La carenza di memorie DRAM e NAND mette Samsung in una posizione insolita: rende più costoso produrre smartphone, ma favorisce anche la divisione che vende semiconduttori. È questo il doppio effetto dietro la previsione di Mizuho Securities: Samsung potrebbe reggere il rallentamento del mercato meglio di molti concorrenti, senza per questo sottrarre i suoi Galaxy alla pressione sui costi.
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Più quota anche senza vendere più telefoni
Mizuho stima 1,15 miliardi di smartphone spediti nel mondo nel 2026, il 9% in meno rispetto al 2025. Per Samsung prevede invece volumi pressoché stabili, intorno a 240 milioni di unità. Se entrambe le stime si avverassero, Samsung aumenterebbe la propria quota in un mercato che si restringe, pur senza spedire più telefoni.
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Una migliore capacità di assicurarsi i componenti e un maggior peso dei modelli di fascia alta potrebbero dare a Samsung e Apple più margine di manovra di fronte al rincaro delle memorie. Per chi dipende maggiormente dagli smartphone economici e di fascia media, assorbire l’aumento dei costi senza ridurre i margini — oppure trasferirlo sui prezzi senza frenare la domanda — è più difficile. Le fonti disponibili, però, non quantificano questo vantaggio per le due aziende né forniscono previsioni Mizuho precise per i singoli produttori cinesi.
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Counterpoint presenta una previsione diversa, da non confondere con quella di Mizuho: per il 2026 stima un calo globale del 14,3% e flessioni delle spedizioni comprese tra il 15% e il 34% per i principali produttori cinesi.
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Il secondo trimestre mostra il divario
Secondo i dati preliminari di Counterpoint, nel secondo trimestre 2026 le spedizioni globali di smartphone sono diminuite dell’11% rispetto a un anno prima. Le ricostruzioni basate su quei dati attribuiscono a Samsung una quota del 24%, contro il 20% dell’anno precedente, mentre Xiaomi, OPPO e vivo hanno registrato cali delle spedizioni a doppia cifra.
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41 Le fonti non offrono tuttavia una serie completa e omogenea di volumi e quote per tutti e quattro i marchi: un confronto numerico più dettagliato darebbe un’impressione di precisione non giustificata.
I chip trainano i conti, ma non raccontano tutta la storia
Nel secondo trimestre Samsung ha comunicato un utile operativo di 89.200 miliardi di won per Device Solutions, la divisione dei semiconduttori, a fronte di 89.500 miliardi di won per l’intero gruppo.
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36 Secondo le ricostruzioni disponibili, a sostenere la divisione sono stati i prezzi più alti dei chip e la domanda dei server per l’intelligenza artificiale: le stesse dinamiche che aumentano la pressione sui costi dei produttori di telefoni.
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Il dato del gruppo non implica che gli smartphone siano stati altrettanto redditizi. Una fonte secondaria indica per Mobile eXperience e Networks una perdita operativa di 700 miliardi di won, cifra che però non risulta verificabile nell’estratto del comunicato sui risultati Samsung qui disponibile.
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31 A settembre l’azienda promuoveva i pieghevoli Galaxy Z8; le fonti esaminate non confermano invece una specifica strategia per il secondo semestre incentrata sia sugli Z8 sia sui modelli S26.
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L’arrivo di Apple nei pieghevoli potrebbe offrire a Samsung Display un’opportunità come fornitore di schermi, oltre a portare un nuovo concorrente ai telefoni Samsung.
3 I materiali disponibili non consentono però di confermare i numeri attribuiti a Mizuho sulla produzione del pieghevole Apple, sui volumi dei pannelli o su eventuali ritardi legati alla cerniera.
La conclusione più solida resta quindi circoscritta: Samsung potrebbe guadagnare quota negli smartphone mentre la sua divisione chip beneficia dei prezzi elevati delle memorie. Che questo si traduca anche in margini migliori per i Galaxy è un’altra questione.
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