Una proposta di azione collettiva da circa 2 miliardi di sterline sostiene che Apple abbia imposto alle app di terze parti requisiti di consenso più rigidi per il tracciamento tra app e siti rispetto alle proprie atti... Secondo i ricorrenti, il cosiddetto «doppio consenso» ha ridotto la capacità di mirare, misurare...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How is Apple’s App Tracking Transparency framework alleged to have unfairly disadvantaged UK app developers by requiring them to obtain expl. Article summary: The claim alleges that Apple used a privacy rule to disadvantage advertising-dependent rival apps while preserving an advantage for its own advertising services. It is newly filed—not decided: the CAT has not yet certifi. Topic tags: general, general web, news. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers
App Tracking Transparency (ATT) è il sistema con cui Apple chiede agli utenti di iPhone e iPad se autorizzano un’app a tracciare la loro attività attraverso app e siti web di altre società. Una nuova azione collettiva da circa 2 miliardi di sterline, depositata presso il Competition Appeal Tribunal (CAT) del Regno Unito, sostiene che Apple abbia applicato questo sistema in modo non uniforme: più restrittivo per gli sviluppatori esterni che per le proprie attività pubblicitarie e di raccolta dati. Si tratta di accuse, non di una decisione di responsabilità già accertata. 17
Per tracciare gli utenti tra app e siti di aziende diverse, le app di terze parti devono ottenere un’autorizzazione esplicita attraverso il sistema Apple. I ricorrenti affermano che questo requisito si sia aggiunto agli altri obblighi di consenso previsti dalle norme sulla protezione dei dati, creando un percorso di «doppio consenso». 5
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Il punto non è eliminare le tutele della privacy, sostengono i promotori dell’azione. La contestazione è che Apple avrebbe sottoposto gli sviluppatori concorrenti a una procedura più gravosa, mentre le proprie attività pubblicitarie e di raccolta dati avrebbero ricevuto un trattamento meno restrittivo. Secondo la tesi dell’azione, ciò costituirebbe un caso di auto-preferenza da parte del gestore dell’ecosistema iOS. 17
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Molte app gratuite si finanziano con la pubblicità. I ricorrenti sostengono che il minor numero di autorizzazioni al tracciamento abbia limitato i dati disponibili alle app terze per indirizzare gli annunci, misurare l’efficacia delle campagne e collegare la spesa pubblicitaria a installazioni o altri risultati. 5
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A loro avviso, ciò avrebbe ridotto il rendimento della pubblicità e reso più costosa o meno efficace l’acquisizione di nuovi utenti. L’effetto, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato un indebolimento della capacità competitiva delle app dipendenti dalla pubblicità e un vantaggio commerciale per l’ecosistema pubblicitario di Apple. L’azione mira a ottenere circa 2 miliardi di sterline di risarcimenti per migliaia di sviluppatori di app del Regno Unito. 17
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Questi effetti restano quelli allegati dai ricorrenti e non sono stati ancora accertati dal CAT.
Apple presenta ATT come una tutela della privacy, pensata per dare agli utenti il controllo sul tracciamento tra servizi di aziende diverse. La questione legale e concorrenziale, quindi, non riguarda soltanto la possibilità per Apple di offrire controlli sulla privacy: riguarda se la progettazione e l’applicazione concreta di tali controlli abbiano trattato Apple e le terze parti in modo equo.
Questa distinzione è già emersa in Europa. L’Autorità francese della concorrenza ha rilevato che l’obiettivo di privacy di ATT non è di per sé problematico, ma ha giudicato la sua attuazione non necessaria né proporzionata rispetto all’obiettivo dichiarato da Apple. 52
ATT Collective Action Limited ha depositato il procedimento collettivo proposto al CAT il 3 settembre 2026. L’azione è promossa per conto degli sviluppatori di app britannici; la direttrice dell’organizzazione, Ann Pope, è stata un’alto funzionario antitrust della Competition and Markets Authority, l’autorità britannica per concorrenza e mercati. 2
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Il procedimento è pensato su base opt-out: in pratica, i potenziali membri della classe rientrerebbero automaticamente nell’azione, salvo scelta di esclusione. Questo non significa però che Apple sia già stata ritenuta responsabile né che sia stato riconosciuto un risarcimento. Il CAT dovrà prima esaminare il procedimento proposto e le accuse nel merito. 17
Il ricorso britannico è arrivato dopo l’indagine dell’Ufficio federale tedesco dei cartelli. Nell’agosto 2026 l’autorità ha annunciato che Apple modificherà le regole su come gli sviluppatori ottengono il consenso all’uso di dati personali per la pubblicità mirata, chiudendo così la propria indagine. Secondo l’autorità, il sistema Apple aveva offerto alle app della società finestre di consenso più favorevoli rispetto a quelle delle terze parti, sollevando possibili problemi di diritto della concorrenza. 38
Le modifiche concordate in Germania sono rilevanti perché affrontano la stessa questione di fondo: la neutralità concorrenziale delle richieste di consenso. Non costituiscono però un verdetto sul caso del Regno Unito, che è una distinta richiesta di risarcimento collettivo davanti al CAT.
La causa da 2 miliardi di sterline mette alla prova un principio preciso: se il proprietario di una piattaforma possa introdurre una misura di tutela della privacy con un design che, secondo l’accusa, modifica la concorrenza a proprio vantaggio. Per gli sviluppatori, il nodo è stabilire se l’architettura dei consensi di ATT abbia penalizzato la monetizzazione pubblicitaria e l’acquisizione di utenti rispetto ai servizi Apple. Per Apple, sotto esame non è soltanto il principio del consenso degli utenti, ma il modo in cui quel principio viene tradotto nelle regole della piattaforma. 17
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Una proposta di azione collettiva da circa 2 miliardi di sterline sostiene che Apple abbia imposto alle app di terze parti requisiti di consenso più rigidi per il tracciamento tra app e siti rispetto alle proprie atti...
Una proposta di azione collettiva da circa 2 miliardi di sterline sostiene che Apple abbia imposto alle app di terze parti requisiti di consenso più rigidi per il tracciamento tra app e siti rispetto alle proprie atti... Secondo i ricorrenti, il cosiddetto «doppio consenso» ha ridotto la capacità di mirare, misurare e attribuire le campagne pubblicitarie, danneggiando ricavi e acquisizione di utenti delle app finanziate dalla pubblicità.
Il caso britannico arriva dopo verifiche delle autorità europee: in Germania Apple ha accettato di modificare le regole sul consenso ai dati per la pubblicità mirata.