Fernando Alonso non considera i risultati immediati di Aston Martin il fattore decisivo per scegliere se disputare nel 2027 una 25ª stagione in Formula 1. Il 45enne, il cui contratto scade alla fine del 2026, non ha ancora preso una decisione: per lui la questione centrale è capire se la categoria saprà migliorare un indirizzo tecnico che, a suo giudizio, impone ai piloti troppa gestione dell’energia elettrica e dei sistemi software.
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Per Alonso contano più le regole della forma di Aston Martin
Alonso ha spiegato che il proprio futuro dipende «più dal regolamento» che dalla competitività dell’Aston Martin. Ha fiducia nella capacità di Honda di arrivare a costruire una power unit da titolo, ma ritiene che l’attuale impianto normativo non sia ancora all’altezza di ciò che dovrebbe essere la Formula 1.
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Il nodo è il peso molto maggiore dell’energia elettrica nella formula ibrida del 2026. Le nuove regole hanno portato la ripartizione della potenza vicino a un equilibrio tra motore termico ed elettrico; un algoritmo software, capace di adattarsi agli input del pilota, ha inoltre un ruolo determinante nello stabilire come la batteria eroga energia lungo il giro.
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Secondo Alonso, questo modifica profondamente sia la guida sia le corse. Il pilota può essere costretto a risparmiare, recuperare o dosare l’energia invece di attaccare con continuità al massimo ritmo. Per lo spagnolo, non è la Formula 1 con cui è cresciuto e alcuni aspetti del pacchetto tecnico dovranno essere cambiati nel tempo.
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Gli interventi che chiede
La critica di Alonso non è un rifiuto della tecnologia ibrida. Il suo bersaglio sono le conseguenze pratiche, in pista, dei sistemi di gestione energetica: in particolare gli algoritmi che decidono l’impiego della batteria. Su questo fronte ha chiesto «correzioni e miglioramenti».
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La sua ambizione dichiarata è contribuire a orientare l’evoluzione delle regole verso quella che definisce la «vera Formula 1»: monoposto e gare in cui il pilota possa spingere in modo più naturale, senza che il giro sia eccessivamente determinato da un piano di utilizzo dell’energia prestabilito. I progressi su questo terreno saranno determinanti nella sua scelta di continuare o meno.
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Una stagione difficile, ma non il solo metro della decisione
Il 2026 di Aston Martin non ha certo semplificato la valutazione. Alla vigilia del Gran Premio d’Italia, Alonso aveva tre punti ed era 19° nella classifica piloti. Il nono posto a Zandvoort, rimontando dalla 18ª posizione in griglia, ha mostrato che il telaio rivisto poteva funzionare meglio su una pista favorevole; lo stesso Alonso, però, ha invitato a non leggere quel risultato come una svolta definitiva.
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Aston Martin ha anche chiarito i limiti della propria rimonta nel 2026. Il pacchetto portato in Ungheria e i piccoli affinamenti introdotti a Zandvoort rappresentano gli ultimi sviluppi aerodinamici pianificati per l’AMR26, fatta eccezione per eventuali componenti utili a testare in pista la correlazione con il progetto 2027.
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Il resto della stagione, quindi, difficilmente cambierà radicalmente la posizione competitiva del team: servirà soprattutto a raccogliere dati per la monoposto successiva. È un elemento che rafforza il ragionamento di Alonso: un buon risultato isolato, o un fine settimana negativo, non basterà a decidere il suo futuro.
Perché Monza è un banco di prova significativo
Monza è una pista severa per una squadra che sta ancora lavorando su guidabilità della power unit e impiego dell’energia. Shintaro Orihara, capo ingegnere Honda, l’ha descritta come uno dei circuiti con la percentuale più alta di percorrenza a gas aperto del calendario: rettilinei lunghi ed energia limitata rendono particolarmente importante la strategia di erogazione, soprattutto in qualifica. La priorità indicata da Honda per il weekend è migliorare la guidabilità.
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Queste caratteristiche rendono l’Autodromo Nazionale un test diretto delle questioni sollevate da Alonso. A Zandvoort Aston Martin aveva evidenziato progressi sul telaio, ma i tracciati sensibili alla potenza, come Monza, erano previsti più complicati.
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Il quadro del mercato piloti per il 2027
Se Alonso decidesse di restare in griglia, Aston Martin appare la strada più lineare sulla base delle informazioni disponibili. Alpine, squadra alla quale lo spagnolo è legato da una lunga storia, ha confermato per il 2027 la stessa coppia formata da Pierre Gasly e Franco Colapinto.
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Questo non dimostra che non esistano altre possibilità, ma elimina una delle opzioni più discusse. Senza un annuncio sul rinnovo di Alonso, la domanda concreta non è dunque soltanto dove potrebbe correre: è se l’evoluzione delle regole gli offrirà una ragione sufficiente per continuare a farlo.
Il casco dedicato ad Adrián Campos
Nel Gran Premio d’Italia a Monza, Alonso indosserà un casco speciale in omaggio al suo mentore e primo manager, il compianto Adrián Campos. Il disegno abbandona il consueto tema blu e giallo del pilota asturiano per adottare il rosso e il giallo della bandiera spagnola, con un’ispirazione che richiama il classico casco da gara di Campos.
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È una nota personale in un weekend dominato da un bivio professionale. I risultati del presente contano, ma la risposta sul lungo periodo dipenderà soprattutto da quanto la Formula 1 riuscirà a rendere la nuova era delle power unit più vicina alla categoria che Alonso sente ancora di voler guidare.
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