I risultati di fase 3 della terapia contro il melanoma sviluppata da Moderna e Merck sono comparsi online prima della presentazione prevista a un congresso medico e sono stati confermati dalle aziende più tardi nella stessa giornata. Lo studio ha mostrato un beneficio statisticamente significativo aggiungendo intismeran autogene a Keytruda. La notizia è stata però accompagnata da un forte calo delle azioni Moderna: un promemoria del fatto che i risultati clinici e le aspettative degli investitori sono due criteri diversi.
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I risultati sono apparsi online prima della presentazione
Giovedì 22 ottobre 2026, intorno alle 12:30 ora della costa orientale degli Stati Uniti, i risultati sono comparsi sul sito di informazione medica Oncology Central e sono stati rimossi poco dopo. La presentazione era prevista per sabato al congresso della Società europea di oncologia medica (ESMO).
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Secondo Bloomberg, alcuni dettagli circolavano anche tramite account non verificati su X. Le notizie disponibili non chiariscono chi abbia pubblicato per primo i risultati né come sia avvenuta la diffusione anticipata.
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Più tardi, giovedì, Moderna e Merck hanno annunciato i risultati dettagliati positivi dello studio INTerpath-001 e confermato che sarebbero stati presentati al simposio presidenziale di ESMO.
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Che cosa ha rilevato lo studio INTerpath-001
Lo studio di fase 3 ha valutato intismeran autogene, una terapia sperimentale a mRNA basata su neoantigeni personalizzati, in combinazione con pembrolizumab (Keytruda), rispetto a Keytruda da solo. Il trattamento era destinato a persone con melanoma in stadio IIB–IV dopo l’intervento chirurgico. Una scheda dello studio riferisce che sono stati arruolati 1.137 pazienti.
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Nell’analisi pianificata in anticipo, dopo un follow-up mediano di 24,6 mesi, la combinazione ha ridotto del 42% il rischio di recidiva o morte rispetto a Keytruda da solo. L’hazard ratio era 0,58 (intervallo di confidenza al 95%: 0,45–0,75; p<0,001). La combinazione ha inoltre ridotto del 38% il rischio di metastasi a distanza o morte.
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Lo studio ha raggiunto il suo obiettivo principale, la sopravvivenza libera da recidiva, e l’obiettivo secondario chiave, la sopravvivenza libera da metastasi a distanza. I dati sulla sopravvivenza complessiva non erano ancora maturi: i risultati, quindi, non dimostrano ancora un beneficio definitivo in termini di sopravvivenza complessiva.
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Perché il titolo Moderna è sceso nonostante i dati positivi
Nel giorno in cui i risultati sono emersi, le azioni Moderna sono scese fino al 25%; anche quelle di Merck hanno perso terreno.
5 Reuters ha descritto il calo di Moderna come una reazione di «sell the news» — vendere sulla notizia — dopo mesi di rialzi, durante i quali gli investitori avevano già incorporato aspettative elevate sullo studio.
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Il beneficio riportato era inoltre vicino alle attese degli analisti, mentre restavano interrogativi sull’efficacia dell’approccio in tumori diversi dal melanoma.
2 Per questo lo studio poteva raggiungere i suoi obiettivi e deludere comunque alcuni investitori: il mercato valutava non soltanto se i risultati fossero positivi, ma anche come si confrontassero con aspettative già riflesse nel prezzo delle azioni.
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Perché non basta confrontare i risultati con quelli di fase 2
Alcuni resoconti hanno messo a confronto la riduzione del 42% osservata in fase 3 con quella del 49% riportata nello studio di fase 2.
44 La differenza tra queste percentuali, da sola, non dimostra che la terapia sia diventata meno efficace: sono stime provenienti da studi distinti, non il risultato di un confronto diretto e randomizzato fra i due esiti.
Il dato di fase 3 è rilevante di per sé: in uno studio più ampio e in fase avanzata ha mostrato un beneficio della combinazione sulla sopravvivenza libera da recidiva e da metastasi a distanza nel contesto del melanoma studiato. Reuters ha descritto il risultato come un possibile passo avanti verso cure oncologiche più personalizzate.
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Prossimi passaggi e questioni ancora aperte
Le aziende hanno dichiarato che i risultati dettagliati di INTerpath-001 sarebbero stati presentati al simposio presidenziale di ESMO. Il programma pubblicato da Moderna indicava la sessione per sabato 24 ottobre 2026 alle 10:30, ora della costa orientale degli Stati Uniti, con Georgina V. Long come relatrice.
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La principale incognita clinica resta la sopravvivenza complessiva, i cui dati non erano ancora maturi al momento dell’analisi riportata. I risultati sostengono un beneficio per la combinazione nel tipo di melanoma studiato, ma non chiariscono ancora se migliori la sopravvivenza complessiva né se possa aiutare pazienti con altri tipi di tumore.
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