I prezzi al dettaglio degli smartphone già in commercio sono saliti in media del 15% nel 2026; i nuovi modelli costano mediamente il 25% in più rispetto ai lanci equivalenti di un anno prima. La domanda dei data center per l’IA ha spinto i produttori di chip a privilegiare memorie più redditizie, restringendo la dis...
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How is an AI data-center-driven memory shortage reshaping the global smartphone market in 2026—including the 15% average rise in prices of e. Article summary: AI data-center buildouts are diverting scarce DRAM and NAND capacity toward higher-margin AI hardware, turning memory from a low-cost handset component into a major constraint on smartphone pricing, product planning, and. Topic tags: general, news, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers
L’intelligenza artificiale sta rendendo più caro anche lo smartphone in tasca. La costruzione di grandi data center richiede enormi quantità di memoria: la stessa filiera di DRAM e NAND utilizzata nei telefoni. Poiché i produttuttori privilegiano i componenti per infrastrutture IA, più redditizi, la memoria disponibile per l’elettronica di consumo si è ridotta e i costi sono esplosi. 2
17
Il risultato è un’anomalia per il settore: nel 2026 si vendono meno smartphone, ma a prezzi più alti. IDC stima che le spedizioni mondiali scenderanno del 16,7%, a poco più di 1 miliardo di dispositivi, mentre il valore complessivo del mercato crescerebbe del 6,3%, raggiungendo 613 miliardi di dollari. A sostenere i ricavi non sono i volumi, ma i listini. 8
Secondo Counterpoint, i prezzi al dettaglio dei modelli già sul mercato sono aumentati in media del 15% dall’inizio dell’anno. Oltre il 40% dei modelli ha registrato un rincaro e, in alcuni casi, il prezzo è quasi raddoppiato. I nuovi smartphone lanciati nel 2026 costano mediamente il 25% in più rispetto ai modelli comparabili presentati un anno prima. 20
Il problema non riguarda soltanto i top di gamma. I rincari della memoria pesano soprattutto su fascia bassa e media: in questi prodotti i componenti incidono maggiormente sul prezzo finale e i produttori hanno margini più limitati per assorbire i costi. Reuters segnala aumenti particolarmente marcati proprio nei telefoni entry-level e di fascia media. 17
La memoria è il nodo centrale. IDC afferma che la carenza è iniziata alla fine del 2025 e che, a fine agosto, i costi di NAND e DRAM superavano del 300% quelli di un anno prima. Altre rilevazioni di mercato indicano prezzi medi della DRAM circa quadruplicati e della NAND triplicati nell’arco di dodici mesi. 8
14
I data center per l’IA usano grandi volumi di memoria, inclusa la memoria ad alta larghezza di banda impiegata accanto agli acceleratori per l’intelligenza artificiale. I produttori di chip hanno quindi spostato capacità produttiva verso questi componenti più redditizi, lasciando meno disponibilità alla memoria convenzionale per smartphone, PC e altri dispositivi. 22
23
Per i marchi di smartphone la scelta è difficile:
L’impatto varia in base alla fascia. Counterpoint aveva stimato che i rincari della DRAM avessero già aumentato il costo della distinta base di circa il 25% per gli smartphone economici, del 15% per la fascia media e del 10% per quella alta. 15
I mercati più sensibili al prezzo stanno subendo gli aumenti maggiori. Counterpoint indica l’India al primo posto, con un +21% dei prezzi retail, seguita dall’Asia-Pacifico con +19% e da Medio Oriente e Africa con +18%. 20
In queste aree è più elevata la quota di dispositivi economici, quindi per i produttori è più difficile compensare lo shock dei costi senza intervenire sul listino. Per chi acquista, inoltre, anche un aumento relativamente contenuto può rendere un telefono meno accessibile e spingere a rimandare il cambio del dispositivo.
Negli Stati Uniti i prezzi di listino sono aumentati, ma il modello di vendita offre una protezione parziale al momento dell’acquisto. Counterpoint rilevava rincari diretti al consumatore tra 40 e 200 dollari rispetto ai modelli equivalenti dell’anno precedente e prevedeva un aumento del 13,5% del prezzo medio di vendita delle spedizioni in Nord America nel 2026. 16 I piani degli operatori, spesso in 24 o 36 rate, diluiscono la spesa nel tempo: la rata mensile può apparire più gestibile, anche se il costo totale del dispositivo è più alto.
