Tra gennaio e luglio 2026 il deficit federale russo ha raggiunto 6.455 miliardi di rubli, pari al 2,8% del PIL: circa 1,7 volte l’obiettivo fissato per l’intero anno, pari a 3.786 miliardi di rubli. Secondo le ricostruzioni disponibili, da aprile la maggior parte delle voci di bilancio non prioritarie è stata sottop...
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Il problema finanziario della Russia nel 2026 ha due dimensioni diverse ma collegate: un deficit in rapido aumento e una carenza di liquidità immediatamente disponibile. Il ministero delle Finanze ha stimato preliminarmente il disavanzo federale tra gennaio e luglio in 6.455 miliardi di rubli, pari al 2,8% del PIL, contro un obiettivo annuale di 3.786 miliardi, ovvero l’1,6% del PIL. 8
Le notizie sui successivi limiti alla spesa civile suggeriscono che il Cremlino stia proteggendo gli impegni legati alla guerra e le voci più sensibili sul piano politico, trasferendo gran parte dell’aggiustamento sui programmi considerati non prioritari.
La legge di bilancio russa per il 2026 prevedeva entrate per 40.283 miliardi di rubli, uscite per 44.070 miliardi e un deficit di 3.786 miliardi. 56 Alla fine di luglio, il disavanzo preliminare aveva già superato di circa il 70% l’obiettivo fissato per l’intero anno.
Il peggioramento è stato progressivo. Nel primo trimestre il deficit era stato stimato in 4.576 miliardi di rubli; tra gennaio e aprile aveva raggiunto 5.877 miliardi. 52
55 La stima del ministero delle Finanze per i primi sette mesi è poi salita a 6.455 miliardi.
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Il solo mese di luglio si è chiuso con un disavanzo di circa 724 miliardi di rubli, dopo il surplus registrato a giugno. I calcoli di Bloomberg, basati sui dati del ministero delle Finanze, indicano una spesa complessiva di 28.600 miliardi di rubli nei primi sette mesi, con un forte aumento degli appalti pubblici. 1
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Una distinta ricostruzione di Reuters, basata sul portale di bilancio russo, aveva previsto per il 2026 una spesa di 45.110 miliardi di rubli e un deficit di 4.830 miliardi: cifre già superiori al piano approvato, ma inferiori a quelle riportate in seguito nel quadro delle restrizioni alla spesa. 46
La cifra di meno 5.500 miliardi di rubli si riferisce al saldo del conto unico del Tesoro, dove vengono accentrate le entrate federali e disposti i pagamenti. Bloomberg ha riferito che il conto era sceso a quel livello in aprile, quando il ministro delle Finanze Anton Siluanov avrebbe avvertito il primo ministro Mikhail Mishustin del rischio che il governo non disponesse di liquidità sufficiente per effettuare puntualmente tutti i pagamenti. 17
Questo importo non va sommato al deficit di bilancio di 5.877 miliardi registrato tra gennaio e aprile, né al disavanzo di 6.455 miliardi dei primi sette mesi. Si tratta di grandezze diverse:
Un saldo negativo del Tesoro non significa automaticamente che la Russia sia incapace di onorare ogni obbligazione. Indica però che i tempi di incasso delle entrate, di ricorso al debito e di uscita dei pagamenti erano diventati particolarmente difficili da gestire. In questo caso, l’allarme sulla liquidità è arrivato mentre il deficit aveva già superato l’obiettivo annuale.
Secondo ricostruzioni basate su persone informate sui fatti, la Russia ha iniziato a limitare la spesa dopo la crisi di liquidità di aprile. Da quel mese, la maggior parte delle voci di bilancio non prioritarie sarebbe stata ridotta di circa il 35%. Dalle restrizioni sarebbero rimaste escluse la difesa, le prestazioni sociali, gli stipendi del settore pubblico, i sussidi alle regioni e il servizio del debito statale. 2
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Alle agenzie sarebbe stato inoltre chiesto di rinviare le uscite non essenziali e di prepararsi a possibili riduzioni del personale del 15%. 20
Non si tratta quindi di un taglio generalizzato, ma di un’austerità selettiva. Lo Stato cerca di mantenere intatti gli impegni militari e quelli con il maggior costo politico immediato, rinviando o comprimendo i programmi civili più facilmente differibili.
In pubblico, Siluanov ha dichiarato che tutte le spese previste erano coperte dalle risorse disponibili e che non esistevano problemi nel finanziamento del bilancio. 9 In termini tecnici, questa affermazione può coesistere con controlli d’emergenza sulla spesa: un governo può sostenere che gli obblighi previsti saranno rispettati, riducendo o rinviando nel frattempo le uscite discrezionali e ridefinendo le priorità.
