A ottobre 2026 Hassabis ha detto di aspettarsi l’AGI entro due o tre anni: contando da allora, la finestra corrisponde all’incirca al 2028 2029. La stima è più ravvicinata rispetto alle indicazioni date a Davos a gennaio e in un’intervista a maggio, ma non è una tabella di marcia né la prova che l’AGI sia ormai immi...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How has Nobel Prize-winning Google DeepMind co-founder Demis Hassabis’s AGI forecast shortened—from saying at Davos in January that current. Article summary: Hassabis’s reported forecast has moved toward AGI arriving around 2028–2029, but that is a prediction—not evidence that human-level AGI or its safety problems have been solved. Reporting on his October 21 profile gives a. Topic tags: general, general web, user generated, news, education. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks
La previsione pubblica di Demis Hassabis sull’intelligenza artificiale generale si è accorciata nel corso del 2026: a gennaio parlava di un orizzonte di cinque-dieci anni, a maggio indicava il 2030 come riferimento generale e a ottobre ha stimato che l’AGI possa arrivare entro due o tre anni. Quest’ultima finestra, calcolata da ottobre 2026, punta all’incirca al 2028-2029. Ma è una previsione, non una data certa: da sola non dimostra che l’AGI sia imminente né che i rischi siano sotto controllo. 34
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22
Non è un conto alla rovescia perfettamente lineare: le dichiarazioni sono state rilasciate in contesti diversi e le stime riportate non coincidono sempre. È più corretto leggerle come previsioni aggiornate nel tempo, non come un calendario preciso. Conta anche la definizione: nel resoconto di ottobre, il riferimento di Hassabis per l’AGI è una capacità cognitiva paragonabile a quella umana. 22
Un profilo del Wall Street Journal riassume l’ambizione di lungo corso di Hassabis in due passaggi: «risolvere l’intelligenza» e poi «risolvere tutto il resto». 19 L’obiettivo va quindi oltre il traguardo tecnico: riguarda anche ciò che sistemi più capaci potrebbero rendere possibile in ambiti come la scienza e la medicina.
Ad agosto Hassabis ha lasciato il ruolo di amministratore delegato di Google DeepMind per diventare presidente della società e chief scientist di Alphabet. Nel suo annuncio ha collegato il nuovo incarico alla strategia di lungo periodo e all’accelerazione delle scoperte scientifiche, citando anche il lavoro di Isomorphic Labs. 59 Google ha spiegato che il ruolo gli permetterà di concentrarsi sul futuro dell’AGI.
10
La sua missione dichiarata, tuttavia, non si limita a costruire sistemi più potenti. In un’intervista di ottobre Hassabis ha parlato dell’obiettivo di portare l’AGI nel mondo in sicurezza, a beneficio dell’umanità, e di accelerare i progressi scientifici e medici. 25 Una previsione sui tempi non significa che questi obiettivi siano già stati raggiunti.
Le fonti disponibili descrivono iniziative e questioni di sicurezza su piani diversi. Hassabis ha discusso con altri dirigenti dei laboratori di IA e funzionari governativi l’ipotesi di un organismo indipendente per la supervisione del settore. 17 Separatamente, in un intervento sugli agenti di IA ha sottolineato la necessità di definire limiti e misure di protezione per ciò che questi sistemi possono fare.
57
Sono sfide complementari, ma non uguali: la supervisione istituzionale può coordinare controlli e responsabilità; le protezioni tecniche devono invece limitare il comportamento dei sistemi nel loro utilizzo concreto. Le fonti citate non dimostrano che ogni misura di sicurezza sia già efficace contro possibili elusioni, né che tutti i rischi legati a usi impropri o a comportamenti autonomi siano stati risolti. Una previsione più ravvicinata rende queste questioni più pressanti, ma non fornisce le risposte.
A Davos si è parlato anche dei progressi della Cina rispetto agli Stati Uniti. Le informazioni disponibili, però, non dimostrano che le pressioni geopolitiche o la competizione commerciale abbiano spinto Hassabis a rivedere la sua stima. 34 La conclusione più solida è più circoscritta: la finestra temporale da lui indicata si è avvicinata, mentre la sicurezza e i benefici per la collettività restano parte essenziale dell’obiettivo dichiarato.
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A ottobre 2026 Hassabis ha detto di aspettarsi l’AGI entro due o tre anni: contando da allora, la finestra corrisponde all’incirca al 2028 2029.
A ottobre 2026 Hassabis ha detto di aspettarsi l’AGI entro due o tre anni: contando da allora, la finestra corrisponde all’incirca al 2028 2029. La stima è più ravvicinata rispetto alle indicazioni date a Davos a gennaio e in un’intervista a maggio, ma non è una tabella di marcia né la prova che l’AGI sia ormai imminente.
