Si tratta di una funzione di sicurezza a livello hardware che cifra i dati mentre vengono effettivamente elaborati dalla GPU.
In base alle informazioni disponibili, il sistema dovrebbe funzionare così:
le richieste verrebbero anonimizzate prima di lasciare il dispositivo;
Apple non condividerebbe con Google l’Apple Account o l’identità dell’utente ;
i dati verrebbero cifrati durante il trasferimento e anche durante l’elaborazione sulle GPU Nvidia ;
Google e Nvidia non dovrebbero poter leggere il contenuto delle richieste in chiaro .
Apple presenta questo approccio come un’architettura orientata alla privacy . C’è però un elemento che potrebbe alimentare il dibattito: in precedenza l’azienda aveva sottolineato che Apple Intelligence avrebbe funzionato esclusivamente su hardware Apple. L’eventuale ricorso a Google Cloud e alle GPU Nvidia rappresenterebbe quindi un cambiamento significativo .
Che cosa dovrebbe saper fare la nuova Siri
Le anticipazioni descrivono un assistente più consapevole del contesto rispetto alla Siri attuale. Durante la WWDC 2026, Apple dovrebbe mostrare una Siri in grado di comprendere ciò che è visualizzato sullo schermo, usare informazioni personali pertinenti e svolgere azioni all’interno di una singola app o tra più applicazioni .
In pratica, l’obiettivo sarebbe passare da un assistente che spesso si limita a fornire un link web a uno strumento capace di interpretare una richiesta e portarla a termine in più fasi. Il confine tra elaborazione locale e cloud dovrebbe dipendere dalla complessità dell’operazione e dal livello di potenza necessario.
La cronologia prevista
12 gennaio 2026 — Apple e Google annunciano ufficialmente la collaborazione Gemini .
Marzo 2026 — Emergono informazioni sulla possibilità di distillare il modello Gemini completo in versioni più piccole, eseguibili sui dispositivi Apple .
WWDC 2026, a giugno — Apple dovrebbe presentare la Siri rinnovata, iOS 27 e le beta per sviluppatori .
Settembre 2026 — La nuova Siri dovrebbe arrivare al pubblico insieme a iOS 27 e alla gamma iPhone 18 .
Le informazioni confermate e quelle ancora da verificare
È importante distinguere gli annunci ufficiali dalle indiscrezioni. Il comunicato congiunto di Apple e Google conferma la collaborazione pluriennale, l’uso della tecnologia Gemini e l’arrivo di una Siri più personalizzata nel 2026 . Non fornisce però dettagli sul tipo di hardware Nvidia, sulle dimensioni del modello o sul costo della licenza.
I riferimenti al modello da 1.200 miliardi di parametri, alle GPU Blackwell B200 e al pagamento di circa 1 miliardo di dollari l’anno provengono soprattutto da un rapporto di The Information del giugno 2026 e dalle successive ricostruzioni di altre testate . Anche il lancio a settembre è sostenuto da queste indiscrezioni, ma non è stato ancora confermato formalmente da Apple.
Per ora, il dato più rilevante è la scelta strategica: Apple avrebbe deciso di affidarsi ai modelli fondamentali di Google per accelerare il rilancio di Siri, mantenendo una parte delle funzioni direttamente sui dispositivi e trasferendo le richieste più impegnative a un’infrastruttura cloud basata, secondo i rapporti, su tecnologia Nvidia.
Nel comunicato congiunto, Apple ha affermato che, dopo un’attenta valutazione, la tecnologia di Google offriva «la base più capace» per i suoi Foundation Models . L’accordo non sarebbe esclusivo, ma Gemini diventerebbe il motore principale dietro le funzioni più avanzate della futura Siri .
Cosa resta sul dispositivo e cosa finisce nel cloud
La nuova architettura non dovrebbe inviare ogni richiesta ai server di Google. Apple starebbe usando una tecnica chiamata distillazione dei modelli: il modello Gemini completo viene utilizzato per addestrare versioni più piccole, progettate per funzionare direttamente su iPhone, iPad e Mac .
Questo modello locale sarebbe adatto alle operazioni rapide e relativamente semplici, come:
impostare un timer;
inviare un messaggio;
effettuare ricerche di base;
eseguire comandi comuni sul dispositivo.