I prezzi più alti stanno indebolendo la domanda di sostituzione. Nel secondo trimestre del 2026 le spedizioni globali sono diminuite dell’11% su base annua, toccando il livello più basso per un secondo trimestre dal 2013, secondo stime preliminari di Counterpoint riportate da Reuters. 17
Per gli utenti, le alternative pratiche sono tenere il telefono più a lungo, scegliere una fascia inferiore, optare per meno memoria quando possibile oppure considerare usato, ricondizionato e riparazione. TrendForce osserva che la domanda costante nei mercati dell’usato e delle riparazioni ha sostenuto più del previsto la domanda di pannelli per smartphone, nonostante la pressione sulle vendite di dispositivi nuovi. 7
Questo non compensa però le minori vendite di telefoni nuovi sulle quali contavano i produttori e i fornitori di display: la riparazione mantiene attiva una parte della filiera, ma non sostituisce i volumi di un ciclo di upgrade sano.
Apple è stata più prudente di molti concorrenti sui prezzi degli iPhone già in vendita. A giugno Counterpoint segnalava che l’azienda non aveva ancora aumentato i listini dei propri modelli, una scelta potenzialmente utile per conquistare quote mentre altri marchi ritoccano i prezzi. 16
Ciò non significa che Apple sia al riparo. A giugno il CEO Tim Cook ha dichiarato che gli aumenti di prezzo dei prodotti erano inevitabili, a causa dei maggiori costi di memoria e archiviazione, senza indicare quali prodotti sarebbero stati coinvolti né quando. 31
32
Per la futura gamma iPhone 18, TrendForce stima che nel terzo trimestre del 2026 il costo della memoria per l’iPhone 18 Pro da 256 GB possa essere quasi il 400% superiore rispetto a un anno prima. La società prevede aumenti di listino nell’ordine del 10%-20%, precisando che Apple potrebbe assorbire una parte dei costi per difendere domanda e quota di mercato. 11
Sono previsioni, non prezzi finali. Apple ha probabilmente una maggiore capacità di assorbire parte del rincaro rispetto ai brand Android più economici, ma resta esposta in misura significativa al caro-memoria.
I principali indicatori del settore puntano ormai in direzioni opposte. IDC prevede un aumento del valore del mercato a fronte di un forte calo delle unità spedite: nel 2026 è il prezzo, non il volume, a sostenere la crescita dei ricavi. 8
È un dato che può far apparire il settore più solido di quanto lo percepiscano consumatori e fornitori. Prezzi medi più alti possono difendere il fatturato, ma riflettono anche un ciclo di sostituzione più debole e un contesto più difficile per i produttori dipendenti dai telefoni accessibili e da grandi volumi.
L’effetto della carenza non si ferma agli smartphone. TrendForce afferma che la scarsità di memoria e l’aumento dei prezzi stanno influenzando i piani di spedizione per il 2026 dei brand di telefoni e accrescendo la pressione sui costi lungo l’intera catena di fornitura. La stessa ricerca evidenzia una domanda di pannelli superiore alle attese grazie ai mercati della riparazione e dell’usato, mentre la domanda di dispositivi nuovi resta frenata. 7
Pressioni analoghe riguardano PC e dispositivi da gaming. Reuters riporta che diverse aziende hanno aumentato i prezzi di listino per compensare il rincaro della memoria, mentre la domanda globale di smartphone, computer e console è attesa in indebolimento. 2
La stretta sulla memoria spinta dall’IA sta allontanando il mercato smartphone da un modello basato su frequenti sostituzioni e grandi volumi, avvicinandolo a un mercato più vincolato e più caro. Per chi acquista diventano più importanti il confronto tra offerte, una vita utile più lunga del dispositivo e il ricondizionato. Per i produttori, la decisione è quali costi trasferire al cliente, quali prodotti proteggere e dove accettare margini più bassi.
Finché la domanda dei data center manterrà tesa l’offerta di memoria, questa contraddizione resterà: listini più alti possono sostenere il valore del mercato, ma non compensano del tutto gli upgrade mancati, il calo delle unità vendute e la pressione sulla fascia economica. 8
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Studio Global AI
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I prezzi al dettaglio degli smartphone già in commercio sono saliti in media del 15% nel 2026; i nuovi modelli costano mediamente il 25% in più rispetto ai lanci equivalenti di un anno prima.
I prezzi al dettaglio degli smartphone già in commercio sono saliti in media del 15% nel 2026; i nuovi modelli costano mediamente il 25% in più rispetto ai lanci equivalenti di un anno prima. La domanda dei data center per l’IA ha spinto i produttori di chip a privilegiare memorie più redditizie, restringendo la disponibilità di DRAM e NAND per telefoni e altri dispositivi consumer.