Il contrasto resta però politicamente rilevante. L’avvertimento riferito sul rischio di non riuscire a effettuare puntualmente i pagamenti, seguito da restrizioni del 35% sulla maggior parte della spesa non prioritaria, descrive un ambiente operativo molto più teso di quello suggerito dalle dichiarazioni pubbliche del ministro. Inoltre, a luglio il deficit ufficiale era già pari a 1,7 volte l’obiettivo annuale. 8
Le ricostruzioni disponibili indicano come fattore principale l’aumento della spesa pubblica legata alla guerra contro l’Ucraina e alle priorità di sicurezza nazionale, in un contesto fiscale più debole del previsto. La copertura collegata a Bloomberg ha attribuito l’espansione del deficit soprattutto alla forte crescita delle uscite statali, in particolare quelle connesse alla guerra. 7
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Analisi precedenti hanno inoltre rilevato che difesa e sicurezza nazionale rappresentavano quasi il 40% della spesa complessiva, mentre gli aumenti delle imposte e i maggiori ricavi petroliferi non erano riusciti a compensare interamente la pressione. 26
Questo non significa che ogni rublo del deficit sia attribuibile esclusivamente alle spese militari. Sul risultato mensile incidono anche le entrate, i prezzi delle materie prime, la politica fiscale, i tempi degli appalti e il calendario dei pagamenti. Il ministero delle Finanze ha definito parte dello scostamento rispetto al piano come “finanziamento anticipato dei costi”, cioè una possibile concentrazione anticipata di alcune spese. 11
Alcune fonti secondarie hanno riferito che il deficit avrebbe raggiunto 8.654 miliardi di rubli al 24 agosto. 2 Se confermata, la cifra sarebbe pari a circa 2,3 volte l’obiettivo annuale originario di 3.786 miliardi, con diversi mesi ancora da affrontare.
Tuttavia, il materiale disponibile non identifica questo numero come una regolare pubblicazione mensile del ministero delle Finanze. È quindi più prudente considerarlo un dato riportato da fonti secondarie, non ancora pienamente verificato. Il riferimento ufficiale più solido resta la stima preliminare di 6.455 miliardi per il periodo gennaio-luglio. 8
Le esenzioni mostrano chiaramente le priorità del governo. Difesa, trasferimenti sociali, salari pubblici, sussidi regionali e servizio del debito vengono protetti, mentre altre voci sono rinviate o ridotte. 2
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Questa scelta può limitare nell’immediato le conseguenze per l’apparato militare e ridurre il rischio politico di tagliare prestazioni o stipendi. Il prezzo è però una maggiore pressione sugli investimenti civili, sull’amministrazione pubblica e sui servizi meno protetti. Le agenzie chiamate a preparare riduzioni del personale avrebbero anche meno capacità per erogare quei servizi.
Non emerge necessariamente l’immagine di un’imminente crisi di solvibilità dello Stato. Emerge piuttosto una riduzione dello spazio di manovra: per sostenere il bilancio serviranno più entrate, nuovo debito, ulteriori rinvii della spesa civile o una revisione degli obiettivi approvati.
La stretta sui conti arriva a ridosso delle elezioni parlamentari russe di settembre. La Corte Suprema russa ha escluso dalle urne Yabloko, descritta da Reuters come l’unico partito ufficialmente registrato contrario alla guerra di Mosca in Ucraina. 31
L’esclusione elimina dal voto il principale canale elettorale esplicitamente contrario alla guerra e ai suoi costi. Non dimostra che la pressione sul bilancio abbia prodotto una specifica reazione popolare, ma contribuisce a definire il contesto politico in cui vengono gestite le priorità militari e i tagli alla spesa civile.
La crisi del bilancio russo nel 2026 va letta come una combinazione di sforamento del deficit e tensione di liquidità. Il disavanzo ufficiale di 6.455 miliardi di rubli nei primi sette mesi aveva già superato l’obiettivo fissato per tutto l’anno, mentre il saldo negativo del conto del Tesoro in aprile segnalava un problema più immediato di disponibilità di cassa. 8
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La risposta di Mosca è stata, secondo le ricostruzioni disponibili, proteggere la difesa e gli altri impegni considerati intoccabili, imponendo al tempo stesso restrizioni del 35% sulla maggior parte della spesa civile non prioritaria e preparando le agenzie a possibili tagli del personale del 15%. 2
20 Che il dato di 8.654 miliardi venga o meno confermato, la direzione appare chiara: l’economia di guerra sta consumando spazio fiscale e il costo dell’aggiustamento viene spostato sempre più sullo Stato civile.
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Tra gennaio e luglio 2026 il deficit federale russo ha raggiunto 6.455 miliardi di rubli, pari al 2,8% del PIL: circa 1,7 volte l’obiettivo fissato per l’intero anno, pari a 3.786 miliardi di rubli.
Tra gennaio e luglio 2026 il deficit federale russo ha raggiunto 6.455 miliardi di rubli, pari al 2,8% del PIL: circa 1,7 volte l’obiettivo fissato per l’intero anno, pari a 3.786 miliardi di rubli. Secondo le ricostruzioni disponibili, da aprile la maggior parte delle voci di bilancio non prioritarie è stata sottoposta a tagli del 35%; alle agenzie sarebbe stato inoltre chiesto di rinviare le spese non essenzial...
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