Hassabis collega la sua ambizione di sviluppare l’intelligenza artificiale generale alla necessità di portarla nel mondo in modo sicuro e a beneficio dell’umanità.
A ottobre 2026 Hassabis ha detto di aspettarsi l’AGI entro due o tre anni: contando da allora, la finestra corrisponde all’incirca al 2028 2029. La stima è più ravvicinata rispetto alle indicazioni date a Davos a gennaio e in un’intervista a maggio, ma non è una tabella di marcia né la prova che l’AGI sia ormai immi...
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La previsione pubblica di Demis Hassabis sull’intelligenza artificiale generale si è accorciata nel corso del 2026: a gennaio parlava di un orizzonte di cinque-dieci anni, a maggio indicava il 2030 come riferimento generale e a ottobre ha stimato che l’AGI possa arrivare entro due o tre anni. Quest’ultima finestra, calcolata da ottobre 2026, punta all’incirca al 2028-2029. Ma è una previsione, non una data certa: da sola non dimostra che l’AGI sia imminente né che i rischi siano sotto controllo. 34
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Non è un conto alla rovescia perfettamente lineare: le dichiarazioni sono state rilasciate in contesti diversi e le stime riportate non coincidono sempre. È più corretto leggerle come previsioni aggiornate nel tempo, non come un calendario preciso. Conta anche la definizione: nel resoconto di ottobre, il riferimento di Hassabis per l’AGI è una capacità cognitiva paragonabile a quella umana. 22
Un profilo del Wall Street Journal riassume l’ambizione di lungo corso di Hassabis in due passaggi: «risolvere l’intelligenza» e poi «risolvere tutto il resto». 19 L’obiettivo va quindi oltre il traguardo tecnico: riguarda anche ciò che sistemi più capaci potrebbero rendere possibile in ambiti come la scienza e la medicina.
Ad agosto Hassabis ha lasciato il ruolo di amministratore delegato di Google DeepMind per diventare presidente della società e chief scientist di Alphabet. Nel suo annuncio ha collegato il nuovo incarico alla strategia di lungo periodo e all’accelerazione delle scoperte scientifiche, citando anche il lavoro di Isomorphic Labs. 59 Google ha spiegato che il ruolo gli permetterà di concentrarsi sul futuro dell’AGI.
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La sua missione dichiarata, tuttavia, non si limita a costruire sistemi più potenti. In un’intervista di ottobre Hassabis ha parlato dell’obiettivo di portare l’AGI nel mondo in sicurezza, a beneficio dell’umanità, e di accelerare i progressi scientifici e medici. 25 Una previsione sui tempi non significa che questi obiettivi siano già stati raggiunti.
Le fonti disponibili descrivono iniziative e questioni di sicurezza su piani diversi. Hassabis ha discusso con altri dirigenti dei laboratori di IA e funzionari governativi l’ipotesi di un organismo indipendente per la supervisione del settore. 17 Separatamente, in un intervento sugli agenti di IA ha sottolineato la necessità di definire limiti e misure di protezione per ciò che questi sistemi possono fare.
57
Sono sfide complementari, ma non uguali: la supervisione istituzionale può coordinare controlli e responsabilità; le protezioni tecniche devono invece limitare il comportamento dei sistemi nel loro utilizzo concreto. Le fonti citate non dimostrano che ogni misura di sicurezza sia già efficace contro possibili elusioni, né che tutti i rischi legati a usi impropri o a comportamenti autonomi siano stati risolti. Una previsione più ravvicinata rende queste questioni più pressanti, ma non fornisce le risposte.
A Davos si è parlato anche dei progressi della Cina rispetto agli Stati Uniti. Le informazioni disponibili, però, non dimostrano che le pressioni geopolitiche o la competizione commerciale abbiano spinto Hassabis a rivedere la sua stima. 34 La conclusione più solida è più circoscritta: la finestra temporale da lui indicata si è avvicinata, mentre la sicurezza e i benefici per la collettività restano parte essenziale dell’obiettivo dichiarato.
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A ottobre 2026 Hassabis ha detto di aspettarsi l’AGI entro due o tre anni: contando da allora, la finestra corrisponde all’incirca al 2028 2029.
A ottobre 2026 Hassabis ha detto di aspettarsi l’AGI entro due o tre anni: contando da allora, la finestra corrisponde all’incirca al 2028 2029. La stima è più ravvicinata rispetto alle indicazioni date a Davos a gennaio e in un’intervista a maggio, ma non è una tabella di marcia né la prova che l’AGI sia ormai imminente.
Hassabis collega la sua ambizione di sviluppare l’intelligenza artificiale generale alla necessità di portarla nel mondo in modo sicuro e a beneficio dell’umanità.