Nvidia e d Matrix progettano un sistema di inferenza ibrido: le GPU eseguono il prefill più oneroso sul piano computazionale, mentre gli XPU Raptor di d Matrix gestiscono il decode token per token. NVLink Fusion, i progetti di riferimento MGX e la rete Nvidia dovrebbero rendere più semplice integrare un acceleratore...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How is AI-chip startup d-Matrix’s September 2026 partnership with Nvidia—integrating Nvidia’s NVLink Fusion into its next-generation Raptor. Article summary: The partnership makes d-Matrix’s specialized inference silicon a first-class component of Nvidia-style AI factories rather than a separate appliance. The intended architecture is heterogeneous: Nvidia GPUs handle compute. Topic tags: general, news, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers,
Per un servizio di IA generativa non conta solo quanto è buona una risposta: conta anche quanto rapidamente comincia ad arrivare e quanto fluida resta la generazione. La collaborazione annunciata a settembre 2026 tra Nvidia e d-Matrix mira proprio a questo: integrare direttamente i futuri XPU Raptor di d-Matrix nell’infrastruttura AI progettata da Nvidia, assegnando le diverse fasi di una richiesta al processore più adatto. 1
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Il punto centrale è la complementarità, non la sostituzione. Il piano non prevede che Raptor rimpiazzi le GPU Nvidia: descrive invece un sistema eterogeneo in cui le GPU svolgono il prefill, la fase più intensiva dal punto di vista del calcolo, e gli acceleratori d-Matrix si occupano del decode, cioè della generazione ripetuta di un token alla volta, sensibile alla latenza. 4
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Una richiesta a un modello linguistico di grandi dimensioni (LLM) ha esigenze diverse nelle sue fasi principali. Il prefill elabora prompt e contesto; il decode produce poi, uno alla volta, i token della risposta. d-Matrix posiziona la propria architettura di inferenza — incluso l’attuale prodotto Corsair — per il decode accanto alle GPU, che l’azienda considera particolarmente efficaci nei carichi a elevata intensità di calcolo. 26
Questa ripartizione può essere utile nei prodotti interattivi, dove il tempo che passa prima del token successivo è decisivo: assistenti per la programmazione, chatbot e servizi vocali. La piattaforma Raptor è pensata per quelli che d-Matrix definisce servizi premium di token con latenza estremamente bassa. 4
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Separare le fasi, però, crea anche un problema di sistema: i processori devono scambiarsi dati con rapidità sufficiente, altrimenti la comunicazione rischia di annullare i vantaggi della specializzazione. Le scelte infrastrutturali dell’accordo servono a limitare proprio questo collo di bottiglia.
Raptor dovrebbe usare NVLink Fusion per entrare nel dominio NVLink di Nvidia dedicato allo scale-up, mentre Spectrum-X fornirebbe la rete di scale-out fra sistemi. Nvidia afferma che ciò offre a d-Matrix un percorso per collegare silicio personalizzato alla sua più ampia piattaforma di infrastruttura AI. 3
Il rack d-Matrix previsto si baserà sull’architettura di riferimento MGX di Nvidia e dovrebbe includere CPU Nvidia Vera, switch NVLink, DPU BlueField-4, SuperNIC ConnectX-9 e Ethernet Spectrum-X. 4
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Per d-Matrix, il valore non è soltanto nell’interconnessione. Invece di validare autonomamente ogni elemento — server, rete, alimentazione, raffreddamento e catena di fornitura — attorno a un nuovo processore, l’azienda può sviluppare il prodotto in un ecosistema rack già validato. Nvidia presenta esplicitamente MGX e la propria piattaforma come una strada più rapida e meno rischiosa dal silicio personalizzato al deployment su larga scala. 3
In pratica, la partnership mira a fare di Raptor un componente distribuibile all’interno di una AI factory in stile Nvidia, anziché un’appliance di inferenza isolata.
d-Matrix ha delineato per Raptor una configurazione rack-scale ambiziosa: fino a 144 XPU per rack, 2,3 TB di DRAM impilata in 3D e 7,2 PB/s di banda di memoria aggregata. Secondo l’azienda, il progetto dovrebbe supportare modelli oltre i quattro trilioni di parametri con precisione a 4 bit. Sono specifiche previste, non risultati di prodotti già commercializzati e verificati in modo indipendente. 4
L’architettura riflette la tesi di d-Matrix: il decode degli LLM dipende in misura importante dallo spostamento dei dati in memoria e dalla banda disponibile. Il pacchetto 3D proposto per Raptor combina un chip di memoria DRAM e un chip di calcolo SRAM, proseguendo l’approccio dell’azienda centrato sulla memoria. 4
d-Matrix prevede il tape-out di Raptor entro la fine del 2026 e la disponibilità iniziale in un rack MGX nel quarto trimestre del 2027. Prima che i clienti possano misurare le prestazioni reali, restano quindi passaggi rilevanti: produzione, packaging, validazione del sistema e distribuzione su scala rack. 4
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Il ruolo di Nvidia è strategicamente significativo: la società consente a un XPU specializzato esterno di connettersi alla propria architettura rack e al proprio tessuto di rete, invece di imporre che ogni fase dell’inferenza venga eseguita da una GPU Nvidia.
