MiniMax, codice 00100.HK, ha debuttato il 9 gennaio a 165 HK$ per azione, il limite superiore della forchetta indicata . L’IPO ha raccolto circa 5,54 miliardi di HK$ , mentre la domanda retail ha superato di 1.848 volte l’offerta disponibile .
Il titolo ha aperto a 235,40 HK$, in rialzo del 42,7%, e ha chiuso a 345 HK$: un balzo del 109,1% in una sola seduta. La capitalizzazione ha così superato i 103 miliardi di HK$, pari a circa 13,2 miliardi di dollari .
Quel giorno MiniMax sembrava avere vinto nettamente la sfida: il rialzo iniziale era molto più ampio e la valutazione assoluta già superiore. Ma il vantaggio del debutto si sarebbe rivelato, almeno in parte, un’arma a doppio taglio.
Nei primi mesi del 2026 entrambe le azioni hanno beneficiato dell’entusiasmo generale per l’intelligenza artificiale. Il ritmo della crescita, tuttavia, ha iniziato a separarle.
Il 20 febbraio, prima seduta dell’Anno del Cavallo secondo il calendario lunare cinese, Zhipu ha guadagnato il 42,7%, chiudendo a 725 HK$. MiniMax è salita di oltre il 14%, fino a 970 HK$. Insieme, le due società hanno superato i 300 miliardi di HK$ di capitalizzazione .
A metà marzo Zhipu aveva già guadagnato oltre il 250% rispetto al prezzo dell’IPO . Il 18 aprile il titolo si aggirava intorno a 936 HK$, pari a un incremento di circa il 705% dalla quotazione . In termini semplici, 1 HK$ investito nell’IPO valeva allora circa 8 HK$.
MiniMax ha raggiunto il proprio picco il 18 marzo, a 1.330 HK$ per azione, diventando per un breve periodo il titolo dal prezzo più elevato dell’intera Borsa di Hong Kong . Da quel livello, però, la storia ha cominciato a cambiare.
Il 29 maggio Zhipu ha toccato un nuovo massimo storico a 1.993 HK$, con un rialzo superiore al 20% nella stessa seduta. La capitalizzazione della società ha così superato gli 880 miliardi di HK$, circa 113 miliardi di dollari . Nello stesso periodo MiniMax viaggiava intorno a 768 HK$, con un rendimento comunque notevole ma ormai molto distante dalla corsa di Zhipu .
Due giorni dopo, il 31 maggio, MiniMax ha annunciato di stare valutando una doppia quotazione sul mercato STAR di Shanghai, il segmento cinese dedicato alle società tecnologiche. La società aveva inoltre già firmato un accordo di assistenza alla quotazione con CITIC Securities e depositato la documentazione per avviare il percorso presso l’autorità di vigilanza di Shanghai .
La notizia ha raffreddato gli investitori di Hong Kong. Tra i timori emersi figuravano la possibile diluizione delle partecipazioni esistenti, differenze di valutazione tra i due mercati e il rischio che parte dei capitali istituzionali si spostasse verso le future azioni quotate a Shanghai.
Il 1° giugno MiniMax è scesa di oltre il 13%, fino a circa 726,50 HK$ . Il calo ha cancellato settimane di rialzi, proprio mentre entrambe le società si preparavano a entrare nell’indice Hang Seng Tech dal 5 giugno, un passaggio che in genere può favorire afflussi da parte dei fondi indicizzati . Zhipu ha invece mantenuto il suo slancio.
| Società | Ultima capitalizzazione riportata o stimata | Prezzo nella fase tra fine maggio e inizio giugno | Multiplo rispetto al prezzo IPO |
|---|---|---|---|
| Zhipu AI | Oltre 880 miliardi di HK$ (circa 113 miliardi di dollari) | 1.625–1.993 HK$ | Circa 10–17 volte |
| MiniMax | Circa 180–190 miliardi di HK$ stimati (23–24 miliardi di dollari) | Circa 726,50 HK$ il 1° giugno | Circa 4,4 volte |
Per MiniMax non è disponibile nelle fonti una capitalizzazione di mercato esatta relativa a giugno 2026. La stima di 180–190 miliardi di HK$ deriva dal prezzo di circa 726,50 HK$ e dal fatto che il titolo valeva circa 4,4 volte il prezzo dell’IPO. Per confronto, la capitalizzazione aveva superato i 103 miliardi di HK$ nel giorno del debutto , mentre il titolo aveva raggiunto quasi 1.330 HK$ a metà marzo .
Il risultato è un ribaltamento completo degli equilibri iniziali: Zhipu vale ora più di otto volte MiniMax, mentre al debutto era stata MiniMax a presentarsi con la valutazione più alta.
I movimenti di Borsa nel breve periodo non hanno mai una spiegazione univoca. I dati disponibili, però, indicano almeno tre fattori che possono aver ampliato il divario.
1. Un punto di partenza più contenuto.
Il rialzo del 13% registrato da Zhipu nel primo giorno lasciava maggiore spazio a una rivalutazione successiva, man mano che l’entusiasmo per l’AI si rafforzava. MiniMax, al contrario, aveva già guadagnato il 109% al debutto: una parte consistente dell’euforia iniziale era stata incorporata immediatamente nel prezzo .
2. L’effetto sorpresa della quotazione sul mercato STAR.
La possibile emissione di azioni A a Shanghai è stata interpretata da alcuni investitori come un tentativo di sfruttare una valutazione più elevata sul mercato continentale. Per gli azionisti di Hong Kong, tuttavia, l’annuncio ha sollevato interrogativi immediati su diluizione, regolamentazione e distribuzione dei capitali tra le due piazze finanziarie. Il calo di oltre il 13% del 1° giugno ha mostrato che il mercato non era ancora pronto a considerare soltanto i potenziali benefici della doppia presenza .
3. L’ingresso nell’indice ha aiutato entrambe, ma in misura diversa.
Il 22 maggio Hang Seng Indexes ha annunciato l’inserimento di Zhipu e MiniMax nell’Hang Seng Tech Index, con efficacia dopo la chiusura del 5 giugno e applicazione ufficiale dall’8 giugno . L’ingresso può spingere gli acquisti da parte dei fondi passivi e generare anticipazioni da parte degli investitori. Zhipu, già sostenuta da una forte tendenza rialzista, ha però beneficiato del catalizzatore in un momento più favorevole; MiniMax lo ha affrontato mentre il progetto STAR pesava sul sentiment.
Zhipu e MiniMax restano tra le startup dell’AI più preziose mai approdate sui mercati azionari. Il progetto di quotazione di MiniMax a Shanghai potrebbe, nel tempo, offrire nuovo accesso ai capitali e a una più ampia base di investitori cinesi.
Nella prima metà del 2026, però, le due IPO gemelle di Hong Kong hanno lasciato una lezione chiara: il titolo che esplode il primo giorno non è necessariamente quello che vince la corsa più lunga.