Le richieste che richiedono ragionamento più profondo, conoscenza del contesto personale, comprensione di ciò che appare sullo schermo o azioni in più passaggi tra diverse app avrebbero invece bisogno del cloud . In questi casi, la richiesta verrebbe indirizzata a Google Cloud, dove il modello Gemini completo potrebbe essere eseguito su una flotta di GPU Nvidia Blackwell B200.
Il Blackwell B200 è un acceleratore per data center pensato per l’addestramento e l’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale di grandi dimensioni, inclusi quelli con migliaia di miliardi di parametri .
Il ruolo di Nvidia e della “confidential computing”
Secondo un rapporto pubblicato da The Information nel giugno 2026, Apple avrebbe approvato l’uso della tecnologia confidential computing di Nvidia per le richieste elaborate nel cloud . Si tratta di una funzione di sicurezza a livello hardware che cifra i dati mentre vengono effettivamente elaborati dalla GPU.
In base alle informazioni disponibili, il sistema dovrebbe funzionare così:
le richieste verrebbero anonimizzate prima di lasciare il dispositivo;
Apple non condividerebbe con Google l’Apple Account o l’identità dell’utente ;
i dati verrebbero cifrati durante il trasferimento e anche durante l’elaborazione sulle GPU Nvidia ;
Google e Nvidia non dovrebbero poter leggere il contenuto delle richieste in chiaro .
Apple presenta questo approccio come un’architettura orientata alla privacy . C’è però un elemento che potrebbe alimentare il dibattito: in precedenza l’azienda aveva sottolineato che Apple Intelligence avrebbe funzionato esclusivamente su hardware Apple. L’eventuale ricorso a Google Cloud e alle GPU Nvidia rappresenterebbe quindi un cambiamento significativo .
Che cosa dovrebbe saper fare la nuova Siri
Le anticipazioni descrivono un assistente più consapevole del contesto rispetto alla Siri attuale. Durante la WWDC 2026, Apple dovrebbe mostrare una Siri in grado di comprendere ciò che è visualizzato sullo schermo, usare informazioni personali pertinenti e svolgere azioni all’interno di una singola app o tra più applicazioni .
In pratica, l’obiettivo sarebbe passare da un assistente che spesso si limita a fornire un link web a uno strumento capace di interpretare una richiesta e portarla a termine in più fasi. Il confine tra elaborazione locale e cloud dovrebbe dipendere dalla complessità dell’operazione e dal livello di potenza necessario.
La cronologia prevista
12 gennaio 2026 — Apple e Google annunciano ufficialmente la collaborazione Gemini .
Marzo 2026 — Emergono informazioni sulla possibilità di distillare il modello Gemini completo in versioni più piccole, eseguibili sui dispositivi Apple .
WWDC 2026, a giugno — Apple dovrebbe presentare la Siri rinnovata, iOS 27 e le beta per sviluppatori .
Settembre 2026 — La nuova Siri dovrebbe arrivare al pubblico insieme a iOS 27 e alla gamma iPhone 18 .
Le informazioni confermate e quelle ancora da verificare
È importante distinguere gli annunci ufficiali dalle indiscrezioni. Il comunicato congiunto di Apple e Google conferma la collaborazione pluriennale, l’uso della tecnologia Gemini e l’arrivo di una Siri più personalizzata nel 2026 . Non fornisce però dettagli sul tipo di hardware Nvidia, sulle dimensioni del modello o sul costo della licenza.
I riferimenti al modello da 1.200 miliardi di parametri, alle GPU Blackwell B200 e al pagamento di circa 1 miliardo di dollari l’anno provengono soprattutto da un rapporto di The Information del giugno 2026 e dalle successive ricostruzioni di altre testate . Anche il lancio a settembre è sostenuto da queste indiscrezioni, ma non è stato ancora confermato formalmente da Apple.
Per ora, il dato più rilevante è la scelta strategica: Apple avrebbe deciso di affidarsi ai modelli fondamentali di Google per accelerare il rilancio di Siri, mantenendo una parte delle funzioni direttamente sui dispositivi e trasferendo le richieste più impegnative a un’infrastruttura cloud basata, secondo i rapporti, su tecnologia Nvidia.