IDC prevede spedizioni globali in calo del 16,7%, a poco più di 1 miliardo di unità, mentre il valore del mercato salirebbe del 6,3% a 613 miliardi di dollari grazie ai prezzi più elevati.
I prezzi al dettaglio degli smartphone già in commercio sono saliti in media del 15% nel 2026; i nuovi modelli costano mediamente il 25% in più rispetto ai lanci equivalenti di un anno prima. La domanda dei data center per l’IA ha spinto i produttori di chip a privilegiare memorie più redditizie, restringendo la dis...
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L’intelligenza artificiale sta rendendo più caro anche lo smartphone in tasca. La costruzione di grandi data center richiede enormi quantità di memoria: la stessa filiera di DRAM e NAND utilizzata nei telefoni. Poiché i produttuttori privilegiano i componenti per infrastrutture IA, più redditizi, la memoria disponibile per l’elettronica di consumo si è ridotta e i costi sono esplosi. 2
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Il risultato è un’anomalia per il settore: nel 2026 si vendono meno smartphone, ma a prezzi più alti. IDC stima che le spedizioni mondiali scenderanno del 16,7%, a poco più di 1 miliardo di dispositivi, mentre il valore complessivo del mercato crescerebbe del 6,3%, raggiungendo 613 miliardi di dollari. A sostenere i ricavi non sono i volumi, ma i listini. 8
Secondo Counterpoint, i prezzi al dettaglio dei modelli già sul mercato sono aumentati in media del 15% dall’inizio dell’anno. Oltre il 40% dei modelli ha registrato un rincaro e, in alcuni casi, il prezzo è quasi raddoppiato. I nuovi smartphone lanciati nel 2026 costano mediamente il 25% in più rispetto ai modelli comparabili presentati un anno prima. 20
Il problema non riguarda soltanto i top di gamma. I rincari della memoria pesano soprattutto su fascia bassa e media: in questi prodotti i componenti incidono maggiormente sul prezzo finale e i produttori hanno margini più limitati per assorbire i costi. Reuters segnala aumenti particolarmente marcati proprio nei telefoni entry-level e di fascia media. 17
La memoria è il nodo centrale. IDC afferma che la carenza è iniziata alla fine del 2025 e che, a fine agosto, i costi di NAND e DRAM superavano del 300% quelli di un anno prima. Altre rilevazioni di mercato indicano prezzi medi della DRAM circa quadruplicati e della NAND triplicati nell’arco di dodici mesi. 8
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I data center per l’IA usano grandi volumi di memoria, inclusa la memoria ad alta larghezza di banda impiegata accanto agli acceleratori per l’intelligenza artificiale. I produttori di chip hanno quindi spostato capacità produttiva verso questi componenti più redditizi, lasciando meno disponibilità alla memoria convenzionale per smartphone, PC e altri dispositivi. 22
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Per i marchi di smartphone la scelta è difficile:
L’impatto varia in base alla fascia. Counterpoint aveva stimato che i rincari della DRAM avessero già aumentato il costo della distinta base di circa il 25% per gli smartphone economici, del 15% per la fascia media e del 10% per quella alta. 15
I mercati più sensibili al prezzo stanno subendo gli aumenti maggiori. Counterpoint indica l’India al primo posto, con un +21% dei prezzi retail, seguita dall’Asia-Pacifico con +19% e da Medio Oriente e Africa con +18%. 20
In queste aree è più elevata la quota di dispositivi economici, quindi per i produttori è più difficile compensare lo shock dei costi senza intervenire sul listino. Per chi acquista, inoltre, anche un aumento relativamente contenuto può rendere un telefono meno accessibile e spingere a rimandare il cambio del dispositivo.
Negli Stati Uniti i prezzi di listino sono aumentati, ma il modello di vendita offre una protezione parziale al momento dell’acquisto. Counterpoint rilevava rincari diretti al consumatore tra 40 e 200 dollari rispetto ai modelli equivalenti dell’anno precedente e prevedeva un aumento del 13,5% del prezzo medio di vendita delle spedizioni in Nord America nel 2026. 16 I piani degli operatori, spesso in 24 o 36 rate, diluiscono la spesa nel tempo: la rata mensile può apparire più gestibile, anche se il costo totale del dispositivo è più alto.
