Google starebbe pagando circa 100 editori per i contenuti che contribuiscono alle risposte generate da AI Overviews, AI Mode e Gemini. Il programma, chiamato «AI contribution pilot», è su invito e collega i pagamenti al contributo attribuito ai contenuti, non a una tariffa pubblica per ogni comparsa. La formula, però, non è stata resa nota: per gli editori è quindi difficile verificare come si arrivi alla cifra mensile o valutarne il rapporto con il valore dei contenuti.
4
5
8
Come funziona il programma
Google presenta l’iniziativa come un progetto pilota in fase iniziale, pensato per sperimentare modi di remunerare i contenuti di qualità. Secondo le ricostruzioni, partecipano circa 100 editori, selezionati su invito. I contenuti devono contribuire in modo significativo alla creazione di una risposta generata dall’IA nei prodotti coinvolti.
2
3
7
Gli editori ammessi vedono in Google Search Console — lo strumento usato per monitorare la presenza di un sito nei risultati di ricerca — un pannello con i guadagni mensili. Le informazioni disponibili, tuttavia, non chiariscono in modo completo quali pagine abbiano generato i pagamenti né perché una specifica attribuzione abbia prodotto un certo importo.
4
11
14
Importi molto diversi
Le cifre riportate riguardano singoli partecipanti e non rappresentano una tariffa standard o una media affidabile. Un editore entrato nel programma fin dalle prime fasi avrebbe guadagnato oltre un milione di dollari in un anno; alcuni siti più piccoli avrebbero ricevuto meno di 1.000 dollari nell’arco di diversi mesi. Un altro partecipante, entrato qualche mese prima, avrebbe incassato circa 50.000-60.000 dollari.
5
9
10
Per diversi editori piccoli e medi, i pagamenti sarebbero stati inferiori allo 0,1% dei ricavi pubblicitari. Anche questo dato descrive i casi riportati, non il risultato tipico del programma.
10
14
Dalle informazioni disponibili non emerge un tipo di argomento o formato che garantisca guadagni più alti. Senza una formula pubblica e senza dettagli chiari sulle singole attribuzioni, è difficile spiegare le differenze o capire come gli importi cambino nel tempo.
8
11
Il nodo: compenso e traffico verso i siti
La discussione non riguarda solo quanto Google paga. Gli editori temono che una risposta generata dall’IA possa soddisfare la ricerca di un utente senza portarlo alla pagina originale, riducendo così visite e opportunità di ricavo. Il Consiglio europeo degli editori ha sostenuto, in una denuncia, che l’uso dei contenuti per AI Overviews sottragga traffico, pubblico e ricavi e che gli editori non dispongano di un’efficace possibilità di esclusione senza perdere l’accesso alla ricerca. Si tratta di accuse, non di conclusioni accertate da un’autorità.
1
Google, dal canto suo, ha descritto il progetto pilota come un modo per premiare i contenuti di qualità in aggiunta al traffico e agli strumenti che già mette a disposizione. Ma gli importi segnalati sono molto disomogenei e il metodo di calcolo resta riservato: gli editori non hanno quindi elementi sufficienti per confrontare il compenso con il valore che ritengono di apportare alle risposte.
2
3
8
Indagine europea e sentenza tedesca: cosa stabiliscono
Nel dicembre 2025 la Commissione europea ha avviato un’indagine antitrust formale sull’uso dei contenuti degli editori nella ricerca basata sull’IA. Nel febbraio 2026 il Consiglio europeo degli editori ha presentato una denuncia collegata. L’indagine e la denuncia, da sole, non stabiliscono che Google debba ottenere licenze o pagare una somma precisa.
1
Nel dibattito è entrata anche una sentenza tedesca sulla responsabilità di Google per gli errori nelle risposte di AI Overviews. Le informazioni disponibili non indicano che quella decisione imponga una licenza dei contenuti degli editori o determini un importo di compensazione.
20
32
Per ora, il programma offre a un gruppo selezionato di editori una nuova entrata, ma la formula non pubblica rende difficile verificarne il valore. Resta aperta la questione di fondo: se questo modello pilota sia sufficiente o se servano accordi di licenza più ampi o altri interventi.