Un rilevamento del 23 settembre riporta 504,62 milioni di dollari di liquidazioni in 24 ore: circa il 71% riguardava posizioni long. Su Ethereum, 97,6 dei 111,7 milioni di dollari liquidati in 24 ore erano posizioni long.
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Il ribasso delle criptovalute del 23-24 settembre 2026 mostra il rischio di una salita sostenuta da acquisti a leva: quando il prezzo scende, chi aveva scommesso su ulteriori rialzi può essere costretto a chiudere la posizione. Queste chiusure possono aggiungere pressione alla discesa. Le liquidazioni osservate sono coerenti con questo meccanismo, ma non dimostrano che abbiano causato il calo iniziale. 31
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Un articolo del 23 settembre, basato su dati CoinGlass, riporta 504,62 milioni di dollari di liquidazioni sull’intero mercato nelle 24 ore precedenti, con 121.934 trader coinvolti. Le posizioni long, quelle che puntavano su un rialzo, rappresentavano 359,45 milioni di dollari, circa il 71% del totale. È una fotografia riferita a una precisa finestra temporale, non una cifra da sommare ai rilevamenti pubblicati in seguito. 31
Su Ethereum lo squilibrio era ancora più marcato. Secondo un resoconto del 24 settembre, le liquidazioni sui derivati ETH ammontavano a 111,7 milioni di dollari in 24 ore, di cui 97,6 milioni in posizioni long: circa l’87%. Nell’ora terminata alle 09:37 UTC dello stesso giorno, ETH è sceso dello 0,98% a 2.645 dollari, mentre sono stati liquidati 26,05 milioni di dollari di posizioni long. Il dato orario può essere già compreso in quello delle 24 ore e non va conteggiato due volte. 18
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Una liquidazione scatta quando il margine, cioè la garanzia che sostiene una posizione a leva, non basta più a mantenerla aperta. Se a essere chiuse durante un ribasso sono posizioni long, le vendite forzate possono accentuare il movimento. I dati su ETH segnalano questo rischio, ma non indicano la leva usata da ciascun trader né quanto del calo sia attribuibile alle chiusure forzate. 18
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La cifra secondo cui l’open interest nei futures perpetui avrebbe sfiorato 160 miliardi di dollari, raggiungendo il livello più alto dalla fine di ottobre 2025, non trova conferma indipendente nelle fonti disponibili. L’open interest misura i contratti ancora aperti: anche se quel totale fosse corretto, non direbbe quale quota dei trader fosse rialzista, perché ogni contratto ha una controparte long e una short. Sono le liquidazioni concentrate sui long a mostrare più chiaramente quale lato del mercato fosse vulnerabile durante la discesa.
Non è verificato qui neppure il confronto tra una crescita di circa il 60% dell’open interest di ETH e un rialzo del 70% del suo prezzo dalla fine di giugno. Se calcolati su basi comparabili e in dollari, quei numeri indicherebbero che l’open interest è cresciuto meno del prezzo: non proverebbero un aumento uniforme dell’intensità della leva. Resterebbe comunque possibile la presenza di posizioni fragili aperte vicino ai massimi del rialzo.
Le chiusure forzate avevano interessato anche chi puntava al ribasso: un resoconto del 21 settembre registrava 648,3 milioni di dollari di liquidazioni di posizioni short in 24 ore, mentre Bitcoin superava gli 85.000 dollari. Il contrasto aiuta a capire come una salita alimentata anche dalla chiusura degli short possa essere seguita da un’ondata di liquidazioni long, senza dimostrare che questa sequenza spieghi ogni movimento di settembre. 3
Un’analisi del 24 settembre indicava 2.626 dollari come livello di supporto per ETH e la media mobile esponenziale a 20 giorni, intorno a 2.549 dollari, come riferimento più basso. Una tenuta o un recupero di questi livelli sarebbe compatibile con una correzione all’interno del trend rialzista; una discesa duratura al di sotto indebolirebbe questa lettura. Nessuno dei due livelli è un pavimento garantito. 18
L’uscita delle posizioni più fragili potrebbe ridurre il rischio di un’altra immediata catena di liquidazioni, a condizione che la domanda regga e la leva non torni a crescere rapidamente. Le fonti disponibili non confermano la cifra proposta di 389 milioni di dollari liquidati in 12 ore né stabiliscono che le prese di profitto siano state la causa principale del ribasso. La conclusione più solida è che la discesa ha penalizzato in modo sproporzionato le scommesse rialziste a leva: l’open interest, da solo, non basta a misurare la tenuta di un rally. 31
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Un rilevamento del 23 settembre riporta 504,62 milioni di dollari di liquidazioni in 24 ore: circa il 71% riguardava posizioni long.
Un rilevamento del 23 settembre riporta 504,62 milioni di dollari di liquidazioni in 24 ore: circa il 71% riguardava posizioni long. Su Ethereum, 97,6 dei 111,7 milioni di dollari liquidati in 24 ore erano posizioni long.
La cifra di quasi 160 miliardi di dollari di open interest nei futures perpetui non è verificata dalle fonti disponibili; da sola, comunque, non dimostrerebbe uno sbilanciamento rialzista.