I prezzi più alti stanno indebolendo la domanda di sostituzione. Nel secondo trimestre del 2026 le spedizioni globali sono diminuite dell’11% su base annua, toccando il livello più basso per un secondo trimestre dal 2013, secondo stime preliminari di Counterpoint riportate da Reuters. 17
Per gli utenti, le alternative pratiche sono tenere il telefono più a lungo, scegliere una fascia inferiore, optare per meno memoria quando possibile oppure considerare usato, ricondizionato e riparazione. TrendForce osserva che la domanda costante nei mercati dell’usato e delle riparazioni ha sostenuto più del previsto la domanda di pannelli per smartphone, nonostante la pressione sulle vendite di dispositivi nuovi. 7
Questo non compensa però le minori vendite di telefoni nuovi sulle quali contavano i produttori e i fornitori di display: la riparazione mantiene attiva una parte della filiera, ma non sostituisce i volumi di un ciclo di upgrade sano.
Apple è stata più prudente di molti concorrenti sui prezzi degli iPhone già in vendita. A giugno Counterpoint segnalava che l’azienda non aveva ancora aumentato i listini dei propri modelli, una scelta potenzialmente utile per conquistare quote mentre altri marchi ritoccano i prezzi. 16
Ciò non significa che Apple sia al riparo. A giugno il CEO Tim Cook ha dichiarato che gli aumenti di prezzo dei prodotti erano inevitabili, a causa dei maggiori costi di memoria e archiviazione, senza indicare quali prodotti sarebbero stati coinvolti né quando. 31
32
Per la futura gamma iPhone 18, TrendForce stima che nel terzo trimestre del 2026 il costo della memoria per l’iPhone 18 Pro da 256 GB possa essere quasi il 400% superiore rispetto a un anno prima. La società prevede aumenti di listino nell’ordine del 10%-20%, precisando che Apple potrebbe assorbire una parte dei costi per difendere domanda e quota di mercato. 11
Sono previsioni, non prezzi finali. Apple ha probabilmente una maggiore capacità di assorbire parte del rincaro rispetto ai brand Android più economici, ma resta esposta in misura significativa al caro-memoria.
I principali indicatori del settore puntano ormai in direzioni opposte. IDC prevede un aumento del valore del mercato a fronte di un forte calo delle unità spedite: nel 2026 è il prezzo, non il volume, a sostenere la crescita dei ricavi. 8
È un dato che può far apparire il settore più solido di quanto lo percepiscano consumatori e fornitori. Prezzi medi più alti possono difendere il fatturato, ma riflettono anche un ciclo di sostituzione più debole e un contesto più difficile per i produttori dipendenti dai telefoni accessibili e da grandi volumi.
L’effetto della carenza non si ferma agli smartphone. TrendForce afferma che la scarsità di memoria e l’aumento dei prezzi stanno influenzando i piani di spedizione per il 2026 dei brand di telefoni e accrescendo la pressione sui costi lungo l’intera catena di fornitura. La stessa ricerca evidenzia una domanda di pannelli superiore alle attese grazie ai mercati della riparazione e dell’usato, mentre la domanda di dispositivi nuovi resta frenata. 7
Pressioni analoghe riguardano PC e dispositivi da gaming. Reuters riporta che diverse aziende hanno aumentato i prezzi di listino per compensare il rincaro della memoria, mentre la domanda globale di smartphone, computer e console è attesa in indebolimento. 2
La stretta sulla memoria spinta dall’IA sta allontanando il mercato smartphone da un modello basato su frequenti sostituzioni e grandi volumi, avvicinandolo a un mercato più vincolato e più caro. Per chi acquista diventano più importanti il confronto tra offerte, una vita utile più lunga del dispositivo e il ricondizionato. Per i produttori, la decisione è quali costi trasferire al cliente, quali prodotti proteggere e dove accettare margini più bassi.
Finché la domanda dei data center manterrà tesa l’offerta di memoria, questa contraddizione resterà: listini più alti possono sostenere il valore del mercato, ma non compensano del tutto gli upgrade mancati, il calo delle unità vendute e la pressione sulla fascia economica. 8
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I prezzi al dettaglio degli smartphone già in commercio sono saliti in media del 15% nel 2026; i nuovi modelli costano mediamente il 25% in più rispetto ai lanci equivalenti di un anno prima.
I prezzi al dettaglio degli smartphone già in commercio sono saliti in media del 15% nel 2026; i nuovi modelli costano mediamente il 25% in più rispetto ai lanci equivalenti di un anno prima. La domanda dei data center per l’IA ha spinto i produttori di chip a privilegiare memorie più redditizie, restringendo la disponibilità di DRAM e NAND per telefoni e altri dispositivi consumer.
IDC prevede spedizioni globali in calo del 16,7%, a poco più di 1 miliardo di unità, mentre il valore del mercato salirebbe del 6,3% a 613 miliardi di dollari grazie ai prezzi più elevati.