Nvidia definisce la sua piattaforma «verticalmente integrata e orizzontalmente aperta»: può mantenere il valore della rete scale-up, del networking scale-out, dei progetti rack e dell’ecosistema, consentendo al tempo stesso la partecipazione di altri processori. 3
Questo amplia l’insieme di carichi di lavoro indirizzabili. Un cliente interessato a un acceleratore dedicato al decode potrebbe essere più propenso a restare su infrastruttura compatibile con Nvidia se quell’acceleratore può sfruttare NVLink Fusion, MGX e Spectrum-X. È dunque più corretto leggere l’intesa come complementarità controllata che come un passo indietro delle GPU: le GPU Nvidia restano centrali per addestramento, inferenza generalista e prefill ad alta intensità di calcolo; il dispositivo specializzato viene invece proposto per il decode. 1
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Raptor arriva dopo l’acceleratore per inferenza Corsair di d-Matrix. L’azienda sostiene che Corsair sia progettato per il decode nell’inferenza disaggregata e per lavorare insieme alle GPU, non per rimpiazzarle. 26
d-Matrix ha diffuso dichiarazioni su prestazioni, costi ed efficienza energetica dei sistemi ibridi basati su Corsair. Tali dati, però, vanno considerati affermazioni dell’azienda finché non saranno disponibili benchmark indipendenti e riproducibili. Le fonti disponibili per questo annuncio non dimostrano un miglioramento universale per ogni modello, dimensione di batch o configurazione di deployment. 25
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La società ha raccolto 275 milioni di dollari in un round di Serie C con una valutazione riportata di 2 miliardi di dollari, portando il finanziamento complessivo dichiarato a 450 milioni di dollari; fra gli investitori figura M12, il fondo di venture capital di Microsoft. 21
30 Reuters ha inoltre riferito che Microsoft aveva sostenuto d-Matrix in un round del 2023 e che l’azienda aveva spedito il suo primo chip AI nel novembre 2024.
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Questi passaggi suggeriscono un’evoluzione: d-Matrix punta a superare la proposta di un singolo prodotto di inferenza per arrivare a una roadmap più ampia, su scala rack. L’integrazione con Nvidia può rendere il percorso più credibile per i clienti che già acquistano o gestiscono infrastrutture basate su Nvidia.
I termini finanziari dell’accordo con Nvidia non sono stati divulgati. 1 Dall’annuncio pubblico non si può quindi stabilire se l’intesa comprenda licenze, impegni congiunti di ingegneria, acquisti di volumi, condivisione dei ricavi o un investimento di Nvidia.
La conclusione più ampia, invece, è chiara: le due aziende stanno pianificando un mercato dell’inferenza in cui un solo tipo di processore non deve necessariamente eseguire ogni fase di una richiesta a un LLM. d-Matrix ottiene una via d’accesso a AI factory compatibili con Nvidia; Nvidia aggiunge un’opzione specializzata per il decode, integrabile con la propria rete e piattaforma rack. Se la strategia produrrà davvero minore latenza o una migliore economia operativa su larga scala dipenderà dall’hardware Raptor, dall’orchestrazione software e dai benchmark dei clienti dopo la disponibilità prevista nel 2027. 3
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Nvidia e d Matrix progettano un sistema di inferenza ibrido: le GPU eseguono il prefill più oneroso sul piano computazionale, mentre gli XPU Raptor di d Matrix gestiscono il decode token per token.
Nvidia e d Matrix progettano un sistema di inferenza ibrido: le GPU eseguono il prefill più oneroso sul piano computazionale, mentre gli XPU Raptor di d Matrix gestiscono il decode token per token. NVLink Fusion, i progetti di riferimento MGX e la rete Nvidia dovrebbero rendere più semplice integrare un acceleratore specializzato su scala rack, senza sostituire le GPU Nvidia.
L’intesa segnala la volontà di Nvidia di rendere la propria infrastruttura per le AI factory compatibile con silicio specializzato di terze parti, mantenendo centrali interconnessione, rete e sistemi rack scale.